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Economia 

ECONOMIA

Emma resta senza Fiat

Marchionne a Marcegaglia: dal 2012 fuori da Confindustria.

Articolo in versione breve

Sergio dice addio a Emma. Fine della storia. La mattina del 3 ottobre con una nota ufficiale, firmata da Sergio Marchionne, è stata ufficializzata la rottura tra Fiat e Confundustria. I due rami dell'azienda torinese, Industrial e Fiat spa, usciranno dall'associazione guidata da Emma Marcegalia a partire dal primo gennario 2012. La notizia ha fatto sprofondare il titolo in Borsa a -4%.
NUOVE PRODUZIONI A MIRAFIORI. E dopo aver ufficializzato l'uscita da Confindustria, Marchionne ha dettato i piani produttivi del gruppo per i prossimi anni. Il Lingotto ha annunciato che comincerà a produrre a Mirafiori un suv a marchio jeep e nello stabilimento di Pratola Serra ad Avellino, un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per l'Alfa Romeo.

Lunedì, 03 Ottobre 2011


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Sergio Marchionne ed Emma Marcegaglia.

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Commenti (9)

Picabo48 03/ott/2011 | 15:32

E' già tutto scritto.
Marchionne non ha nessuna intenzione di rimanere a produrre in Italia, a prescindere dalle condizioni.
Non ha le palle per dirlo apertis verbis e cerca scuse da addossare al suo vicino di banco, ieri la CGIL oggi addirittura la Confindustria.
Il mercato dell'auto non gode di buona salute a quasi tutti i livelli, è vero; però la Germania va molto meglio di tutti gli altri.
Volkswagen non ha mai pensato di cancellare i diritti dei lavoratori in Germania e neppure di delocalizzare andandosene dal proprio paese, senza avere ricevuto mai aiuti dalla sua nazione.
Se la più grande fabbrica di automobili tedesca riesce ad erogare ai suoi dipendenti salari doppi rispetto a Fiat in Italia , contemporaneamente, i suoi volumi produttivi, di vendite ed il suo bilancio sono infinitamente migliori di Fiat, allora nel ragionamento del management Fiat qualcosa non torna.
Dove è finito il Marchionne che appena giunto a capo della fiat aveva detto testualmente: " E' ora di finirla di addossare la colpa al costo dei dipendenti quando i bilanci non sono a posto. La manodopera pesa solo per il 6-8% del costo totale del prodotto.".
Cosa gli ha fatto cambiare opinione.
Si badi bene se le cose non funzionano dal punto di vista tecnico-produttivo e amministrativo- finanziario, è pura illusione pensare di rifarsi incidendo su una base che vale solo il 6-8%; il risultato sarà modesto.
Evidentemente i problemi sono da ricercare altrove.
Purtroppo, però, è più semplice usare le scorciatoie, delocalizzando, licenziando e chiudendo gli stabilimenti.
E' un rimedio illusorio e di corto respiro; dopo uno stabilimento toccherà ad un altro, fino alla chiusura totale dell'intera azienda multinazionale, oppure, come aveva già fatto Gianni Agnelli, con i risultati che poi sappiamo, regalarsi a terzi.
Questa è la fine ingloriosa che toccherà alla Fiat, quello che, mendacemente per anni, ci hanno raccontato essere il gioiello dell'imprenditoria privata italiana.

stachanov 03/ott/2011 | 15:15

Un appello ai lavoratori
Cari lavoratori del settore automobilistico: negli ultimi anni molti di voi hanno abbandonato il sindacato perchè ormai vecchio, obsoleto e incapace di affrontare le sfide dei mercati globali. Molti di voi hanno scelto alcuni partiti dell'attuale governo, LEGA in testa, secondo molti sondaggi effettuati tra i lavoratori del nord Italia.
Ora chiedetevi: chi sta facendo i vostri interessi? La LEGA? ....forse qualche sindacato?
Non voglio darvi risposte, non ne ho, ma credo ci sia solo una certezza: di questo passo si sfasciano le industrie (FIAT in testa) e con esse un sistema di legalità nei rapporti aziende/lavoratori, con il risultato di enormi masse di lavoratori - e famiglie! - abbandonati al loro destino!
Cosa fare?
Credo sia importante riappropriarsi di una voce autorevole in questo dibattito, che taglia fuori (per interessi degli industriali e per incapacità dei politici) e non considera l'impegno di una gran parte di Italiani, di lavoratori!!!!
Una politica industriale seria e un accordo sugli obiettivi e sull'impegno di entrambe le parti è possibile, basta guardare ad altri paesi oltre le Alpi...
Forza... non lasciamoci travolgere!!!!!

stachanov 03/ott/2011 | 15:03

...e bravo Sergio!
... e bravo Sergio, continua così!!!! ...continua a gettare fumo negli occhi all'Italia (...facile, visto il governo e i ministri che ci ritroviamo e i sindacalisti collusi, vedi CISL e UIL!).
Ora con l'uscita da CONFINDUSTRIA (e il povero Bonannni non capisce perchè!!), ma il vero problema è che NON VENDI VETTURE (TUTTE VECCHIE SENZA APPEAL!) E GLI STABILIMENTI ITALIANI SONO INSATURI!!!!!
Sicuramente qui in Italia (non ti lamentare troppo dell'Italia - in USA troveresti c...i acidi!), in tanti si berranno la storiella che salverai Mirafiori con la jeep!!! ...ma se uno è un po' del mestiere, sa bene che Mirafiori e gli altri stabilimenti si salvano solo con i volumi produttivi, non con i modelli!!! (…guarda caso in Polonia dove sono alti i volumi, tutto va a gonfie vele!!!).
Sergio, sai bene che non puoi promettere il rilancio di uno stabilimento con la previsioni di volumi futuri: Pomigliano se ne renderà amaramente conto tra qualche mese/anno! (…ma tento c’è la CIG!)
Sergio, prima o poi i nodi vengono al pettine: tu sarai sicuramente al sicuro, in una nuova "sfida professionale" in un'altra azienda (sicuramente americana), ma intanto non fai il bene del Paese, e - purtroppo! – oggi nessuno ti contrasta (tranne qualche tentativo della CGIL), vista l'incapacità dei ministri di questo governo delle banane!!!!
Continua pure così...vai con il fumo negli occhi, finché avrai completato la missione dei tuoi datori di lavoro: vendere FIAT!!!
...ma credimi sulla parola: in Italia non tutti sono ciechi o professionalmente incapaci da comprendere cosa sta succedendo alla più grande azienda italiana!!!!

Bobbis 03/ott/2011 | 12:49

mutande
viste le immagini in TV della Sig.ra Marcegaglia con il tanga e il relativo contenuto al vento, si può dire che senza FIAT é rimasta in mutande

Stray Cat 03/ott/2011 | 10:27

Cosa Aspettiamo ...
Cosa aspettiamo a nazionalizzare tutte le proprietà, mobiliari ed immobiliari del gruppo Fiat in Italia?
Non per tenerle, ma per rivenderle, con delle garanzie solide, al migliore offerente.
Perché dobbiamo continuare a subire passivamente?

Marina C. 03/ott/2011 | 10:10

Perchè lo fa? (xrafam)
Perchè in questo modo non dovrà applicare i contratti collettivi sottoscritti da Confindustria.
A seguito di questo, negli stabilimenti rimanenti in Italia, i lavoratori - piuttosto che vedersi chiusa la fabbrica e portata fuori - accetteranno ogni condizione pur di lavorare.
Vedi Chrysler: i lavoratori pur di non rimanere disoccupati hanno accettato -tra le altre cose- un contratto senza assicurazione sanitaria. Dato che negli USA la sanità è privata, non essere tutelato tramite il lavoro, implica che te ne devi fare una tua. Il rappresentante sincadale disse che questo riportava i lavoratori indietro di 150 anni. .

rafam 03/ott/2011 | 09:52

caro marchionne
ma hai pensato che anche noi italiani potremmo fare a meno della fiat?
potremmo comprare le solide volkswagen, le economiche citroen o ford o le robuste toyota?
ma perchè vuoi tirare la corda così tanto e non rendere merito ad oltre 100 anni di storia fiat in italia, di un matrimonio dove l'azienda ha preso sicuramente molti di piu di quello che ha dato sia rispetto allo stato che agli italiani?
la fredda e dura legge del mercato e dell'economia, in aziende grandi e simbolo come la fiat dovrebbero essere inserite in una visione globale che tenga conto anche di altri fattori, come quelli nazionali.
noon fosse altro per gratitudine verso gli italiani e verso le MIGLIAIA di miliardi che nei decenni la fiat ha ottenuto dallo stato italiano.
te ne vuoi andare in negli states o in canada? e vattene... ma non tornare più però.

giordan 03/ott/2011 | 09:51

O SI FA GIORNALISMO O SI FA PSEUDO GIORNALISMO
"La notizia della rottura con Confindustria ha scatenato il panico tra gli operatori della finanza. In una giornata partita all'insegna della sfiducia per via del rischio default della Grecia, il titolo Fiat in Borsa è crollato del 4%, accentuando le perdite di Piazza Affari".
Ma con un settore europeo che perde il 4,6 %, porsche perde il 5,15 , bmw il 5,8, mercedes il 4,7, fiat il 3,8 , come si fa a scrivere che la notizia della rottura con confindustria ha fatto crollare la borsa e il titolo fiat??? Potete spiegarmelo??

rafam 03/ott/2011 | 09:14

?
mi spiegate cosa si nasconde dietro questo atteggiamento di marchionne?

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