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Economia 

CRISI

Alcoa dramma del Sulcis

Lo stop della società e le ricadute sull'Isola.

di Gabriele Lippi

Articolo in versione breve

L'annunciata chiusura dell'Alcoa di Portovesme, lo stabilimento di alluminio nel Sulcis, in Sardegna, è una spada di Damocle sulle teste dei 501 operai messi in mobilità dalla multinazionale americana. Ma non solo. La questione va a toccare altri 350 dipendenti di imprese appaltatrici, una centrale elettrica dell'Enel che destina il 70% dell'energia prodotta al funzionamento degli impianti, un numero imprecisato di autotrasportatori - che con la chiusura degli impianti rischiano di vedere drasticamente ridotte le loro commesse - e un porto che vive soprattutto grazie alle navi che arrivano portando l'allumina e ripartono con le stive cariche di materiale lavorato. Un vero e proprio dramma umano, che tocca tutta la provincia di Carbonia e Iglesias e si spinge oltre i suoi confini.

Domenica, 22 Gennaio 2012


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La protesta degli operai dell'Alcoa di Portovesme, in Sardegna.

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Commenti (1)

robespierre 27/gen/2012 | 16:52

SOLIDARIETA' ALLA SARDEGNA
TUTTA LA MIA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI SARDI DELL'ALCOA E AI PASTORI .CHE TENGANO DURO . TANTO QUEGLI STRONZI MAFIOSI DEI POLITICI NON FARANNO MAI NIENTE PER I LAVORATORI IN GENERE . bELLA FIGURA DI MERDA CHE HA FATTO QUEL PREPOTENTE E PRESUNTUOSO DI CASTELLI . E' SEMPRE STATO UNA FETECCHIA ,MA VEDO CHE CON IL TEMPO E' PEGGIORATO. FORZA SARDEGNA.

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