Parole, i tormentoni 2012

Choosy, spending review: termini in voga.

di Michela Garbin

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18 Dicembre 2012

La spending review è uno dei temi caldi della politica economica.

La spending review è uno dei temi caldi della politica economica.

Lo strumento fiscale antievasione, lo spesometro è tra quelli che si sono imposti da subito. Si tratta di uno dei termini nuovi che hanno dilagato nel 2012 e che dovrebbero entrerare ufficialmente nell'edizione 2013 dei dizionari.
Insieme all’onnipresente spending review. Espressione che, però, non è amata dal grande linguista Tullio De Mauro, che gli preferisce l’italiano. «Questa parola è il cattivo sostituto inglese dell’italiano revisione della spesa pubblica», spiega. «Ma la domanda è un’altra: come mai le cose sgradevoli si dicono in un’altra lingua? Forse si spera che si capiscano meno! Soprattutto quando le conseguenze di quelle parole toccano tanto da vicino moltissime persone», ha commentato il professore.
LA NUOVA PAROLA D'ORDINE DI FORNERO. Ma c’è un’altra parola anglosassone che ha impazzato: choosy pronunciata dal ministro del Lavoro Elsa Fornero - i tecnici ricorrono spesso a termini fin troppo coloriti.  Ha bollato come schizzinosi o troppo esigenti coloro che non si adattano quando cercano un primo impiego ai lavori che offre il mercato. 
«Choosy è tanto di moda», continua De Mauro, «ma magari l’anno prossimo è già archeologia. Non è più come fino alla fine degli Anni 90: con l’ausilio della rete, le parole nuove in circolazione sono nell’ordine di milioni e il ricambio dei neologismi è altissimo».
SDOGANARE IL LINGUAGGIO GIOVANILE. Il ministro Fornero non è nuovo alle incursioni linguistiche. È stata lei a sdoganare il linguaggio giovanile:  «È chiaro che se uno comincia a dire no, perché noi dovremmo mettere lì una 'paccata' di miliardi e poi dire voi diteci di sì. No, non si fa così». In questo modo ha sintetizzato lo stato dell'arte dei rapporti tra il governo e il sindacato.

Critiche di facciata, accordi dietro le quinte

La parola choosy è entrata nel vocabolario di milioni di italiani grazie alle dichiarazioni sui giovani, subito criticate, del ministro Elsa Fornero.

La parola choosy è entrata nel vocabolario di milioni di italiani grazie alle dichiarazioni sui giovani, subito criticate, del ministro Elsa Fornero.

Tra le parole nuove anche endorsement (appoggio o sostegno) e rassemblement gruppo o insieme di partiti,  ma anche l’ italianissimo inciucio: 'nciuciare nel dialetto napoletano significa spettegolare, parlare alle spalle di qualcuno con un riferimento onomatopeico al ciu-ciu di chi parla sottovoce.
Questo è quello che fanno molti politici italiani che in parlamento o in televisione fingono di attaccare gli avversari politici, ma poi, di nascosto, si accordano con loro per portare avanti interessi comuni.
LA PARABOLA DEGLI ESODATI. Si parla in proposito anche di doppiogiochismo. Sempre il ministro Fornero ha fatto conoscere - fin troppo bene - il termine esodati vale a dire quei lavoratori over 50 espulsi dal mercato dal lavoro e non ancora ammessi in pensione in conseguenza di un innalzamento dell'età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico.
Una sorta di sottoinsieme di disoccupati.  E quando per controllare il debito pubblico o mantenersi in linea con i parametri internazionali un governo decide forti tagli (pensioni, sanità, istruzione, assistenza) si usa il termine macelleria sociale.
IL RUOLO CHIAVE DEL FEDERATORE. Per giocare con le parole, il termine più in voga in questi giorni è federatore, 'l’uomo che mette insieme', usato da Berlusconi per invitare Monti a raggruppare i moderati:  un nome facile da usare, passato subito dalla politica agli altri campi del sociale.

Il linguaggio nautico entra nel vocabolario della crisi

La lingua italiana registra e assorbe ogni anno centinaia di nuovi termini che indicano nuovi fenomeni sociali, invenzioni tecniche o concetti mai espressi prima.

La lingua italiana registra e assorbe ogni anno centinaia di nuovi termini che indicano nuovi fenomeni sociali, invenzioni tecniche o concetti mai espressi prima.

Analizzare le novità dell’anno serve anche a comprendere come sta cambiando il nostro Paese. La lingua italiana, infatti, registra e assorbe ogni anno centinaia di nuovi termini che indicano nuovi fenomeni sociali, invenzioni tecniche o concetti mai espressi prima.
Vedi inchino, quel modo di omaggiare i superiori - sfiorando con la nave la costa - che ha reso drammaticamente celebre il comandante Schettino, dopo il naufragio all’Isola del Giglio.
Termine che si è diffuso rapidamente per indicare tout court un pericolosissimo, sconsiderato omaggio. Ma anche la semi-sconosciuta biscaggina, la scaletta di corda il cui nome si deve al vocabolario nautico, è diventata famosa dopo la telefonata del comandante della Capitaneria di Livorno al comandante della Costa Concordia.
NON ABBANDONARE LA NAVE IN PERICOLO. E così «risalire la biscaggina» è diventato sinonimo di ordine da rispettare: non abbandonare la nave in pericolo.
Altri nuovi termini riflettono invece cambiamenti sociali e culturali: hikikomori è la tendenza, diffusa in Giappone tra gli adolescenti, di isolarsi dal mondo reale e vivere una vita virtuale sui social network. Presente nei dizionari di  lingua italiana anche il grido di vittoria dei samurai: banzai!.
LO SLANG DELLA CONSIGLIERA MINETTI. La lingua italiana è in continua evoluzione. Tra i neologismi c’è anche briffare. A utilizzarlo, in una famosa intercettazione telefonica Nicole Minetti, ex consigliere della Regione Lombardia, imposta da Berlusconi nel listino bloccato di Formigoni  che ha piegato l’inglese briefing ad una sorta di slang anglo-meneghino che sta per «aggiornare o edurre in merito ad una certa situazione».
Minetti ha un gergo molto personale: le sudamericans sono le amiche brasiliane o venezuelane invitate ad Arcore.  E per definire l’insieme di queste inconsuete relazioni è nato il termine mignottocrazia.
L'ONTA DELLA MACCHINA DEL FANGO. Tuttavia non è da dimenticare neppure l’attualissimo macchina del fango che scatta quando si vuole screditare qualcuno attaccandolo da ogni parte, anche per gli aspetti della sua vita privata.
«Qualche volta tutti questi neologismi», dice a Lettera43.it Tullio De Mauro, «non sono altro che forme divertentissime di quella che chiamo “circonvenzione di lettore”. Ciò che più mi interessa è la qualità della definizioni, saper dare un nome alle cose».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mario221 18/dic/2012 | 16 :31

è gà da tempo che non si capisce che lingua parliamo! così ti fregano due volte, uno perchè non hai capito, la seconda perche loro ti avevano avvisato e la legge non ammette ignoranza !!!

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