Auto, nuovi limiti alle emissioni: le cose da sapere

L'Europarlamento autorizza l'innalzamento delle soglie massime di inquinanti. L'Italia non si oppone. Legambiente: «Un favore alle case automobilistiche».

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04 Febbraio 2016

Una giornata da ricordare, quella di mercoledì 3 febbraio, per i produttori di automobili.
L'Europarlamento ha dato l'ok ai nuovi test su strada sulle emissioni auto diesel (che sostituiranno quello in laboratorio), ma ha bocciato l'emendamento che avrebbe messo il veto sull'innalzamento dei limiti alle sostanze nocive.
AULA SPACCATA IN DUE. Una decisione che ha diviso l'Aula (323 voti contrari, 317 a favore e 61 astensioni), e che autorizza di fatto il raddoppio delle soglie di inquinanti consentite.
Andrea Poggio di Legambiente, raggiunto da Lettera43.it, ha bollato le nuove regole come «una gentile concessione alle case automobilistiche» e sottolineato le responsabilità politiche italiane che avrebbero sostenuto gli interessi dei big dell'automotive.

1. Le nuove regole: test su strada obbligatori dal primo settembre 2017

Le nuove norme, che entreranno in vigore il primo settembre 2017, introducono l'obbligo dei test su strada.
Sarà consentito ai prototipi di auto di superare del 110% il tetto massimo degli 80 milligrammi di ossidi di azoto (NOx) per chilometro. 
Dal primo settembre 2019 questa soglia riguarderà tutti i modelli auto. 
DAL 2020 TETTO DI 120 MILLIGRAMMI DI NOX. Dal primo gennaio 2020, poi, durante i test sarà consentito un tetto massimo di emissioni NOx di 120 milligrammi per i prototipi.
Regola che dall'anno successivo varrà per tutti i modelli.

2. La posizione dell'Italia: Roma voleva limiti tre volte superiori

Secondo i dati dello European environment bureau, la federazione di associazioni ambientaliste europee, a votare a favore delle case automobilistiche sono stati in particolare i rappresentati di Germania, Francia, Regno Unito e Italia, ovvero i Paesi che, come sottolinea Legambiente, contano il maggior numero di morti per patologie legate a emissioni di NOx.
CENTRODESTRA A FAVORE. «I parlamentari italiani del centrodestra si sono compattati per respingere il veto all'innalzamento dei limiti alle emissioni, mentre il centrosinistra si è astenuto», spiega Poggio, «se si fosse voluto si sarebbe potuto raggiungere un compromesso per arrivare a un margine di tolleranza del 20%».
Va anche ricordato, aggiunge, «che il governo tedesco spingeva per un limite di emissioni in fase test di due volte e mezzo superiore a quello attuale. Quello italiano ne propose uno a 240 milligrammi, ovvero tre volte maggiore».   
LA VIA (PPE): ABBIAMO RISPARMIATO TEMPO. I sostenitori della nuova normativa sottolineano che consentirà di far partire i test su strada già l'anno prossimo evitando ulteriori ritardi, e riducendo comunque lo sforamento delle emissioni che oggi, a causa dei test effettuati solo in laboratorio, superano del 400-500% i limiti.
Per il presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento Giovanni La Via (Ppe), «in caso di voto opposto avremmo perso un sacco di tempo, non avremmo avuto un quadro normativo di riferimento certo e da qui a un anno e mezzo avremmo dovuto cominciare tutto da capo, con un'altra proposta della Commissione, magari non diversa da questa».

3. La denuncia di Legambiente: «L'Ue inganna i cittadini»

«Il voto di mercoledì non è una sorpresa. Da una ventina d'anni l'Ue ha ingannato i cittadini sui test delle auto», ribatte l'esponente di Legambiente, «prima ha finto di non accorgersi che le auto diesel inquinavano cinque volte più dei limiti stabiliti dalla legge, ora che con le prove su strada non si potranno più fare imbrogli ha deciso di concedere ampi margini con la scusa che ancora i test non sono affidabili al 100%».
«NESSUNO RISPETTA I LIMITI». La verità sarebbe quindi un'altra: «Se fossero passate soglie più strette si sarebbe bloccato il mercato, perché nessuna casa rispetta i famosi limiti di 80 milligrammi di ossidi d'azoto». Eppure le tecnologie per abbattere le emissioni esistono: «Vero, ma le case produttrici non le vogliono adottare perché abbattono le prestazioni delle vetture».
Poggio conclude con una riflessione riguardo al diesel: «Quello pulito al momento non esiste. Persino i sistemi anti-inquinamento causano un aumento delle emissioni. Puntare sul diesel invece che sulla benzina è stato un errore. Il futuro? L'auto ibrida o quella completamente elettrica».

 

Twitter @PierLuigiCara

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