Economia
GERMANIA
Alla conquista dell'Oriente
Merkel in Mongolia e Vietnam per i giacimenti di materie prime.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Per scoprire il segreto del successo economico della Germania, basta prestare attenzione alla sofisticata strategia diplomatica con la quale il sistema Paese si muove alla scoperta e alla conquista dei nuovi mercati mondiali.
Un'agenda fitta che non lascia nulla al caso. Si tratti di Paesi in difficoltà della Vecchia Europa o di nazioni emergenti nel lontano Oriente, i tedeschi sono dappertutto. Con i loro imprenditori, i loro lobbisti e i loro politici.
MERKEL VERSO ORIENTE. Non sono trascorsi neppure due giorni dal viaggio ad Atene del ministro dell'Economia Philipp Rösler accompagnato da 70 dirigenti d'impresa, che un altro aereo di Stato è decollato dalla pista dell'aeroporto berlinese di Tegel. Questa volta c'è a bordo direttamente la cancelliera Angela Merkel e le destinazioni sono quanto di più esotico si possa immaginare: Vietnam e Mongolia.
Mongolia, visita di affari in un Paese dalla crescita accelerata
Il viaggio è iniziato il 10 ottobre ed è previsto si concluda il 14. Sulla seconda tappa a Ulan Bator si è concentrata l'attenzione dell'Handelsblatt nell'edizione del'11 ottobre.
Non è, ovviamente un viaggio di avventura, ma una visita d'affari, o almeno si spera.
«Nei prossimi anni la Mongolia sarà una delle economie che crescerà a ritmo più veloce», ha scritto il quotidiano, «grazie al suo territorio ricco di giacimenti di materie prime. Già lo scorso anno il Prodotto interno lordo è cresciuto del 6,4%, per il 2011 e per il 2012 gli esperti del Fondo monetario internazionale prevedono un balzo rispettivamente dell'11,5 e dell'11,8%. Per fare un raffronto con un mercato già noto, le previsioni per la Cina del 2011 e del 2012 sono del 9,5 e del 9%».
A ULAN BATOR PER NUOVI MERCATI. Quindi, tutti a Ulan Bator assieme a Merkel per esplorare nuove prospettive e stipulare per primi lucrosi contratti. «Circa 100 milioni di tonnellate di carbone in coke dovrebbero essere estratti nei prossimi 10 anni dalla miniera di Tavan Tolgoi, 540 chilometri a Sud della capitale», ha stimato il quotidiano economico, «per un volume di affari che si aggirerà attorno ai 2 milardi di dollari. Si tratta del più grande giacimento carbonifero non ancora sfruttato del mondo. La Mongolian Mining Report ritiene che la miniera avrà una produzione annuale di 6 milioni di tonnellate».
ACCORDO MILIARDARIO. Su questo tesoro del sottosuolo ha messo gli occhi il consorzio tedesco-australiano costituito dalla Bbm Operta di Mülheim, nella Ruhr, e dalla Macmahon, dietro il quale si nascondono nomi importanti dell'imprenditoria tedesca come Rwe, Thyssen-Krupp e Siemens.
La joint ventur tedesco-australiana punta a strappare dall'impresa statale mongola Erdenes Tt un contratto miliardario: «E un alto diplomatico della cancelleria ha confessato che le trattative sono a buon punto e che ci sono ottime possibilità che l'accordo vada a buon fine».
In questo modo, l'azienda tedesca si troverebbe a occupare una posizione di vantaggio nel crescente settore dell'estrazione mongola, sul quale stanno piombando in questi mesi i più grandi consorzi del mondo.
In Oriente il settore minerario in crescita fino a 11,5 miliardi
La Mongolia fa parte dei 10 Paesi con il sottosuolo più ricco del globo e adesso il governo ha deciso di sfruttarlo. Sempre secondo la Mongolia Mining Report, nei prossimi anni si impenneranno le estrazioni di oro, rame e carbone, con una crescita per il settore minerario che dovrebbe passare dai 2,6 miliardi di dollari attuali agli 11,5 nel 2015.
«Secondo gli esperti, uno dei motivi della crescita è il deciso miglioramento del clima imprenditoriale vissuto dal Paese negli ultimi anni», ha proseguito il giornale anseatico, «e il presidente del Consiglio mongolo Sukhbaatar Batbold, che attende Merkel e la delegazione tedesca a braccia aperte, ha sostenuto che l'economia di mercato poggia adesso su basi solide, giacché più dell'80% della produzione industriale proviene dal settore privato».
I margini di collaborazione sono enormi: «Noi abbiamo le risorse, la Germania ha la tecnologia e il know-how, se ci mettiamo a lavorare assieme possiamo guadagnarci entrambi», ha aggiunto Batbold.
TERRE GIÀ ESPLORATE. I tedeschi non sono tuttavia i battistrada in Mongolia e la visita della Merkel si propone di recuperare il terreno perduto prima che sia troppo tardi e magari di scavalcare i concorrenti già presenti. «L'enorme giacimento di Oyu Tolgoi, nel Sud del Paese, appartiene per il 66% al consorzio minerario Ivanhoe, con sede a Vancouver, partecipato per il 49% dalla Rio Tinto di Londra», ha concluso l'Handelsblatt. «La miniera è stata sfruttata solo per metà e le due imprese hanno appena investito 2,6 miliardi di dollari per completare il progetto». Ora arrivano i tedeschi, sperando di far meglio.
Martedì, 11 Ottobre 2011
(1)
ho
un "culone" così!!!
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