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Il socio

Carlo d'Urso è l'avvocato di fiducia della finanza italiana.

12 Marzo 2011

di Elia Pietra

Da Unicredit a Premafin. L’avvocato che segue alcune delle più rilevanti vicende che dettano l’agenda della cronaca finanziaria di questi giorni si chiama Carlo d’Urso. Dominus di uno studio associato che conta un’ottantina di professionisti, il legale è anche uno degli esponenti della prima generazione di avvocati d’affari italiani.
Il suo curriculum va dall’Opa Telecom all’acquisizione della Piaggio da parte di Roberto Colaninno. Il suo nome, ben inserito anche nell’entourage di Mediobanca, ritorna nelle vicende più note della storia economica degli ultimi trent’anni. E oggi, in particolare, appare legato ai fatti che riguardano Unicredit, per la “gestione” degli azionisti libici, e la famiglia Ligresti nella complessa vicenda dell’aumento di capitale di Premafin.
I trascorsi di d’Urso, inoltre, portano a pensare che l’avvocato, o il suo studio, siano anche al lavoro sul caldissimo dossier Parmalat. Nel 2005, infatti, seguì il tentativo di acquisizione del gioiellino di Collecchio da parte della Granarolo.

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