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Economia 

alimentare

L'eco della diossina

In Germania esportazioni in calo e consumatori sfiduciati.

di Pierluigi Mennitti

Articolo completo

da Berlino

Gerd Fricke, scienziato in forza all’agenzia federale per la tutela dei consumatori, ne è certo: «I generi alimentari non sono mai stati così sicuri come oggi», ha detto al Tagesspiegel (leggi l'articolo sulla diossina). Eppure, la fiducia dei cittadini è precipitata, soprattutto in Germania, in conseguenza dello scandalo di uova e polli alla diossina. Grande preoccupazione tra coloro che fanno la spesa, grande disperazione fra gli allevatori, che si sentono truffati dalle aziende produttrici dei mangimi.
L'ECO DELLA DIOSSINA. A Berlino sta per chiudere i battenti la Grüne Woche che, con i suoi 400 mila visitatori all’anno, è uno degli appuntamenti fieristici internazionali più grandi al mondo dedicato all’agricoltura, all’alimentazione e all’ortocultura. Ma l’edizione di quest’anno non poteva capitare in un momento meno fortunato.
L’eco dello scandalo della diossina è ancora presente sui media tedeschi e, soprattutto, nella testa dei consumatori. I giorni della fiera (che, iniziata il 21 gennaio, si concluderà il 30) sono stati contrassegnati anche da manifestazioni di protesta che si sono spinte fino ai cancelli che limitano l’ingresso alla cancelleria. Eppure, gli esperti gettano acqua sul fuoco degli allarmismi.

Esportazioni in calo

«La sicurezza dei prodotti alimentari ha ormai raggiunto un livello molto alto», ha ripreso il Tagesspiegel, citando ancora Alfonso Lampen, impiegato all’Istituto federale per la valutazione del rischio.
NESSUN PERICOLO. Questo organismo ha effettuato le perizie scientifiche per determinare quanto grave fosse, in realtà, il pericolo legato alla presenza di diossina nelle uova e nelle carni durante il recente scandalo in Germania. E il risultato è stato che «i valori medi misurati erano di gran lunga inferiori rispetto ai limiti consentiti». In un forum di scienziati organizzato dalla Centrale dei consumatori in una sala gremita del grande complesso che ospita la fiera, Lampen ha tranquillizzato tutti: «Non c’è alcun motivo di panico».
CONSUMATORI DIFFIDENTI. Tutto a posto, allora? Non proprio. «Molti cittadini non credono più alle rassicurazioni degli esperti e i negozianti misurano quotidianamente la sfiducia dei loro clienti. Non va meglio all’estero: prima i prodotti tedeschi avevano un’alta considerazione, da due settimane, secondo il responsabile alla qualità del gruppo Metro Hans-Jürgen Matern, non si riesce a vendere neppure una carota», ha osservato il quotidiano berlinese.
IL BLOCCO DELLA RUSSIA. Una situazione che si riflette in maniera pesante anche sui produttori alimentari: «La Russia e altri Stati hanno imposto il blocco alle importazioni di carne di maiale tedesca», un danno economico che si protrarrà anche nei prossimi mesi. E Matthias Horst, responsabile dell’Unione federale dell’industria dell’alimentazione, se la prende con la pratica di adulterazione e contaminazione dei mangimi per animali usando parole poco scientifiche ma chiare: «È una vera porcata».

Il lamento degli agricoltori

Tra i saloni della Grüne Woche si è levato, ovviamente, anche il lamento degli agricoltori. «Adalbert Kienle, membro della associazione tedesca di categoria, ha sostenuto che proprio gli imprenditori agricoli devono essere considerati le principali vittime dello scandalo e ha chiesto un maggiore intervento degli organismi statali, spendendo parole di elogio verso la proposta avanzata dalla ministra all’Agricoltura Ilse Aigners nella riunione europea con i suoi colleghi di inizio settimana», ha riportato la testata.
LA LISTA TEDESCA. Elogi ricevuti anche dagli altri ministri dell’Unione, osserva il quotidiano, ma che non sono bastati a far passare l’idea di una lista europea nella quale fossero elencati tutti gli ingredienti che possono essere contenuti nei mangimi per animali. Tale lista verrà per il momento adottata solo in Germania: la Aigners ci sta lavorando assieme ai rispettivi ministri regionali, che qui sono i responsabili per i controlli sugli alimenti. È prevista anche una sorta di Pisa per i controllori, sul modello del programma per la valutazione internazionale degli studenti, per realizzare una classifica dei 500 centri di controllo esistenti nel Paese.
RIACQUISTARE FIDUCIA. «Controlli più accurati, maggiori informazioni ai consumatori e obbligo di autorizzazione per i produttori di mangimi per animali dovrebbero consentire all’intero settore di riguadagnare la fiducia dei consumatori», ha concluso il Tagesspiegel. Sperando che lo scandalo alla diossina, grave o allarmistico che fosse, sia servito di lezione per il futuro.

Sabato, 29 Gennaio 2011


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