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Il socio

Carlo d'Urso è l'avvocato di fiducia della finanza italiana.

12 Marzo 2011

di Elia Pietra

Da Roccaraso a Milano. Dalle montagne dell’Abruzzo al salotto “buono” della finanza italiana. Il protagonista di questa storia è Carlo d’Urso, classe 1943, uno degli esponenti della prima vera generazione di avvocati d’affari del Paese, oggi al centro di alcune delle più importanti partite economiche che dettano l’agenda della cronaca finanziaria.
Con il suo studio, d’Urso Gatti e Bianchi, è da tempo diventato il principale punto di riferimento legale per Unicredit. A settembre, non solo ha gestito l’uscita di scena di Alessandro Profumo (negoziando con il pool di avvocati della corazzata Bonelli Erede Pappalardo) ma ha anche seguito il complesso lavoro di ridefinizione della governance della banca.
In questi giorni, invece, assieme ai suoi soci, si è occupato della soluzione del rebus della presenza nell’azionariato di piazza Cordusio dei soci libici (vai alla notizia) culminata nella decisione, annunciata l’11 marzo, del congelamento dell’esercizio del diritto di voto relativo alle quote in capo a Lia e Banca centrale libica.
L'OPERAZIONE LIGRESTI. Ma, al momento, a occupare le sale riunioni nella sede di piazza Borromeo, a Milano, sono anche gli incessanti incontri con la famiglia Ligresti, immersa nelle trattative con i francesi di Groupama (vai alla notizia), assistiti dagli avvocati dello studio americano Cleary Gottlieb, intenzionati a prendere il controllo di Premafin tramite un aumento di capitale.
L’operazione, da cui di fatto dipende la soluzione della complessa situazione debitoria in cui versa Salvatore Ligresti, ha subìto uno stop a causa dei rilievi mossi dalla Consob che ha informato i francesi sull’obbligo di Opa sulla holding finanziaria e su FonSai.
I piani alti di Groupama, tuttavia, hanno dato mandato all’amministratore delegato Jean Azéma di continuare a lavorare a una possibile soluzione. E secondo il quotidiano economico francese Les Echos, una mossa alternativa potrebbe essere l’acquisizione di Milano Assicurazioni che non dovrebbe far scattare alcun allarme Consob.

L'amicizia con Ligresti e i rapporti con Mediobanca

Anche se tra i creditori dei Ligresti c’è prorpio Unicredit, i rapporti tra d’Urso e gli immobiliaristi d’origini siciliane, hanno radici molto profonde. L’avvocato è consigliere d’amministrazione di Fondiaria Sai dal 27 settembre 1989. E questo non è l’unico incarico che ricopre nelle società della galassia Ligresti, dove, dal 1995, è anche consigliere di Premafin.
Fratello di Mario (ex manager di Lehman, senatore e attuale amministratore indipendente del Gruppo Sole 24 Ore) Carlo d’Urso è cresciuto alla scuola di Cesare Grassetti ed è uno degli avvocati del gotha forense italiano. Assieme a Guido Rossi, fa parte del ristretto club di legali considerati vicini a Mediobanca, come Enrico Giliberti e Pietro Trimarchi.
Anche i rapporti con l’universo Mediobanca hanno determinato alcuni incarichi societari di pregio, come quello di consigliere di Che Banca o quello di consigliere del Gruppo Banca Leonardo, creato da un illustre “ex” di Piazzetta Cuccia, Gerardo Braggiotti.
L'OCCHIO SU PARMALAT. Proprio le relazioni con Braggiotti, così come il fatto che nel 2005 d’Urso abbia assistito la Granarolo in un tentativo di acquisizione di Parmalat, inducono molti a ritenere che l’avvocato, in questi giorni, stia monitorando con grande attenzione gli sviluppi della situazione in quel di Collecchio e, forse, sia al lavoro al fianco di una delle società affasciante dal gioiellino di Bondi.
In generale, gli incarichi societari di Carlo d’Urso raccontano molto della sua storia personale oltre che professionale. Si pensi al suo ruolo di consigliere d’amministrazione dell’Internazionale F.c. (l’Inter), di cui è un appassionato tifoso, proprio come Rossi. Oppure al suo incarico di vice presidente del consiglio d'amministrazione di Immsi, la holding presieduta da Roberto Colaninno al fianco del quale d’Urso si è occupato dell’Opa su Telecom Italia, nel 1999, e dell’acquisizione della Piaggio dopo il tentativo di consquista della Fiat.

La scelta di potenziare lo studio legale

Da anni, insomma, Carlo d’Urso è al centro delle grandii vicende industriali e finanziarie del Paese. Nella sua storia c’è solo un neo, relativo alla bancarotta di Trevitex in cui lui rimase imbrigliato assieme a molti altri profesionisti e per la quale, nel 2001, decise di patteggiare.
A differenza di quasi tutti i giuristi “iscritti” al club Mediobanca, però, d’Urso è uno che a un certo punto della sua carriera ha deciso di non navigare più in solitaria.
È così che, all’inizio degli anni 2000 ha dato vita allo studio creato assieme agli avvocati Francesco Gatti e Alessandro Munari, provenienti dall'esperienza fatta insieme a quel Vittorio Dotti che per lungo tempo (fino al patatrac dell’affaire Ariosto) era stato uno dei consulenti di fiducia di Silvio Berlusconi.
L'ESPANSIONE DELLO STUDIO. Nel 2008, le strade di d’Urso e Munari si sono separate. Mentre Munari ha scelto di fondare una boutique, l’avvocato d’Urso ha continuato a coltivare l’espansione della propria struttura che, in particolare nell’ulitmo anno e mezzo, ha arruolato diversi avvocati di spicco.
In particolare, con Francesco Simoneschi, preso dalle fila dello studio inglese Ashurst, d’Urso si è dotato di una competenza anche in diritto del lavoro che gli ha consentito di negoziare per Unicredit l’uscita di Profumo.
Più recente, invece, è stato l’arrivo di Giancarlo Castorino, anche lui con un passato in uno studio inglese (Allen & Overy), specialista in materia bancaria e di ristrutturazioni finanziarie. Un acquisto che ha dato allo studio la possibilità di rafforzare i propri rapporti con i clienti del mondo creditizio, a cominciare proprio da Unicredit.
L'ARRIVO DI BIANCHI. Ma forse il profilo di maggior rilevanza strategica che d’Urso ha conquistato nell’ultimo anno è stato Luigi Arturo Bianchi che, non a caso, appena entrato nell’associazione professionale ha subito ottenuto di avere il nome in ditta.
Bianchi, ex Bonelli Erede Pappalardo, è componente indipendente del consiglio d'amministrazione e del comitato di controllo interno di Benetton Group e di Ubs Fiduciaria oltrechè presidente di Idea Sim e componente del consiglio di sorveglianza e del comitato bilancio di Intesa SanPaolo. In tutto, oggi, lo studio d’Urso Gatti e Bianchi conta circa 80 avvocati.

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