IL FATTO

Pincio, crolla il Valadier

In frantumi il muro di contenimento tra la Terrazza e piazza del Popolo. Broccoli: «Colpa delle intemperie».

22 Agosto 2012

Il rivestimento di un muro del Pincio, opera di Giuseppe Valadier come l'intero complesso, è crollato nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 agosto in via Gabriele D'Annunzio a Roma: nove metri, profondità 20 centimetri (guarda la photogallery).
«È la fodera del muro», ha spiegato il sovrintendente Umberto Broccoli e «riguarda il secondo tornante dei tre che collegano la Terrazza del Pincio a Piazza del Popolo».
Il crollo, si è appreso dai vigili urbani, è avvenuto verso le 4.
Alle 8.30 è cominciato il sopralluogo della sovrintendenza capitolina e di tutti i tecnici dei vari dipartimenti di Roma Capitale.
La polizia municipale ha transennato la strada, via Gabriele D'Annunzio per consentire la «messa in sicurezza».
Secondo Broccoli «è la diretta conseguenza delle intemperie: prima la neve, poi di un'inverno molto piovoso, a cui si è aggiunta un'estate molto secca». Quindi prima molto bagnato, poi molto asciutto «hanno creato il distaccamento di quella che possiamo definire la 'fodera' del muro della profondità di un mattone».
META DI TURISTI. «Wow!» ha esclamato una ragazza spagnola spingendo, a mano, la sua bicicletta sulla salita che da piazza del Popolo porta al Pincio. Non si era accorta che alla sua destra, ai piedi del muro del Valadier c'era un cumulo di macerie.
Il crollo di questa notte è diventato una piccola attrattiva per i turisti che, alla spicciolata, complice anche il caldo record di Lucifero (mercoledì 22 agosto è stato il giorno più caldo del 2012), sono tornati  passare in via Gabriele D'Annunzio. 
Non è stato interessato dal crollo il vicino fregio in bassorilievo realizzato nel 1830 da due allievi del Canova, Stocchi e Baini e che raffigura la Vittoria che incorona i geni del commercio e della pace.

Operazioni di ripristino: tra i 200 mila e 300 mila euro

Il Comune è corso ai ripari e ha fatto sapere che il danno sarà subito restaurato.
Gli operai dell'impresa hanno recuparato i mattoni che saranno ovviamente reimpiegati visto il loro valore storico.
Per ripristinare completamente il muro saranno necessari tra i 200 mila ed i 300 mila euro.
Il disappunto di Broccoli è per il fatto che le intemperie hanno agito prima che il progetto di restauro dei tornanti, rimasto in un cassetto per mancanza di fondi, fosse realizzato. «Esiste un progetto molto ben fatto», ha ricordato che «prevede la sistemazione di tutti i tornanti che arrivano fino a Piazza del Popolo ma che non è stato realizzato per mancanza di fondi».
ALEMANNO E IL PATTO DI STABILITÀ. «Un grave segnale», ha aggiunto il sindaco, Gianni Alemanno che «dimostra che dobbiamo fare molti investimenti per il restauro del patrimonio artistico di Roma. Non possiamo fare a causa dei vincoli del patto di stabilità: qui sono già stanziati 1 milione e 300 mila euro per il restauro della seconda parte del Pincio, fino a piazza del Popolo. Non possiamo utilizzare questi fondi a causa del blocco del patto di stabilità».

Il progetto venne approvato nel 1816 sotto Pio VII

Il progetto dell'arichietto romano Valadier venne approvato nel giugno del 1816: in otto anni costruì l'attuale piazza e il vasto giardino del colle del Pincio.
La sistemazione attuale è dovuta a Valadier che, su richiesta di Pio VII, unì il colle alla porta Flaminia e a piazza del Popolo in un unicum neoclassico, simmetrico.
IMMENSA TERRAZZA PANORAMICA. L'architetto studiò il delicato disegno dei due tornanti che salgono convergendo a metà della collina dal lato orientale della piazza verso la vasta terrazza panoramica dedicata a Napoleone I, con un viale in falsopiano, oggi viale Gabriele d'Annunzio, che sfiora i bassorilievi, la fontana e poi i tre alti nicchioni fino alla terrazza panoramica.
Ideò pure la notevole quinta botanica, formata da palme e altre essenze sempreverdi, che guardano al di sopra delle rampe da piazza del Popolo fino a un incredibile panorama della Roma rinascimentale e vaticana.
L'elemento urbano della piazza fu così collegato da Valadier mediante rampe e terrazze a quello paesistico dei giardini del Pincio.

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