Economia
NODO MOBILITÀ
Passera scioglie Marchionne
Termini: il ministro media e anticipa il vertice sugli incentivi. Intesa vicina.
di Sergio Colombo
Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha convocato per la mattina del 26 novembre Invitalia, l'advisor del ministero, e i sindacati metalmeccanici per discutere l'annosa questione di Termini Imerese.
L'incontro, in agenda alle ore 10, ha l'obiettivo di porre le basi per l'incontro già fissato per il pomeriggio del 30 novembre presso lo stesso ministero e dovrebbe vertere sulla mobilità incentivata dei lavoratori. Stando alle ultime indiscrezioni, Fiat sarebbe pronta a mettere a disposizione le risorse necessarie. Il problema principale è rappresentato dai tempi: strettissimi.
Il Sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, ha messo fretta al titolare del ministero: «La prossima settimana scade il tempo utile a nostra disposizione per siglare l'accordo».
Mercoledì 23 novembre le parti, al termine dell'ennesima riunione al ministero dello Sviluppo economico, si erano date appuntamento per martedì 29 novembre. L'accelerata impressa dal ministero arriva come un fulmine a ciel sereno e potrebbe rivelarsi decisiva per la soluzione della vertenza.
CASSA INTEGRAZIONE PER 1.566 OPERAI. Nello stabilimento palermitano, nel frattempo, è scattata la cassa integrazione per i 1.566 operai. Il 25 novembre, però, alcuni dipendenti sono stati richiamati dall'azienda per svolgere attività all'interno della fabbrica, in particolare nei magazzini e negli impianti di riparazione.
I lavoratori hanno sfilato davanti a un centinaio di colleghi rimasti per tutta la notte al presidio organizzato di fronte ai cancelli dello stabilimento. All'indomani dell'ultimo giorno di piena produzione, in fabbrica le catene di montaggio sono ancora in funzione.
Subentra Di Risio, ma la coperta è corta: al palo 350 operai
La speranza è che arrivi un compratore e riutilizzi lo stabilimento siciliano. Il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha fornito un'ulteriore conferma in questo senso: «C'è un nuovo imprenditore (Massimo Di Risio) che vuole entrare a Termini Imerese, ma non è in grado di garantire l'occupazione di tutti i dipendenti». Ecco perché i lavoratori non vogliono rinunciare a un accordo che garantisca loro un futuro certo. Gli incentivi sono necessari per ridurre il bacino di dipendenti da riassumere: attualmente nel sito sono occupati 1566 lavoratori, mentre Massimo Di Risio, patron della Dr Motor, sarebbe disposto a prendere in tutto 1.312 dipendenti. Non solo. C'é anche l'indotto da garantire, circa 350 lavoratori. Per ridurre il bacino dei dipendenti da trasferire da Fiat a Dr si farebbe, quindi, ricorso alla mobilità incentivata verso la pensione.
CINQUE MILIONI TRA DOMANDA E OFFERTA. Per i sindacati, infatti, i lavoratori in possesso dei requisiti per andare in pensione nei prossimi sei anni, quelli coperti dagli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità) sono circa 650, e per ognuno l'incentivo comporterebbe un esborso di oltre 30 mila euro. L'esborso finale sarebbe quindi di circa 20 milioni di euro, superiore ai 15 che la Fiat è disposta a mettere sul piatto.
Secondo fonti sindacali, la mediazione di Passera avrebbe convinto Sergio Marchionne ad ammorbidire la propria posizione, riducendo - forse in maniera decisiva - la forbice tra Fiat e lavoratori.
Venerdì, 25 Novembre 2011

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