Scola, il cortometraggio del 1997 su cinema e razzismo

In un corto dal titolo 1943-1997, il regista paragonava le persecuzioni contro gli ebrei all'emarginazione dei migranti.

21 Gennaio 2016

Un cortometraggio di Ettore Scola poco conosciuto, ma particolarmente attuale in vista della Giornata della Memoria per riflettere sul tema della migrazione e del razzismo.
1943-1997, questo il titolo del corto che in poco più di 8 minuti affronta con semplicità una questione troppo spesso utilizzata a fini politici.

 

  • '43-'97, di Ettore Scola.

 

Ghetto di Roma, 16 ottobre 1943. Una fila di deportati sale su un camion targato SS. Un bambino occhialuto riesce a sfuggire alla sorveglianza dei soldati che controllano il defluire dei prigionieri. Scappando per i vicoli, trova rifugio in una sala cinematografica. Sullo schermo passano immagini del duce, di Hitler, e dei grandi capolavori del neo-realismo e della commedia all'italiana: Roma città aperta, Ladri di biciclette, I soliti ignoti, Il sorpasso.
Scena dopo scena compaiono tutti i capisaldi del cinema italiano, dal Gattopardo alla Tregua, passando anche per Nanni Moretti.
L'immagine diventa a colori, e il bambino è diventato anziano. Siamo nel 1997. Un giovane extra comunitario entra nella sala trafelato. Adesso è lui a essere inseguito. Il vecchio e il ragazzo si guardano. L'ebreo sorride, il migrante risponde.
 

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