Alstom chiude Colleferro «Non c'è attività»

I francesi smantellano nel Lazio. Kron: «In 150 da ricollocare».

04 Maggio 2011

Uno stabilimento del gruppo di tecnologie per infrastrutture francese Alstom.

Uno stabilimento del gruppo di tecnologie per infrastrutture francese Alstom.

Utili in calo, il gruppo di tecnologie per infrastrutture francese Alstom vuole chiudere una produzione in Italia, quella in Lazio: «La chiusura del sito di Colleferro è cominciata, riguarda 150 persone, e stiamo lavorando con le parti sociali per la loro ricollocazione». Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Patrick Kron, durante la conferenza di presentazione dei risultati dell'esercizio 2010/2011. Nello stabilimento laziale, ha poi sottolineato, «non c'è attività, e quando in un impianto non c'è attività se ne traggono le conseguenze a livello industriale». La chiusura dell'impianto di Colleferro, annunciata nel marzo scorso, è parte di un piano dell'azienda francese di riduzione del numero di dipendenti in tre paesi europei – Italia, Germania e Spagna – per un totale di 1.380 esuberi.
RIPENSAMENTI? NO. Interpellato a margine della conferenza sulla possibilità di un ripensamento, Kron lo ha decisamente escluso. «Abbiamo provato per due o tre anni ad evitare la chiusura», ha spiegato, «ma purtroppo non ci siamo riusciti. Prendiamo atto del fallimento». La decisione, ha poi precisato, non ha alcun legame con il presunto deterioramento dei rapporti tra Alstom e Trenitalia. «L'andamento dei rapporti tra due aziende non ha effetto sull'operatività di uno stabilimento: se c'è attività lo si mantiene, altrimenti no. E purtroppo qui siamo nel secondo caso».

Fatturato 2010 a 19,05 miliardi, utile -62%

Ma quali sono i dati drammatici che hanno portato alla drastica decisione? Il gruppo Alstom nell'esercizio 2010-2011 ha fatto registrare un fatturato di 19,05 miliardi di euro, in aumento del 28% su base annua, con un margine operativo del 7,5% e un utile netto di 462 milioni, in calo del 62% a causa soprattutto di un primo semestre «difficile». Tali cifre, ha precisato la società in una nota, sono «conformi con le previsioni» fornite all'apertura dell'esercizio. Il valore complessivo degli ordini ricevuti è stato di 19,1 miliardi di euro, concentrati in particolare nel secondo semestre, che ha fatto segnare un «forte rimbalzo» dopo un periodo di mercato statico. Il portafoglio ordini attuale, al 31 marzo 2011, è di 46,8 miliardi.
LE LINEE GUIDA. Per l'esercizio in corso, ha precisato l'amministratore delegato, le priorità operative devono essere il rafforzamento delle performance sui mercati emergenti con «partnership e investimenti», applicare i piani di adattamento necessari in Europa e America, anche dal punto di vista occupazionale, portare avanti i progetti di ricerca e sviluppo e mantenere un alto livello di performance, «concentrandosi sull'esecuzione dei progetti e la gestione dei costi». Il gruppo ha confermato quindi per l'anno 2011-2012 la stessa guidance emessa per l'esercizio scorso, con l'obiettivo di un margine operativo tra 7 e 8%.
IL LAVORO CON NTV. Intanto il lavoro congiunto tra Alstom e Ntv «va avanti bene», ed è «al momento nella fase di omologazione dei convogli, per un'entrata in servizio, come annunciato, entro la fine dell'anno», ha dichiarato Patrick Kron. «Dal nostro punto di vista le operazioni procedono bene, ovviamente è importante portare avanti il lavoro di verifica in modo completo ed adeguato».

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