Alimenti, controlli dei Nas: irregolarità in uno su tre

Dall'olio d'oliva alla mozzarella. Coldiretti: obbligo di indicare l'origine in etichetta.

19 Gennaio 2016

Una manifestazione degli allevatori di Coldiretti contro il regime delle quote latte.

(© ImagoEconomica) Una manifestazione degli allevatori di Coldiretti contro il regime delle quote latte.

Dall'olio d'oliva alla mozzarella di bufala, dal pane al latte, dalle conserve di pomodoro al pesce: dei circa 120 mila controlli su prodotti alimentari effettuati dai Nas in tre anni, uno su tre presenta anomalie o non conformità.
Un dato comunque in lieve discesa rispetto agli anni precedenti. A dirlo, in Commissione Agricoltura del Senato, è stato il comandante del Comando carabinieri per la tutela della salute Claudio Vincelli, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle frodi nel settore alimentare.
39 MILA CONTROLLI L'ANNO. Rispetto ai dati del triennio 2013-2015, aggiornati alla fine dell'anno passato, ogni anno i 1.100 uomini del comando divisi in 38 nuclei territoriali hanno effettuato «in media 39 mila controlli l'anno e le non conformità rispetto ai controlli rimangono per tutti e tre gli anni tra il 33% e 34%. Poiché il numero di controlli è crescente, possiamo dire che le irregolarità sono tendenzialmente in lieve discesa».
Probabilmente anche perché, ha aggiunto Vincelli, «la consapevolezza dell'attività di controllo svolta produce effetti favorevoli nella direzione di produzioni serie e corrette».
Il panorama delle anomalie «è variegato», ha sottolineato il generale Vincelli, e vede «situazioni di contraffazione ordinaria con sistemi grossolani affiancate da contraffazione più sofisticata con interventi più raffinati e complessi da individuare».
UNA MOZZARELLA SU QUATTRO 'SENZA LATTE'. Sull'argomento è intervenuta anche la Coldiretti, secondo cui una mozzarella su quattro in vendita in Italia non è ottenuta direttamente dal latte, ma da semilavorati industriali, chiamati cagliate, che vengono dall'estero senza alcuna indicazione in etichetta.
I Nas di Bari hanno sequestrato in una azienda casearia della Murgia barese tre tonnellate e mezzo di cagliata di provenienza estera (tedesca e irlandese) in pessimo stato di conservazione e priva delle specifiche di legge.
I controlli hanno preso le mosse da un'analisi dei prezzi di vendita al dettaglio, ritenuti non compatibili con i costi della materia prima e della gestione del caseificio, e hanno così impedito l'immissione in commercio di prodotti caseari potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore, per un valore di circa 90 mila euro.

Coldiretti: «Subito obbligatoria l'indicazione di origine in etichetta»

Sono questi i comportamenti, sottolinea la Coldiretti, che provocano una distorsione del mercato, deprimono i prezzi pagati agli allevatori italiani e causano la chiusura degli allevamenti.
«Di fronte a questa escalation di truffe e inganni per salvare il Made in Italy non c'è più tempo da perdere e occorre rendere subito obbligatoria l'indicazione di origine del latte in tutti i prodotti lattiero caseari per garantire la trasparenza dell'informazione e la salute dei consumatori», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.
ALLARME IN PUGLIA. Coldiretti ricorda che la mozzarella e il fior di latte sono i formaggi più acquistati dai pugliesi e per questo sono i più esposti a frodi e sofisticazioni. «In Puglia - riferisce il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall'estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35 mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, 'manipolati' e trasformati in prodotti lattiero-caseari 'made in Puglia'. Per questo in soli dieci anni hanno chiuso circa 3.800 stalle, una agonia veloce e drammatica degli allevamenti, con un crollo pari ad oltre il 58% del patrimonio zootecnico pugliese. La straordinaria azione di controllo delle forze dell'ordine non basta più. Deve essere accompagnata da misure strutturali».
LA DOMANDA RESTA POSITIVA. A parere di Cantele, l'impennata di frodi e sofisticazioni «è determinata dal fatto che i consumi di mozzarelle e formaggi sono comunque buoni, la domanda del nostro mercato interno risponde ancora positivamente e gli agro pirati non si lasciano sfuggire l'occasione di fare business milionari».

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Canoi 19/gen/2016 | 19 :09

Non è come dice Coldiretti, l'etichetta sulla confezione si può facilmente falsificare e comunque la localizzazione italiana non è di per sè una garanzia. Bisogna invece fare le analisi, quelle dei CC ma anche quelle delle ASL, farle bene e se sono fuori standard disporre l'avvio a discarica di tutto il prodotto, applicare una potente contravvenzione e magari chiudere l'attività per un mesetto. I controlli vanno fatti su tutta la filiera, per esempio sul mais raccolto dai consorzi agrari, nei frantoi di olive, sulla verdura così detta biologica per misurare la quantità di fitofarmaci, ecc, ecc ecc. Se si fanno le analisi seriamente e su tutto scopriranno che anche la sedia di Moncalvo è taroccata. Quello che ha fatto Coldiretti con latte, mais, verdure è inimmaginabile. Dimenticavo le etichette devono indicare se i prodotti base sono OGM oppure non OGM. Fino a questo momento l'etichettatura OGM non è stata fatta perché i prodotti così marcati sono molto, ma molto più salubri di quelli non OGM, biologici e/o "naturali".

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