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Cultura 

LA TENDENZA

Per scappare dalla crisi serve una fiaba

Dal piccolo schermo al cinema le favole protagoniste di format e titoli.

di Alessandro Buttitta

Triller, spy story, horror e inseguimento per ora non farebbero che acuire il senso d'ansia diffuso che attraversa tutti gli italiani alle prese con problemi economici che speravano di non dover più rivivere. Meglio tornare da lavoro, per chi ce l'ha ancora, e provare a distrarsi. Con una terapia d'urto visiva. È tempo di sognare sul piccolo e grande schermo con principesse, regine cattive, fate e orchi protagonisti assoluti. Se la crisi attanaglia costringendo a sacrifici e rinunce nella realtà di tutti i giorni, almeno si può provare a evadere lasciando spazio alla fantasia. Al cinema come nel salotto di casa.
LA FAVOLA IN CHIAVE MODERNA. E le preferenze degli spettatori erano state ben previste e studiate insieme ai palinsesti dell'anno e ai titoli della stagione. Insomma, sul grande e sul piccolo schermo vanno di moda le favole. Al cinema fanno capolino ben due versioni di Biancaneve (una attualmente al cinema, l’altra dall’11 luglio col titolo Biancaneve e il cacciatore) con due Regine cattive di tutto rispetto come Julia Roberts e Charlize Theron. In Italia è arrivata anche la rilettura moderna di Cenerentola in stile “Dolce vita” in una fiction andata in onda a fine ottobre su RaiUno con protagonisti Vanessa Hessler e Flavio Parenti, mentre nel campo delle serie tivù quest’anno in America hanno dominato la scena due grandi novità, rispettivamente sulle reti Abc e Nbc come Once upon a time (C’era una volta, visibile sul canale Fox di Sky in Italia) e Grimm (dal 2 luglio su Steel di Mediaset premium).
BISOGNO DI EVASIONE DAL QUOTIDIANO. «In un mondo come quello attuale abbiamo bisogno delle favole perché abbiamo bisogno di speranza. La crisi economica ci ha portato verso l'evasione, verso qualcosa di primordiale, verso qualcosa che ci faccia sorridere senza comunque dimenticare totalmente il quotidiano» ha spiegato Edward Kitsis, autore di Once upon a time ed ex sceneggiatore di Lost, per motivare lo sguardo che l’industria televisiva e cinematografica sta volgendo verso l’incantato mondo delle favole. Lo confermano i nuovi progetti su cui la tivù a stelle e strisce sta lavorando: sono già in cantiere due nuove serie incentrate sulla rivisitazione de La bella e la bestia, una per The Cw e l’altra per Abc. 

Una chiave di lettura più profonda

In una situazione mondiale che attualmente sembra concedere poche prospettive positive, il ricorso ad una favola, così accogliente e rassicurante, è quasi un passaggio obbligato per broadcaster, produttori e sceneggiatori. Le favole, con le loro storie apparentemente semplici e dal lieto fine sempre pronto a rasserenare lo spettatore, contengono valori e messaggi nascosti che si possono scoprire solamente attraverso particolari chiavi di lettura.
CONSOLAZIONE E SUBLIMAZIONE INSIEME. Diverse opere scientifiche, con i saggi di Bruno Bettelheim in testa, hanno indagato gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici che le fiabe e le favole portano con sé, evidenziandone le zone d’ombra e analizzandone l’impatto nell’immaginario collettivo. «Le favole hanno un doppio ruolo di consolazione e sublimazione: da una parte si rileva una funzione consolatoria con gli eroi positivi che, pur scontrandosi con delle situazioni negative, riescono a vincere e avere la meglio. C’è una struttura propositiva che porta a sciogliere tutti i nodi, evidenziando il percorso di crescita del protagonista e dando un messaggio positivo allo spettatore», ha detto a Lettera43.it Sveva Avveduto, sociologa del Cnr.
SUBLIMARE CONFLITTI E TENSIONI. Dall’altro lato, spiega la sociologa, «si evidenzia nella favola anche un aspetto ritualistico. Si scaricano conflitti e tensioni che vengono sublimati attraverso la rappresentazione. In un periodo di crisi evidente come il nostro, le favole sono determinanti per avere una visione positiva e propositiva della realtà». 

Martedì, 01 Maggio 2012


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