Vissani: «Masterchef? Le perplessità restano»

«Io ospite al talent show solo perché sono amici. Le illazioni? Stronzate dei blogger».

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05 Febbraio 2016

A neanche 24 ore dalla fine dell’ottava puntata di Masterchef, in Rete sono iniziate a circolare critiche sulla presenza dello chef Gianfranco Vissani come ospite del cooking show.
 Per questioni di mancata coerenza.
In diverse occasioni infatti aveva criticato il talent dei fornelli.
A Lettera43.it disse che il programma era «show, non cucina».
Così in molti hanno speculato sui possibili scambi di favori dietro alla sua comparsata.
Veleni che sono arrivati da quelli che Vissani stesso definisce «blogger che si svegliano la mattina e non sanno che cazzo fare».
LE PERPLESSITÀ RESTANO. Interpellato di nuovo da Lettera43.it, commenta con la flemma che lo contraddistingue: «Quali scambi di cortesie? Quelli di Masterchef sono solo amici, mi hanno invitato e sono andato. Che poi io abbia delle mie perplessità sul programma è un altro discorso».
Classe 1951, Vissani ha fatto la storia della ristorazione italiana, ma è anche pratico di televisione.
A partire dagli Anni 90 la sua faccia ha iniziato a essere abbinata a quella della grande cucina.
INGRESSO TRIONFALE. Il suo ingresso nel talent di Sky è stato un trionfo, con concorrenti e giudici che hanno reso onore al Maestro.
Ma Vissani è sembrato quasi un pesce fuor d’acqua, in un programma che, come dice lui stesso, non è «quello della solita conduttrice Rai».
Seduto su uno sgabello portato all’occorrenza, si è alzato per andare ad assaggiare i piatti portati dai concorrenti, trattandoli con il modo di fare rustico che lo contraddistingue.
Solo per pochissimi fortunati ha dispensato qualche complimento (Dario, il suo preferito), per gli altri sono ''mazzate''.


  • Gianfranco Vissani ospite di Masterchef.


DOMANDA. La accusano di aver partecipato a una trasmissione che un tempo lei criticava, cosa replica?
RISPOSTA. Io sono andato perché mi hanno invitato i miei colleghi, che stimo molto e non ho mai criticato. Le perplessità le ho avute, e le ho, sul programma come luogo di formazione.
D. In che senso?
R.
Lei affiderebbe un ristorante a uno che ha vinto un programma televisivo di 11 puntate? Un conto è una gara gastronomica, un altro è portare avanti una cucina e quello che c'è intorno.
D. C'è chi parla di uno scambio di cortesie tra chef...
R.
Quale? Quelli di Masterchef sono amici e basta, sono stato invitato e sono andato. I giornalisti, i blogger, la Rete: tutti parlano e basta senza sapere un cazzo. Una volta per spettegolare c'erano i barbieri, le portinerie e le chiese, adesso c'è internet. Tutta gente che si alza la mattina e non sa che cazzo fare.
D. Torniamo al programma. Secondo lei stuferà prima o poi la cucina in tivù?
R. Masterchef non è il governo italiano, per ora non stufa. È un simbolo dove noi tutti siamo dentro fino al collo, ed è chiaro che ha dato lo slancio, uno slancio importante a tutto quello che facciamo noi della ristorazione.
D. Ovvero?
R.
La stampa è più interessata a quello che facciamo, e i ragazzi sono più attratti dal mondo della cucina. Guarda questi blogger che girano per la Rete, per esempio. Prima non sapevano di cosa scrivere adesso hanno l’occasione di scrivere le loro stronzate, contro di noi o a nostro favore.
D. Ma che se ne parli male o che se ne parli bene, basta che se ne parli, no?
R.
Certo. Però a me sembra che questi siano nati per far dispetto alle persone. Quello ha tre milioni di follower quello ce ne ha due. Oggi sarà anche tutto digitale, ma la gente parla di realtà che non ha mai vissuto. Ma di che discutiamo?
D. Masterchef andrà avanti a lungo?
R.
Ma io gli auguro di poter andare avanti altri 30 anni! Qui non c’è la solita conduttrice, come in Rai, ci sono quattro ragazzi (Carlo Cracco, Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo, i giudici del programma, ndr) che vengono guardati da un pubblico che sogna di diventare come loro, essere famosi. Ma per arrivare a quei livelli bisogna fare una gavetta impressionante.
D. Secondo lei è un po' un'illusione per chi guarda?
R.
Be' sicuramente sì. La televisione può portarti al successo se sei belloccio, forse. Ma se non sai cucinare non fai carriera nella ristorazione, né dentro né fuori dalla tivù.
D. Si ha la sensazione che per far funzionare il format si punti sempre di più sui personaggi, sulla trama, qualche bella ragazza…
R.
Il buon vedere penso piaccia a tutti. È pur sempre una trasmissione televisiva. Ma mi ha impressionato la quantità di gente che si dà da fare per portarlo avanti. Cioè se penso all’americano, come si chiama...
D. Joe Bastianich.
R.
Io l’ho conosciuto 20 anni fa ed era un bambino grosso tre volte tanto. Anche Barbieri era un ragazzino e guarda com’è diventato. Sono tutti ragazzi che si danno da fare, ed è giusto che sfruttino l’onda del momento.
D. Si è trovato a suo agio in un tipo di programma così moderno?
R.
Certo che sì, io con la televisione c’ho a che fare da un bel po’ eh...
D. Quando giudicavate i piatti lei sembrava più duro degli altri.
R.
C’era molta confusione e i ragazzi avevano poco tempo per fare le cose. Comunque sono contento di come sia andata, io poi sono duro per natura, sono un “sarchiapone”.
D. I concorrenti cucinano bene?
R.
Ma sì, qualche cosa la muovono. Dopo solo 11 lezioni penso sia giusto così. Forse io sono arrivato con dei piatti un po’ troppo difficili per loro, ma va bene così, abbiamo dato un colpo di colore.
D. Si può diventare chef da autodidatti?
R.
Si può cucinare anche solo per passione. A volte i concorrenti di Masterchef giovani prendono una bella pista. Ma la gavetta ci vuole per tutti, perché non è tutto oro quello che luccica.
D. E se uno esce da Masterchef a 50 anni?
R.
Be' si può sempre fare il suo ristorantino coi suoi quattro, cinque tavoli che fa piacere no? Delle volte non è avere dei grandi numeri e delle grandi brigate, basta anche un posto tuo e fare la cucina che ti piace. Dà soddisfazione, fa sognare.
D. Ha notato qualche concorrente particolarmente bravo?
R.
Io non l’ho visto il programma, ero occupato e poi io non mi riguardo mai in televisione, quindi non mi ricordo granché (il talent viene girato circa sei mesi prima della messa in onda, ndr). Però mi sembra che fosse bravo quello con la barba, basso, tarchiato, non mi ricordo come si chiama (Dario, vincitore della prova, ndr).
D. Meglio Rubina o Alida?
R.
Come bellezza? Sono tutte belle. E la loro bellezza non le ha mai premiate.


Twitter @apradabianchi

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