Massimo Del Papa

Rock e armi, storia di un rapporto controverso

Gli Eagles of Death Metal invocano più armi per tutti. Per evitare nuovi Bataclan. Iggy Pop, Cobain, Keith Richards e altri: la schizofrenia musicale sulle pistole.

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16 Febbraio 2016

Il cantante degli Eagles of Death metal Jesse Hughes rende omaggio alle vittime degli attentati terroristici del 13 novembre a Parigi.

Il cantante degli Eagles of Death metal Jesse Hughes rende omaggio alle vittime degli attentati terroristici del 13 novembre a Parigi.

Il cantante degli Eagles of Death Metal, Jesse Hughes, sempre più somigliante a Gino Paoli, ha detto che per arginare una tragedia come quella del Bataclan la soluzione è una sola: più armi per tutti.
Hughes ragiona da sconvolto, da traumatizzato che non ha ancora assorbito l'incubo essendo del tutto evidente che un teatro pieno di giustizieri improvvisati avrebbe moltiplicato l'entità della strage innescata dai fanatici dell'Isis il 13 novembre 2015.
La sua uscita però ha un merito, se così lo si può chiamare: aver portato allo scoperto la schizofrenia del mondo del rock rispetto alle armi.
ATTRAZIONE E REPULSIONE. Una fascinazione controversa, fatta di attrazione e repulsione, ma mai assente e mai lineare.
L'intransigenza armata del rock sudista porta i Lynyrd Skynyrd a diventare alfieri del rozzo stile di vita della “sana” provincia americana, sciovinista e diffidente, in odor di machismo, non senza tentazioni razziste, ma li rende anche capaci di un inno contro le armi da fuoco, Saturday Night Special.
Dall'altro il progressismo sofisticato e problematico di Bob Dylan che scuote il mondo con la sua Knockin' on Heaven's Door, la resa dell'ex bandito ed ex sceriffo che depone le armi in punto di morte, ma che non esita a farsi scortare da guardie armate dopo l'allarme planetario suscitato dal massacro al Bataclan.
IMMORALI NELLE PICCOLE COSE. Morali nelle cose grandi, immorali in quelle piccole, si potrebbe dire, anche se un rockstar non percepisce mai se stessa meno grande dell'universo.
In mezzo, 125 mila canzoni sulle armi per dire tutto e il suo contrario: il pacifismo militante di Lennon, la cui Imagine diventa l'inno ufficiale della strage parigina, le canzoni-denuncia dei Beatles come Happyness is a Warm Gun: ma intitolano un loro album Revolver e diventano l'ossessione di un malato mentale come Charles Manson che d'altra parte le sue atrocità a Cielo Drive, ispirato da Helter Skelter, le commissiona, la fa eseguire a dei balordi armati soprattutto di armi bianche o improvvisate: l'imprenditore Leno la Bianca e la moglie Rosemary cadono crivellati da colpi di forchette e di forchettoni.

La concezione di libertà americana che a noi europei sfugge

Barack Obama.

Barack Obama.

Simili contraddizioni rappresentano anche, molto, il dibattito americano, che a noi europei sfugge, che non siamo disposti a perdonare come viceversa ci riesce facile verso altre culture, più direttamente aggressive.
Agli europei saliti su per li rami della speculazione filosofica riesce incomprensibile il modus agendi di una nazione pragmatica e cresciuta sulla brutalità, «New York è nata nelle strade» dice il sommario del film di Scorsese con Leonardo di Caprio, quanto a dire che il sangue fu, e rimane, la linfa vitale della prima metropoli al mondo.
TUTELO CIÒ CHE È MIO. Sfugge agli europei che il dibattito sul controllo delle armi da fuoco si inserisce in una più ampia concezione della libertà che innerva la cultura americana: libertà di proteggermi, di tutelare ciò che è mio come estensione della mia autodeterminazione.
Obama si batte per un controllo che la lobby, potentissima, degli armaioli regolarmente gli sabota, la propensione paranoica degli americani a diventare giustizieri improvvisati è evidente, ma c'è chi obietta che le Torri Gemelle furono abbattute da dirottatori armati di coltellini di plastica.
IL ROCK NON È DIVERSO. Da noi, appena ieri, due ragazzini nel salernitano si sono affrontati a scuola in un duello rusticano: l'uomo trova sempre modo di annientare il suo simile.
E il rock non è diverso nel suo dibattersi, riflette questo gioco di specchi, il cantante degli Eagles of Death Metal vuole armi che non difendono nessuno, che mettono a rischio chi le porta, eppure il primo disco del gruppo si intitolava Peace, Love & Death Metal.

Fare Bang Bang, ma solo per parlar d'amore

Gli Stooges, da sinistra: Scott Thurston, Steve Mackay, James Williamson, Iggy Pop , Scott Asheton e Mike Watt.

(© Getty) Gli Stooges, da sinistra: Scott Thurston, Steve Mackay, James Williamson, Iggy Pop , Scott Asheton e Mike Watt.

Le figurine sono schizoidi.
Iggy Pop, che è brutale, incide Bang Bang (poi ripresa da Bowie) ma, a quanto si capisce, per parlar d'amore, sia pure a modo suo.
Kurt Cobain è stato l'ultima icona di un movimento, di una tradizione antagonista e anti-sistema, ma con i fucili si trastullava e con una fucilata ha chiuso la sua breve, tormentata esistenza, anche se resteranno sempre complottisti a contestarne il suicidio.
Elvis è il dio primigenio del rock che scuote il bacino dando il via a una rivoluzione giovanile incruenta, il suo servizio militare è farsa da copertina, ma si fa fotografare col mitra puntato contro il suo manager, il (falso) colonnello Parker.
FASCINAZIONE DEMENTE. Un altro manager, Allen Klein, girava col fucile a pallettoni, e tutti sono al corrente della dipendenza da armi da fuoco di Phil Spector, il produttore che ha plasmato il rock, destinato a spegnersi in galera per quella fascinazione demente.
Bianchi, neri, rock, soul, blues: non c'è artista, non c'è genere che con questa dimensione non sia chiamato a misurarsi, al crocicchio fra autodifesa e alienazione.
Sam Cooke cade sotto i colpi di una sua vittima sessuale, Marvin Gaye addirittura sotto quelli del padre, che è un predicatore, il rap americano è cresciuto sulla mistica delle raffiche, non solo di parole.
PULSIONI ESTREME. La musica è un mondo estremo, dove gira troppo di tutto e dove gli ideali, tra calcolo e ingenuità, si scontrano con una dimensione personale troppo cinica, egocentrica, selvaggia e allucinata per non scatenare pulsioni estreme.
Gli arresti per possesso illegale di arma da fuoco sono più frequenti ancora di quelli per droga e tutti prima o dopo ci cascano, da James Brown ad Arthur Lee dei Love a Chuck Berry al killer Jerry Lee Lewis.
Jimi Hendrix coverizza Hey Joe, ne fa un paradigma, ma il suo carattere è instabile e aggressivo.
L'anti-militarismo dei Pink Floyd è estremo, ma si deve anzitutto al trauma mai superato di Roger Waters, che perde il padre, mai conosciuto, nello sbarco di Anzio.
Ed è paradossale che proprio quel pacifismo sempre più visionario finisca per distruggere il gruppo.

Guns and Roses, l'Eros e Thanatos come due facce della stessa musica

Slash, dei Guns 'n Roses, poi fondatore dei Velvet Revolver.

Slash, dei Guns 'n Roses, poi fondatore dei Velvet Revolver.

I Rolling Stones sono da sempre un gruppo violento: Keith Richards è stato fermato innumerevoli volte per possesso di fucili e rivoltelle, ma loro dopo Altamont non hanno più voluto divise militari sotto un palco, anche se hanno sempre affidato la propria sicurezza a militari in congedo.
ESERCITO AL SEGUITO. E per il tour in corso in Sud America hanno preteso un piccolo autentico esercito dopo la rapina costata la vita a un impiegato dello stadio La Plata, dove la band si era esibita l'11 febbraio.
I Paesi del Centro-Sud America sono attualmente i più violenti del mondo e i più pericolosi per chi si esibisce.
Guns and Roses, ''Pistole e rose'', l'Eros e Thanatos come due facce della stessa musica, corredo di una vita che sa amare solo “fumando”: quando Sharon Osbourne si ammala di cancro, il marito Ozzy sa trovare un solo modo per “farla guarire”: puntare una pistola in faccia il chirurgo che la opera, «perchè io l'amo e tu devi salvarla».
A SALVARCI È IL CASO. Dopo il massacro del Bataclan il mondo chiede amore con le liriche del pacifista Lennon, gli U2 pacifisti salgono sul palco con gli Eagles of Death Metal, vittime sacrificali scampate, ma il cantante Jesse Hughes vuole più armi, senza considerare che a salvare lui e i suoi compagni è stata una roulette russa, il caso che da sempre si fa gioco degli uomini, anche la provvidenziale fuga nei camerini anziché le rivoltelle che li avrebbero condannati.


Twitter @MaxDelPapa

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