Arredamento, Montezemolo vende Poltrona Frau

Montezemolo vende il marchio del design.

05 Febbraio 2014

Luca Cordero di Montezemolo posa con il numero uno di 'Poltrona Frau', Franco Moschini.

(© Ansa) Luca Cordero di Montezemolo posa con il numero uno di 'Poltrona Frau', Franco Moschini.

Un altro 'pezzo' di Made in Italy se ne va.
Poltrona Frau, il celebre gruppo marchigiano dell'arredamento di lusso, passa in mano americana.
L'acquirente è Haworth, colosso nei mobili per l'ufficio controllato da oltre mezzo secolo dall'omonima famiglia fondatrice, che così si è definito «il leader mondiale dell'arredamento di design di alta gamma».
PREZZO PER AZIONE: 2,96 EURO. Nel dettaglio, gli americani si prendono il 58,6% di Poltrona Frau dai soci di controllo Charme Investments della famiglia Montezemolo e Moschini a 2,96 euro per azione, pari a circa 243 milioni di euro. A quel punto, è destinata a essere lanciata allo stesso prezzo un'offerta pubblica di acquisto, obbligatoria per ritirare il titolo dal listino.
PREZZO DELL'INTERA OPERAZIONE: 415 MLN. L'intera Poltrona Frau, in caso di integrale adesione, è prevista che venga pagata 415 milioni.
L'operazione dovrebbe essere perfezionata entro fine aprile ed è subordinata al via libera delle autorità antitrust.
TITOLO SCHIZZA IN BORSA. Nel frattempo il titolo di Poltrona Frau, quotato alla Borsa di Milano, si è subito adeguato al prezzo dell'Opa scattando in rialzo di oltre il 18% a 2,93 euro.
Alla luce di un balzo di quasi il 7% già alla vigilia dell'annuncio, è intervenuta anche la Consob che ha avviato verifiche per vederci chiaro sull'andamento del titolo nel periodo precedente la comunicazione al mercato.

A capo del gruppo del Michigan l'italiano Franco Bianchi

Poltrona Frau è uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.

(© Ansa) Poltrona Frau è uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.

Haworth è un'azienda fondata nel 1948, che ora conta 6 mila dipendenti ed è guidata da otto anni dall'italiano Franco Bianchi. Il colosso era già partner di Poltrona Frau per la distribuzione del canale ufficio in Nord America.
Nel 2013 ha registrato ricavi per 1,4 miliardi di dollari.
PRESI ANCHE GLI STABILIMENTI DI MEDA. Il gruppo del Michigan, la sede è nella città di Holland, assieme all'azienda di Tolentino (Macerata) ha intenzione di acquistare anche per 1,9 milioni di euro gli stabilimenti di Meda, concessi in locazione al gruppo.
Solo il 4 febbraio Charme (al 51,3% di Poltrona Frau, mentre è del 7,3% la quota diretta di Moschini, socio anche di Charme) aveva annunciato la cessione di Octo Telematics alla russa Renova.
PRESENZA ITALIANA NEL BOARD. Nel caso del marchio di design con la vendita annunciata il 5 febbraio è stata concessa a Haworth un'opzione a cedere a valle dell'Opa una quota dell'8,4% complessivo ai due venditori italiani. Se viene esercitata, Charme e Moschini hanno la possibilità di designare fino a tre componenti del consiglio di amministrazione, con alcuni diritti di veto, vincoli di lock-up e opzioni di compravendita.

Fondata a Torino nel 1912

Fondata nel 1912 a Torino dal cagliaritano Renzo Frau, nel 1963 Poltrona Frau finisce nel gruppo di Nazareno Gabrielli, uno dei suoi principali fornitori e in quel momento grande creditore. Franco Moschini, uno dei tre generi di Clara Gabrielli, figlia unica di Nazareno, ne sposta la produzione a Tolentino.
CHARME ENTRA NEL 2003. Nel 1990, al momento della spartizione delle attività tra i tre rami della famiglia, ne assume quindi tutto il controllo, affiancato da Bankers Trust. Nel 2003 Charme ne compra il 30%, e l'anno dopo parte la nuova fase di crescita, prima con Cappellini e quindi nel 2005 con Cassina.
NEL 2006 SI QUOTA IN BORSA. Nel 2006 il Gruppo Poltrona Frau si è quotato in Borsa. La società ha segnato nel 2012 ricavi per 247 milioni (886 mila euro l'utile) e con 192 milioni segnati nei primi nove mesi del 2013 ha già annunciato di attendersi un esercizio 'record' per redditività.
SNAIDERO: «PRODUZIONE RESTA IN ITALIA». Il nuovo passaggio di controllo è stato salutato dal presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero come «un fatto importante che spingerà la crescita del made in Italy a livello internazionale e rafforzerà la presenza in Italia di una produzione di altissimo profilo», auspicando anzi «il rafforzamento sul territorio nazionale della produzione».
IRA DEI SINDACATI. Il segretario nazionale della Filca-Cisl, Paolo Acciai, ha invece stigmatizzato il mancato coinvolgimento del sindacato come «un fatto gravissimo e inaudito», chiedendo subito un incontro.

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