Economia
economia
Niente aumenti per il fondo
La Merkel: «A fine marzo la decisione sul pacchetto di stabilità».
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Il governo tedesco ha messo un freno alle attese dei mercati finanziari che speravano in un aumento del fondo per il salvataggio dell’euro già nel vertice straordinario dell'11 marzo, a Bruxelles. Invece, come ha scritto l’Handelsblatt, «Angela Merkel ha fatto capire a chiare lettere che questo aspetto verrà trattato nel vertice del 24 e 25 marzo, quando i capi di Stato e di governo saranno chiamati a varare l’intero pacchetto di stabilità per l’eurozona», dopo il vertice preliminare dell’Ecofin del 14 e 15 marzo.
NESSUNA REAZIONE A MOODY'S. Il quotidiano ha riferito che «il governo di Berlino non è rimasto per nulla impressionato dal giudizio critico dell’agenzia di rating Moody’s espresso nei confronti di Grecia e Spagna e che dunque non c’è da attendersi neppure misure di alleggerimento nei confronti degli stati dell’euro sotto pressione». Più semplicemente, ci si aspetta che la Commissione europea e la Bce presentino una loro relazione sullo stato economico di questi Paesi. Nulla di più.
La Germania vuole procedere su questo terreno con i piedi di piombo, sia per questioni di principio che hanno a che fare con la strategia complessiva da adottare per la definizione del pacchetto, sia per motivi contingenti, giacché fra due settimane la maggioranza deve affrontare due importanti elezioni regionali che, in caso di sconfitta, potrebbero avere pesanti conseguenze sulla tenuta del governo.
Angela Merkel: «No agli eurobond»
Il quotidiano economico ha riportato le dichiarazioni rilasciate dalla cancelliera in un’intervista alla Bild, nella quale «minaccia addirittura di porre il veto, qualora la questione venga posta sul tavolo». Aiuti economici dal fondo di crisi possono essere approvati soltanto all’unanimità e Berlino ha voluto mettere le mani avanti, minacciando appunto l’utilizzo del proprio diritto di veto. «La Germania è sempre pronta a correre in aiuto dei Paesi in difficoltà», ha aggiunto l’Handelsblatt, riferendo dichiarazioni raccolte in ambienti governativi, «ma non ha cambiato idea su misure come gli eurobond, che ritiene sbagliate e improponibili».
IN ALTO MARE I NEGOZIATI SUI FONDI. Con queste dichiarazioni, il governo tedesco ha anche tracciato diversi confini in vista proprio del vertice di fine mese. Restano infatti in alto mare i negoziati sui fondi di stabilizzazione: l'attuale Efsf e l'Esm che opererà dal 2013. Berlino resta ferma all’idea che anche il futuro Esm debba essere utilizzato solo in caso di un generale pericolo per l’intera eurozona e solo in cambio di chiare e verificabili promesse di riforme da parte degli stati colpiti. Resta incerto il finanziamento di 500 miliardi di euro per l’Esm e anche qui la Germania ha dettato le proprie condizioni: «Nessun acquisto di obbligazioni sul mercato secondario». E con questo, viene esclusa la possibilità di finanziare il riacquisto di tali obbligazioni: «Una specifica richiesta in tal senso della Banca centrale europea, che finora ha acquistato obbligazioni dagli stati debitori, non dovrebbe avere alcuna chance di successo», ha aggiunto il quotidiano.
Il patto per l'euro
Al contrario, tutte le energie di Angela Merkel saranno indirizzate alla definizione del patto per la concorrenza, lanciato nel precedente vertice da Germania e Francia, e ribattezzato adesso “patto per l’euro”. Scopo della proposta è di approfondire il pilastro economico dell'unione monetaria, ottenere miglior coordinamento delle politiche nazionali, migliorare la competitività per arrivare a un maggior grado di convergenza.
LA BOZZA VAN ROMPUY-BARROSO. «Il progetto rielaborato dal duo Van Rompuy-Barroso si concentra su settori di competenza nazionale», ha proseguito l’Handelsblatt, «e punta a riequilibrare le differenti economie nazionali dell’eurozona, aumentare i redditi dei cittadini e salvaguardare i modelli sociali continentali ed è considerato da Angela Merkel lo strumento di medio e lungo periodo essenziale per risolvere alla base le cause che hanno determinato le crisi finanziarie degli stati indebitati». Di fatto, è la moneta di scambio per il sì della Germania al finanziamento del fondo europeo di stabilizzazione.
La proposta che dovrebbe arrivare sul tavolo del vertice straordinario appare tuttavia annacquata rispetto alle speranze di Berlino: restano in piedi l’impianto generale e gli obiettivi, ma la sua attuazione sarà volontaria, non comporterà obblighi e sarà aperta a tutti coloro che vorranno aderirvi. Tuttavia la Merkel si augura che possa diventare uno dei criteri da adottare in caso di richiesta di aiuto. Sarà per questo che il governo di Berlino ha valutato comunque positivamente la bozza Van Rompuy-Barroso: «Un rappresentante del governo ha dichiarato di confidare nella consapevolezza che i mercati sapranno giudicare la credibilità di quegli stati membri che decideranno di realizzare le riforme strutturali promesse», ha concluso l’Handelsblatt.
Venerdì, 11 Marzo 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




3 foto


