Attacco hacker a Yahoo, a rischio 500 mln di account

I server dell'azienda violati nel 2014. Sottratti nomi, indirizzi email, numeri di telefono, date di nascita e password. In bilico le nozze con Verizon. L'intrusione forse sponsorizzata da uno Stato straniero.

22 Settembre 2016

Marissa Mayer, ad di Yahoo!, durante una presentazione a Las Vegas.

(© Getty images) Marissa Mayer, ad di Yahoo!, durante una presentazione a Las Vegas.

L'attacco hacker a Yahoo è stato più grave di quanto predetto dai rumors. La società ha confermato un'imponente violazione dei suoi server nel 2014 che ha portato al furto di dati di almeno 500 milioni di persone. Le informazioni sottratte includono i nomi degli utenti, le date di nascita e indirizzi email. Non ci sarebbero dettagli finanziari e questo esonererebbe Yahoo dal dover contattare ogni singolo cliente e offrire servizi di monitoraggio del credito.
COLPITA ANCHE MICHELLE OBAMA. Vittima dei pirati informatici anche la first lady Michelle Obama, il cui passaporto scannerizzato è finito online insieme alle mail personali di alcuni dipendenti della Casa Bianca, che hanno lavorato per la campagna presidenziale di Hillary Clinton. Le autorità seguono il caso Yahoo e indagano anche su quello che ha coinvolto Michelle, finita nel mirino di DC Leaks, un gruppo probabilmente legato ai servizi segreti russi.
L'OMBRA DI UN GOVERNO STRANIERO. L'ammissione dell'attacco da parte di Yahoo rischia di creare tensioni nella vendita dell'azienda a Verizon. «Lavoriamo con le autorità» afferma Yahoo, aggiungendo che le indagini condotte fin qui fanno pensare alla mano di un governo straniero dietro l'attacco.
Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Casa Bianca sono a conoscenza dei fatti. Negli ultimi tempi diverse società americane sono state vittime di attacchi hacker da parte di soggetti legati a governi stranieri, e i sospetti principali sono caduti su Russia e Cina. «Yahoo ha forti sospetti», si legge in una nota, «che dietro l'attacco hacker ci sia uno Stato straniero. Le intrusioni e i furti online da parte di hacker alle cui spalle ci sono governi stranieri sono diventati più comuni nell'industria tecnologia».
LE NOZZE CON VERIZON A RISCHIO. Le nozze fra Yahoo e Verizon non sono state ancora formalizzate: all'appello manca il via libera delle autorità e degli azionisti del motore di ricerca. L'impatto della conferma sull'operazione non è ancora chiaro ma, secondo gli analisti, potrebbe rendere la strada più in salita, soprattutto in termini di assunzione della responsabilità in un momento di transizione.
AD AGOSTO LE PRIME INDISCREZIONI. Le prime indiscrezioni su un possibile attacco hacker contro Yahoo risalgono ad agosto, quando l'hacker 'Peace' ha annunciato di aver messo in vendita i dati di 200 milioni di utenti. Yahoo si era detta consapevole dei rumors ma non aveva preso una posizione, avviando solo un'indagine interna. A livello di immagine,  lo schiaffo è pesante. Yahoo, consapevole dell'attacco, non ha invitato gli utenti a cambiare la password per precauzione, mostrandosi non reattivo.
COLPO PER L'AD MAYER. E chiedere la modifica ora potrebbe essere troppo poco e troppo tardi. Il cyberattacco rappresenta anche un nuovo colpo per Marissa Mayer, l'amministratore delegato di Yahoo, sulla quale erano state riposte le speranze del rilancio. Speranze però naufragate dopo anni di taglio costi e che hanno spinto Yahoo a mettersi in vendita. Mayer se lascia l'incarico nell'ambito dell'accordo con Verizon incasserà 44 milioni di dollari.

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