Panino al Sole

In attesa di decidere sul tabloid il giornale cerca copie.

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04 Gennaio 2011

Donatella Treu e Gianni Riotta (foto LaPresse).

Donatella Treu e Gianni Riotta (foto LaPresse).

Forma e sostanza, significante e significato, contenuto e contenente?  Al Sole 24 Ore si riaffacciano dicotomie di aristotelica memoria, trasversalmente coniugate dalla letteratura alla semiologia strutturalista, per non parlare del cinema.
Sta di fatto che il 22 di dicembre la riduzione del quotidiano di Confindustria al formato tabloid sembrava cosa fatta. Un incontro tra il quartetto di vertice del giornale (Marcegaglia, Cerutti, Treu e Riotta) aveva dato via libera all'idea del piccolo Sole, un  giornale a misura di chi ama leggere comodamente in treno, al ristorante, o comunque in spazi angusti.
DUBBI DA TABLOID. A sancire la metamorfosi mancava solo l'imprimatur del consiglio d'amministrazione convocato per il 16 di gennaio. Ma intanto, chi si era fortemente battuto per  la trasformazione, gioiva della vittoria ottenuta anche con il viatico dei giornalisti.
Dopo il diffondersi di voci incontrollate che raccontavano del passaggio al tabloid ottenuto in cambio del ricorso alla cassa integrazione per almeno 40 redattori della rosea testata, il comitato di redazione aveva strappato a Donatella Treu l'impegno solenne a far sì che  l'organico non venisse intaccato. Nessun giornalista, questa più o meno la rassicurazione dell'amministratore delegato, avrebbe sofferto le conseguenze della metamorfosi.
Poi però, una volta brindato e mangiato il panettone, ecco che piano piano l'euforia ha lasciato posto a un meditato ripensamento. Qualcuno, all'interno della casa editrice di via Monte Rosa, si è sentito in dovere di ripensare alla dura realtà dei fatti. Anzi, dei numeri, richiamando l'attenzione su alcune spiacevoli verità.
LA VERITÀ DEI NUMERI. I numeri dicono che il quotidiano, sotto la direzione di Gianni Riotta, ha perso oltre 50 mila copie, che tradotte in vil denaro vogliono dire una diminuzione dei ricavi pari a circa 16 milioni di euro.
Il Domenicale, l'inserto culturale del dì di festa che avrebbe dovuto fare da avanguardia dell'intera trasformazione in tabloid, dopo il primo numero è incorso nel temuto effetto soufflé, sgonfiandosi nelle successive edizioni.
In più, una manina guascona ha ritirato fuori da qualche cassetto lo studio sugli effetti della riduzione di formato sulla raccolta pubblicitaria, che Andrea Chiapponi aveva opportunamente predisposto. Per l'ex capo della System, la concessionaria di pubblicità del gruppo, l'operazione avrebbe comportato una diminuzione degli introiti stimabile tra il 15 e il 25% della raccolta.
Di fronte a questi dati di fatto, l'idea del tabloid è tornata a colorarsi di incognite. E qualcuno tra gli editori del giornale ha cominciato a porsi interrogativi densi del buon senso tipico della casalinga di Voghera, che però in gioventù ha leggiucchiato qualcosa di Aristotele e dei suoi seguaci.
TRA CONTENUTO E CONTENITORE. Ovvero: ma se il giornale perde copie a vista d'occhio la colpa è del contenuto o del contenitore? La casalinga di Voghera, come è noto, non  ha mai condiviso per sana refrattarietà mentale l'idea che il significante sia più importante del significato, ovvero che conti di più come trasmetti una cosa rispetto alla cosa in sé. Quindi, se il supremo dilemma è: recuperare copie o cambiare formato?, la prima asserzione è di gran lunga da privilegiare.
Ma i convinti sostenitori del tabloid non hanno desistito e sono passati al contrattacco. C'è anche un altro modo per recuperare copie, ed è quello di distribuirle quasi gratis. Così, alla chetichella, dopo aver inneggiato alla liberazione da tutte le false vendite, in via Monte Rosa sono tornati a panineggiare.
Ovvero, a offrire il Sole 24 Ore più o meno gratis in abbinata con alcune testate locali. Ma di qui al 16 gennaio il tempo stringe. Chissà se, editorialmente parlando, la moltiplicazione dei panini avrà fatto il miracolo di saziare la fame di copie.

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Leone 07/gen/2011 | 15 :38

E' il contenuto...
Temo proprio che sia il contenuto ad essere alla base del calo di copie di questo giornale. Sono condivisibili le critiche già espresse da altri lettori qui. Ciò che ha sempre distinto il Sole dagli altri quotidiani sono la specializzazione e il contenuto di (più) alto livello. Penso che con la direzione di Riotta si voglia far andare questo giornale verso una dimensione più "generale" che non è tipica del Sole e comunque non è ciò che convince più lettori in edicola a sceglierlo al posto dei vari Corriere, Repubblica, ecc. Va detto che diversi giorni alla settimana costa 1,5 euro anziché 1: anche questo incide in tempi di crisi. Tutti limano le spese e magari se un collega ha il Sole, glielo si chiede in prestito anziché comprare una copia in più. Poi c'è internet, che sta erodendo le vendite di tutti i quotidiani.

ferruccio 05/gen/2011 | 15 :25

Strafalcioni al Sole
Francamente visto come fanno il giornale 40 mila copie perse mi sembrano poche. Oggi, pag. 2, dicono che i paesi asiatici finiranno per svalutare. Poi uno legge il pezzo e scopre che l'autore ha detto esattamente il contrario. Il problema non è Riotta, è chi gli consente di restare ancora al suo posto

BaroneRosso 05/gen/2011 | 15 :24

Infornate di raccomandati
Ecco cosa succede quando si infornano raccomandati a go go.
Atro che quote rosa, andrebbe stabilito per legge che ogni due raccomandati si deve assumere qualcuno che almeno abbia un'idea di come si lavora.

luigi 05/gen/2011 | 14 :55

norme e tributi fa pena, il sole fa pena
prima leggere le pagine di norme e tributi era un dovere. oggi non c'è ragione. non si sono aggiornati e rinnovati e alla fine in rete si trovano contenuti migliori. più facili da comprendere e non fatti sempre dagli stessi esperti che ripetono sempre le stesse cose e ne trascurano altre che potrebbero danneggiare il loro business. mai un giornalista che scriva su temi importanti. tutto il resto del giornale non serve a niente, sono inutili e cervellotiche stranezze di riotta, come se il sole fosse un giornale americano. il giornale nel complesso è penoso, senza contenuti utili e pieno di stranezze incomprensibili. vi segnalo un articolo pubblicato il 4 gennaio a pag 11 in cui si sommano le percentuali (!!!!) avete capito bene per spiegare uno strano aumento delle materie prime. uno strafalcione economico di tal nino ciravegna di cui avevo letto un articolo da vicenza in cui parlava ripetutamente della zona "iberica" (!!!) e non "berica" che era allagata.

rummors 05/gen/2011 | 12 :11

Più contenuti
il problema nn è tanto nel formato.. ma nei contentuti quello che offre, o dovrebbe offrire, il primo quotidiano d'europa. Meno politica e più impresa!! ecco cosa serve!! Una iniezione di contentutu ricchi... certe volte le notizie che riguardaqno il mondo delle imprese le trovo su altri quotidiani e non sul sole... O se ho fortuna le leggo il giorno dopo. Nulla di dire (a detta della responsabile della contabilità) della parte norme, ma vorrei più spazio alle notizie su come fare impresa, business, come nn perdere clienti. Personalmente non trovo nessun interesse per le pagine di moda (non la legge nemmeno mia moglie) o della cultura... o informaticva...
Il problema è che i contenuti che interessano a un imprenditore languono...

lighelio 05/gen/2011 | 10 :10

Questione di manico
E' tutta questione di manico. Riotta è una frana. Ne ha fatto un foglio politico di parte antigovernativa. Non è autorevole. Io imprenditore non lo compro più. Non lo acquisterei neanche in panino, almeno fino a che comanda riotta. (minuscolo).

rebeccag 05/gen/2011 | 07 :19

40.000 professionisti in meno
Il SOLE 24 ORE è il primo giornale finanziario, come diffusione, in Europa ( o almeno così pubblicizzava qualche anno fa ) per una questione molto semplice; almeno metà delle copie, se non di più, sono acquistate da professionisti e operatori del settore amministrativo. In cambio , cosa stanno ricevendo ? Sempre meno. Le pagine tecniche sono poche, e infarcite di molta pubblicità, tutto il giornale è stracolmo di pubblicità, con la conseguenza che le pagine sono tante, le notizie poche , gli articoli di approfondimento sono pochi, e per gran parte sono tratti da Fisco oggi. Sono passati i tempi di Silvio Moroni e di Rizzardi . Servono articoli di professionisti noti, e solo di primo approfondimento . Per contro, i professionisti si trovano con un atteggiamento di Confindustria non sempre favorevole nei loro confronti , e questo è ovviamente un segnale molto avvertito . Noi in studio abbiamo più abbonamenti, ma pensiamo di ridurli. In conclusione, più considerazione nei confronti dei professionisti, e non millantare interventi meravigliosi ( come anticipato da Donatella Treu al Congresso dei Dottori Commercialisti di Napoli di Ottobre , risoltisi poi in poca cosa )

ggennaro 05/gen/2011 | 01 :34

Quarantamila copie in meno sono una debacle!
Come mai a Lettera43 non viene proprio in mente che "Il Sole24Ore" è stato affidato alla direzione di un giornalista che, per quanto bravo, ha sempre rappresentato la sinistra nella vulgata collettiva? Dirigeva il TG1 durante il governo Prodi. Perchè mai la classe imprenditoriale italiana avrebbe dovuto subire le sue prese di posizione che non sempre sono state recepite in modo unanime? Perchè meravigliarsi delle quarantamila copie in meno?

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