Economia
EDITORIALE
Il no di Monti alle Olimpiadi è un colpo alle lobby
Perché il professore ha fatto bene a non rischiare i conti pubblici sui giochi di Roma.
Mettiamola così, che rende bene i motivi di un rifiuto. Il governo non prende impegni finanziari per le Olimpiadi di Roma 2020 perché, e sono parole del premier «per altre analoghe manifestazioni il divario tra bilanci preventivi e consuntivi evidenziava forti scostamenti».
Tradotto dal forbito gergo dell'economista: si finisce per spendere sempre di più del previsto, in Italia quella che dovrebbe essere eccezione è regola. Per cui non è il caso di imbarcarsi nell'avventura.
Totalmente d'accordo, anche se la suggestione di rivedere, 60 anni dopo averli ospitati, i giochi olimpici a Roma aveva il suo indubbio fascino.
TRA IMPEGNI E SACRIFICI. E infatti a ridosso della decisione governativa si erano moltiplicati gli appelli perché l'iniziativa trovasse il suo avallo più autorevole. Roma, in questo, sarebbe stata una splendida cornice.
Ma il 2020 è lontano, e invece i sacrifici incombono. Prendere impegni adesso sarebbe suonato come velleitario e forse anche vagamente offensivio per quanti stringono la cinghia e sono ogni giorno alle prese con riduzioni o soppressioni di budget.
Memore di quella sobrietà che è diventata bandiera del suo mandato, alla fine Mario Monti non se l'è sentita si appoggiare l'iniziativa.
Per molti, suonerà come un'altra decisione recessiva: le Olimpiadi, come tutte le manifestazioni planetarie (dovrebbe essere così anche per l'Expo 2015 di Milano) sono considerate un volano alla crescita. E, in molte occasioni, l'emblema dello sforzo collettivo di una nazione per migliorare la proria immagine o uscire da uno stato di crisi. Nonchè per colmare un ritardo infrastrutturale che penalizza il territorio.
A noi invece sembra una scelta saggia. L'esempio dei Mondiali 90 di calcio, con tutto lo strascico di scandali e spese gonfiate che ha comportato, suona ancora come un deterrente.
LE LOBBY ERANO IN AGGUATO. In questo Paese tutti i grandi eventi, sportivi e non, sono troppo spesso l'occasione per ingrassare lobby e potentati economici. Oltre che un pericoloso coagulo della più spregiudicata criminalità economica.
Occorre cambiare la cultura che vede in ogni iniziativa pubblica l'occasione di un privato arricchimento.
È una cultura ancora prevalente, come dimostrano innumerevoli e poco commendevoli fatti di cronaca, che una nuova classe dirigente dovrebbe sforzarsi di cambiare.
Allo stato attuale, e visti anche alcuni dei nomi che appoggiavano Roma 2020, da quel cambiamento siamo ancora lontani. La scelta del governo in questo senso sembra preventiva, quasi dettata dal voler togliere l'erba sotto i piedi di quanti già vi intravedevano una ghiotta occasione per speculare.
Una male enedemico che non è il caso di perpetuare, anche a costo di opporre un rifiuto che può risultare (ma i primi sondaggi sono invece di conforto) impopolare.
Martedì, 14 Febbraio 2012
(11)
fatto bene monti! tanto il "fenomeno" volano economico prodotto dalle olimpiadi andava sicuramente a vantaggio dei soliti noti, e alla povera gente sarebbe rimasto il conto da pagare, ovviamente il doppio di quello preventivato! ben gli stà ai quei "affaristi" senza scropoli...evviva Monti!
Si,però.
I criminali trovano sempre una via d'uscita. Certo dovranno riscrivere la strategia ed aggiustare la scaletta ma riusciranno ugualmente ad ingrassare con i soldi pubblici. Ci vogliono leggi e controlli costanti.
Bisogna promuovere lo sviluppo della nazione e non delle mafie che, a quanto pare, prosperano per la lunghezza dell'intero stivale. Io credo che sia solo una questione di volontà politica avvalorata da un'opinione pubblica consapevole del fatto che la corruzione fa male a tuti. Come la guerra. La Grecia docet.
Una rinuncia per dimostrare che il cambiamento c'era stato.
Non sono d'accordo. Posso capire la scelta di Monti, ma non condividerla. Non solo perché può avere un effetto ulteriormente recessivo sulla ripresa in termini di prospettive (parliamo di un evento che si terrà fra 8 anni: un periodo che è un soffio per la macchina organizzativa ma un'eternità per una collettività che vive una profonda crisi economica). Ma soprattutto perché sarebbe stato il primo, vero palco per dimostrare che il paese aveva veramente voltato pagina. Se accettiamo come fatto ineluttabile che, poiché abbiamo sempre speso più del previsto, ingrassato le lobby, fatto girare mazzette per gli appalti sarà sempre così, allora abbiamo già rinunciato al fatto che l'eccezione possa diventare la regola. Ovvero, che l'Italia possa essere un paese normale.
D'accordo ma....
D'accordo su tutto; l'articolo è quasi perfetto.
Quasi perchè sarebbe giusto ricordare le situazioni in cui ci si è comportati bene: esempio per tutti le Olimpiadi di Torino, terminate senza sprechi, anzi con un avanzo di 40 milioni, che oggi, sempre Roma e anche il professore vorrebbero sottrarre alla città che li utilizzerebbe per gli impianti, portandoli nel calderone di Roma.
E' giusto alzare la guardia e dire qualche no, scomodo ma giusto, è anche doveroso, però, ricordare chi ha ben operato; il nostro paese non è sempre un covo di malfattori ed approfittatori.
un segnale importante
bravo Monti. Le Mafie sono rimaste a bocca asciutta. Mi piacerebbe sapere nomi e cognomi dei fantomatici finanziatori privati svizzeri e dell' estremo oriente
Cominciamo a prosciugare il lago. Timone al centro, avanti tutta !
Povera Italia!
Il professore sta preparando una tana sempre più grande dove andremo a finire tutti quanti. L’occasione per le Olimpiadi a Roma non bisognava farsela scappare: la scusa dei conti che non sono mai tornati per il solito “furbismo” all’italiana, non regge. Qual è il suo compito se non quello di rimettere ordine proprio in quei settori finora fuori controllo? Non è forse questa una valida ragione per giustificare la sua presenza? Sembra quasi che le beghe più scabrose le lasci al ritorno della politica che, rinfrancata da questo salutare periodo di astinenza, sarà più vorace che mai. A me sembra che il coraggio finora mostrato e tanto decantato dall’opportunismo dilagante italico, più che spontaneo sia frutto di un mitra (chissà di chi?) puntato alla schiena!
Non so perche:......
Ho voglia di essere ruffiano, fare una sviolinata, fare un po' l'insulso, insomma, dire al giornalista (anche Direttore) Paolo Mandron che Lo apprezzo molto anche quando non sono d'accordo su editoriali un po' "diluiti".
Ho constatato che "Lettera 43" è sempre ben accolta dagli amici, quando invitati con mail a leggerla, si riscontra il loro l'apprezzamento sincero.
Dr. Manfron buon lavoro.
Editoriale........(commento)
Se non si trovano argomenti da commentare, per perditempo, qualche chiacchera: con l'aria che tira le olimpiadi possono aspettare.
Nessuno vuol parlare di olimpiadi dell'economia?, dove gli stati si confrontano sulla gara principe: stampare finanza "tossica".(niente medaglie, solo premi in denaro)
L'editoriale ci sta tutto, serve, comunque capire come siamo messi economicamente, altrimenti la decisione -no olimpiadi- suona come un rifiuto ad un evento mondiale "ancora aprezzato".
Editoriale........(commento)
Se non si trovano argomenti da commentare, per perditempo, qualche chiacchera: con l'aria che tira le olimpiadi possono aspettare.
Nessuno vuol parlare di olimpiadi dell'economia?, dove gli stati si confrontano sulla gara principe: stampare finanza "tossica".(niente medaglie, solo premi in denaro)
L'editoriale ci sta tutto, serve, comunque capire come siamo messi economicamente, altrimenti la decisione -no olimpiadi- suona come un rifiuto ad un evento mondiale "ancora aprezzato".
Anche se!
Diciamo che è un colpetto!
Diciamo anche che i colpi da dare sarebbero ben altri!
A dirla tutta si colpisce un'occasione e non si intacca la regola!
Lega
Sono d'accordo con l'analisi del Direttore e mi auguro che la coincidenza con le richieste leghiste porti ad una minore faziosità (e volgarità) degli squallidi populisti padani nell'opporsi ad un Governo tutto sommato leale nei confronti del Paese.
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