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Economia 

spese pubbliche

Pendolarismo politico

In un anno 725 viaggi dei deputati tedeschi. Una voce da ridurre.

Articolo completo

da Berlino
di Pierluigi Mennitti

In tempi di globalizzazione, viaggiare è una condizione necessaria per tenersi al passo coi tempi, per conoscere e magari prendere spunto dalle esperienze altrui. Se, però, sono anche tempi di risparmi e riduzione della spesa pubblica, allora la notizia riportata dallo Spiegel di un aumento del numero dei viaggi all'estero compiuti dai parlamentari e dei relativi costi non farà felici i contribuenti tedeschi. E, forse, neppure il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, che ancora sei mesi fa si era appellato ai parlamentari perché facessero la loro parte nello sforzo di contenimento delle spese.
SPESE POLITICHE ECCESSIVE. «Il 2010 sarà ricordato come un anno record per questo speciale capitolo di spesa nel quale i deputati tedeschi sono andati in giro per il mondo come mai in passato», ha scritto lo Spiegel. L'amministrazione del Bundestag ha già pagato le note spese di 725 viaggi di singoli parlamentari, una cifra che supera di molto il precedente record di 597 viaggi nel 2008. A questi, vanno aggiunti altri 76 viaggi sostenuti da delegazioni, oltre a un numero ancora imprecisato di spostamenti per riunioni parlamentari internazionali.

I costi dei viaggi all'estero: una voce in crescita

«Sui costi, l'amministrazione non ha voluto per il momento fornire alcun dato, rimandando al consueto rapporto sulle attività internazionali del Bundestag che verrà reso pubblico nel corso dell'anno, ma è già certo che le spese per questo rinnovato desiderio di viaggiare saranno più alte che negli anni precedenti», ha proseguito il magazine. La flessione registrata nel 2009, dunque, non era dovuta a una più attenta gestione degli impegni fuori dalla Germania, ma all'ovvia contingenza che, in un anno elettorale di rinnovo del Parlamento, le sue attività sono state minori, missioni comprese. «La tendenza di fondo è invece di crescita: dai 2,4 milioni di euro del 2006 si era passati ai 3,6 milioni del 2008 e il 2010 farà registrare un nuovo primato».
IL MONITO DI LAMMERT. A luglio, il presidente cristiano-democratico Norbert Lammert aveva pubblicamente invitato i suoi colleghi a ridurre le missioni all'estero per far fronte alle necessità delle istituzioni pubbliche, Parlamento compreso, di ridurre le spese. Allora, l'amministrazione del Bundestag aveva già registrato 360 viaggi di singoli deputati e 38 di intere delegazioni: un monito, quello del presidente, che evidentemente non ha sortito alcun effetto, dal momento che a fine anno il computo generale è di fatto raddoppiato.
IN NOME DEL POPOLO. Lo Spiegel ha raccontato in dettaglio i preparativi della prossima trasferta, che vedrà impegnati fra pochi giorni cinque membri della commissione bilancio nell'Asia meridionale, in Malesia, Indonesia e Brunei: «Ovviamente non si tratta di un viaggio di piacere in fuga dal rigido inverno tedesco, la delegazione visiterà fondazioni, istituti di ricerca, piantagioni tropicali alla ricerca dei segreti delle materie prime rigenerative, un viaggio di lavoro in nome del popolo tedesco per il quale l'amministrazione del Bundestag ha già sborsato il denaro sufficiente».

I viaggi dei deputati verso Bruxelles

I costi dicono molto, ma non tutto. «Quanti di questi viaggi sono davvero necessari?», si è chiesto lo Spiegel. Secondo le informazioni fornite dagli amministratori, parte della colpa dell'aumento negli anni recenti è dell'Europa e del pendolarismo quasi continuo cui sono costretti singoli parlamentari o intere commissioni, soprattutto da quando il processo di attuazione del nuovo trattato di Lisbona ha imposto contatti frequenti fra Berlino e Bruxelles. E infatti la capitale dell'Unione Europea risulta la destinazione di ben 348 viaggi. Non mancano però luoghi più esotici, come il Messico, l'Eritrea e, naturalmente, l'Afganistan, dove sono impegnate le truppe militari tedesche.
LE LAMENTELE DIPLOMATICHE. «Sebbene nelle raccomandazioni di Lammert ci sia l'obbligo della clausola di imprescindibilità per il via libera a una missione, le motivazioni di accompagnamento sono talmente vaghe che diventa difficile una corretta valutazione nel merito», ha rilevato ancora il magazine. Non mancano neppure le lamentele delle sedi diplomatiche tedesche che accolgono gli onorevoli viaggiatori, costrette a impegnare denaro e personale per assicurare adeguata assistenza, e gli episodi di vero e proprio abuso, come accadde nel caso della commissione sanità in viaggio negli Stati Uniti nel 2008, che si guadagnò un piccato rimprovero scritto da parte del console generale tedesco a San Francisco «per comportamento non opportuno e per aver preferito gli svaghi nel tempo libero agli impegni di lavoro». Non c'è comunque da attendersi un cambio di rotta nel 2011, ha concluso lo Spiegel, giacché il pur severissimo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha già inserito nei capitoli di spesa 5 milioni di euro in più per i viaggi degli onorevoli in nome del popolo.

 

 

Sabato, 08 Gennaio 2011


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