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Economia 

Manovre

Germania, segnali di fumo

La Welt: Via l'ecotassa, Merkel aumenta il costo del tabacco.

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Da Berlino
Pierluigi Mennitti

Le imprese che consumano molta elettricità non dovranno più pagare una sovrattassa ecologica. Il surplus sarà interamente pagato dai fumatori.
Il governo tedesco ha rivisto e limato i passaggi del piano di risparmio che dovrebbe avviare il recupero del debito pubblico e ha scelto quella che, il 26 ottobre, Die Welt ha definito l’opzione più facile: le tasse sul consumo di tabacco saliranno gradualmente nei prossimi quattro anni, il pacchetto di sigarette arriverà a costare fino a 40 centesimi in più, in alcuni casi supererà i cinque euro.
In apparenza la lobby della chimica ha avuto il sopravvento su quella del tabacco: due superpotenze a confronto, ma gli industriali erano furibondi col governo mentre sarà difficile trovare qualcuno disposto a sostenere le ragioni dei fumatori.

La vittoria della lobby del chimico

Non sarà una campagna a tutto campo come quella che il governo di Mosca ha ingaggiato in Russia (raccontata nell'editoriale di Marta Allevato begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting). Anzi, la speranza, che fa a pugni con i propositi di salvaguardare la salute dei cittadini, è che i fumatori continuino a frequentare i tabaccai.
Il numero dei tabagisti continua a scendere in Germania, grazie alle politiche di sensibilizzazione e ai divieti di fumo nei locali che i singoli Länder stanno introducendo, ma se scendesse troppo i benefici che Angela Merkel e il suo ritrovato ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ritengono di incassare andranno, si perdoni il facile gioco di parole, in fumo.
La svolta è avvenuta nell’ultimo vertice fra i ministri competenti. In un primo momento, il governo aveva deciso di istituire una sovrattassa, chiamata ecologica, da affibiare a quelle imprese che utilizzano carichi elevati di energia per la loro produzione. Si tratta in particolare di industrie chimiche e del settore del cemento. Ma le proteste da parte degli industriali sono state veementi, il governo non ha retto l’urto di questa offensiva ed è corso ai ripari anche per non complicarsi ulteriormente i rapporti già non troppo idilliaci con ambienti tradizionalmente simpatizzanti.
La riduzione generale delle tasse era stato uno dei principali cavalli di battaglia elettorale dei partiti di centrodestra. A un anno esatto dalla nascita del governo, il bilancio su questo versante è assai magro e, a parte piccoli alleggerimenti nel settore alberghiero, l’esecutivo non è riuscito a varare né una riforma fiscale, né riduzioni parziali. A soffrirne, stando ai sondaggi, è soprattutto il partito liberale di Guido Westerwelle, precipitato nel consenso di quasi 10 punti.

Ai tedeschi piace sfuso

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Sul versante dei nuovi tartassati, la capacità di resistenza dei fumatori è certamente assai inferiore, non fosse altro per la cattiva fama che ormai li circonda. Tanto più che, come ha sostenuto lo Spiegel, i grandi gruppi dell’industria del tabacco non sembrano affatto dispiaciuti e questo spiegherebbe l’apparente arrendevolezza di una lobby considerata fortissima.
«In realtà da mesi i gruppi del settore avevano messo in conto un possibile aumento delle imposte», ha rivelato il giornale, «e si è lavorato in modo da volgere a proprio favore una scelta considerata ormai inevitabile». Il risultato è che il prezzo del tabacco sfuso, molto diffuso in Germania, così come di sigari e cigarillos crescerà proporzionalmente di più rispetto a quello delle sigarette già confezionate.
Un meccanismo che renderà di nuovo competitivo l’acquisto dei pacchetti di sigarette, compensando un'eventuale flessione degli acquisti e scaricando di fatto sul consumatore la sovrattassa ecologica tolta all’industria. Il portavoce della Philip Morris Deutschland si è infatti espresso «a favore del riavvicinamento dei prezzi fra tabacco sfuso e sigarette».
In Germania negli ultimi 10 anni, a fronte di un consumo di sigarette crollato di un terzo (da 145,1 miliardi di sigarette fumate nel 2002 a 84,6 miliardi nel 2009), si è assistito a un raddoppio del consumo del tabacco sfuso e delle sigarette fai da te. Una tendenza che il nuovo sistema di tassazione dovrebbe ribaltare.

Per il 2011 attesi 200 milioni di euro

Il quotidiano berlinese Tageszeitung ha fatto i conti in tasca a compagnie e governo: «Tabacco e imposta sul valore aggiunto costituiscono già oggi il 75% del prezzo delle sigarette. Il governo si attende per il 2011 da questa imposta un incremento del gettito di 200 milioni di euro, per raggiungere i 500 milioni nel 2012, i 700 milioni nel 2013 e gli 800 milioni nel 2014».
Non è detto però che questi conti saranno confermati. Dal 2000 al 2005, per esempio, le imposte sul tabacco sono state aumentate otto volte ma le entrate si sono ridotte. Oltre alla corsa verso il tabacco sfuso, vi è da contare il traffico transfrontaliero verso Polonia o Repubblica Ceca che coinvolge molti fumatori delle regioni più orientali della Germania.
Secondo studi federali, citati dal Tageszeitung, nelle regioni di Dresda, Berlino o Hof una sigaretta su due ha il bollino di uno Stato estero, contro un rapporto di 1 su 10 ad Amburgo o Stoccarda. Un fenomeno inevitabilmente destinato a crescere. Da aggiungere anche il costante calo del numero dei fumatori: dal 27,2% di popolazione del 2005 si è passati al 25,7% del 2009. Ma ci sarà tempo per coprire eventuali buchi nella programmazione delle entrate. Per ora il governo si compiace di una scelta che, fumatori a parte, sembra accontentare tutti.

Martedì, 26 Ottobre 2010


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