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Economia 

ECONOMIA

Africa, coi Brics si cresce

Nel 2012 il Pil aumenterà di quasi cinque punti grazie agli investimenti di Cina, Brasile e Russia.

di Gabriele Miceli

Ci sono le guerre civili, l’Aids e la povertà, ma c’è anche un’economia che avanza. Da ormai 10 anni, l’Africa ha iniziato un lento cammino verso la rinascita. Nel 2012, nonostante la crisi globale, la sua crescita si dovrebbe assestare tra il 4,5 e il 4,9%, rispettivamente secondo i dati dell'African Development Bank Group, l’organismo bancario istituito nel 1963 per sostenere l’economia del continente nero e della Banca mondiale.
TANTI INVESTITORI STRANIERI. Le contraddizioni non mancano, nelle disparità tra chi corre e chi è ancora fermo. Ma ci sono due grandi novità nel modello di sviluppo africano. Oltre alle risorse naturali, a far girare l’economia sono i crescenti investitori stranieri - per lo più Cina, Brasile e Russia - e, soprattutto, un nuovo ceto medio in costante espansione.
UNO SVILUPPO A MACCHIA DI LEOPARDO. Certo, l'Africa è ancora il continente dei Paesi più poveri al mondo come lo Zimbabwe, o dilaniati dalla guerra, come la Somalia.
Ma ci sono anche Stati che basano il loro commercio su oro e diamanti come il Sud Africa, la Sierra Leone, la Guinea.
Proprio la Guinea, secondo il metodo Atlas, utilizzato dalla Banca mondiale, è l’unico Paese che nel 2009 ha superato i 12.196 dollari di reddito pro capite in tutta l’Africa. E c’è l’Angola con un Pil reale che dal 2000 al 2009 è aumentato del 13,6%. Terre ricche di petrolio e risorse minerarie, come la Nigeria e il Sudan.

I Paesi Brics investono e il ceto medio cresce

I Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno destinato nel 2011 quasi 8 miliardi di dollari in aiuti alle popolazioni africane.
Una cifra che continuerà ad aumentare secondo l’African Development Bank Group, che include, oltre agli Stati africani, altri 26 Paesi, tra cui l’Italia.
LA CINA PRIMO PARTNER. I Paesi Brics, che rappresentano quasi metà della popolazione mondiale, sono diventati i nuovi partner commerciali dell’Africa. E la spinta maggiore è arrivata dalla Cina, dove gli affari con l’Africa sub-sahariana hanno superato i 100 miliardi di dollari.
Una cifra ancora inferiore al commercio con l’Europa, pari a 174,2 miliardi. Ma molto significativa per far capire la tendenza dei prossimi anni.
AFFARI POCO TRASPARENTI. Oltre a essere ottimi partner per le esportazioni di materie prime, i Paesi Brics stanno investendo, infatti, soprattutto nel settore minerario e in quello delle infrastrutture. La Cina, per esempio, ha dato il via alla nascita di nuove zone industriali. 
Secondo il report dell’African Development Bank Group di maggio, il limite dei nuovi investimenti riguarda la poca trasparenza nelle negoziazioni e nell’attuazione degli accordi, che potrebbero facilitare la corruzione, violare le norme ambientali e quelle sul lavoro. Ma il rischio è anche quello di stimolare la produzione solo in quei Paesi che posseggono risorse naturali.

Boom dei servizi e dei consumi. Nonostante la crisi globale

Se gira l'economia, girano anche i soldi che i cittadini possono spendere. Così, con il nuovo sviluppo africano si sta allargando il ceto medio.
Sempre a maggio l’agenzia McKinsey ha intervistato 15 mila consumatori in 10 diversi Stati africani, dimostrando come le nuove abitudini di spesa dei cittadini stiano attirando le grandi aziende straniere.
ENTRO IL 2020 SPESI 3.600 MLD. Secondo il rapporto, la maggior parte delle famiglie africane ha speso il 30% dei propri soldi in generi alimentari, il 10% in abbigliamento e il 6% nelle telecomunicazioni.
Entro il 2020, il conto totale delle spese dovrebbe raggiungere i 185 miliardi di dollari. Una cifra ancora lontana, per esempio, dai consumi delle famiglie indiane, che solo nel 2010 hanno speso 991 miliardi di dollari e che entro il 2020 ne spenderanno 3.600. Ma tuttavia in continua espansione.
PIL IN CRESCITA. Nel 1980 il Pil nominale del continente africano misurava poco più di 386 miliardi di dollari. Nel 2009, secondo i dati della Banca mondiale, il valore dei beni e servizi ha sfiorato i 1.600 miliardi.
Una crescita, che secondo le stime dell'African Development Bank Group, ha resistito anche alla crisi globale, nonostante il calo delle esportazioni verso i ricchi Paesi dell'Ocse. 

Sabato, 16 Giugno 2012


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Nel 2012, secondo la Banca Mondiale, l'economia africana crescerà del 4,9%.

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