Automobili a guida autonoma: scenari e rischi

Le macchine senza guidatore arrivano nel 2020. Nissan e Mercedes in prima fila. Con Apple e Google. Ma tra hacker, radar ingannati e falle la sicurezza è lontana.

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24 Gennaio 2016

Il telefilm Anni 80 Supercar ci ha fatto pregustare in tempi non sospetti l'idea di salire a bordo di un'auto a guida autonoma.
Ora quel futuro sta diventando realtà.
Certo, le immagini dei prototipi di Google Car apparse nei media non hanno molto a che vedere con l'imponenza della mitica Kitt, ma vetture di questo genere sembrano destinate a rivoluzionare il mercato automotive.
OBAMA STANZIA 4 MILIARDI. Un report della banca d'affari Morgan Stanley si è spinto a dire che la trasformazione possa avvenire «in tempi più rapidi e in misura molto più imponente di quanto sia immaginabile».
A crederci è anche il presidente Usa Barack Obama che ha incluso nella proposta di budget 2017 una richiesta di 4 miliardi di dollari da investire in 10 anni nelle auto del futuro.
DRIVERLESS CAR TAPPA OBBLIGATA. Paolo Martino, consulente senior Automotive & Transportation per Frost & Sullivan, spiega a Lettera43.it che «tutti i produttori dovranno arrivare alla driverless car, i tempi saranno rapidi, ma per i modelli destinati al grande pubblico c'è ancora tempo».

  • Chris Urmson di Google spiega come funzionano le macchine senza conducente.

Le case automobilistiche interessate: Nissan e Mercedes in prima linea

Ormai tutte le case automobilistiche, con un impegno diverso, stanno lavorando alle auto che sfruttano sensori, Gps e intelligenza artificiale arrivando a destinazione senza l'intervento umano.
«In prima linea troviamo Nissan e Mercedes», sottolinea l'analista.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE. La casa nipponica ha presentato un Intelligent Drive System (Ids), una tecnologia che rende il veicolo autonomo.
«Al momento si presenta ancora come un groviglio di cavi e centraline», prosegue Martino, «ma si tratta di un sistema molto promettente utilizzato con successo per un test drive nel traffico di Tokyo».
MACCHINA SUPERCONNESSA. Mercedes scommette invece su una macchina superconnessa, considerata come uno degli esperimenti più interessanti.
Altre tecnologie, come il Concept 26 di Volvo, sono più focalizzate sui sistemi di sicurezza.
Toyota invece ha investito un miliardo di dollari per sviluppare l'intelligenza artificiale alla base della guida autonoma.
 

  • La driverless Mercedes-Benz F 015.

La minaccia dei big dell'hi-tech: Apple e Google

«La più grossa minaccia ai produttori di auto tradizionali è rappresentata da player quali Apple, Google e Faraday Future, sicuramente molto in vantaggio in termini tecnologici», chiarisce l'analista di Frost.
BUSINESS MODEL DELL'IPHONE. La società di Cupertino, che avrebbe assunto numerosi esperti per sviluppare le tecnologie di guida autonoma, vuole adottare per la sua auto lo stesso business model che usa per gli iPhone, ovvero esternalizzanre la sua produzione.
Cominciano intanto a nascere alleanze: Ford, che ha portato a 30 la sua flotta di driverless car, ha stretto un accordo con Amazon per connettere i veicoli alle smart home tramite l'assistente vocale Echo.
ACCORDI NON VINCOLANTI. Google, che da tempo testa le sue Car in California e probabilmente rappresenta l'avanguardia, punta invece a lavorare con più case, siglando accordi non vincolanti.
Come quello siglato con Ford a dicembre 2015.
Ma anche le Tlc, come ricorda Martino, non stanno a guardare: «Vodafone realizza sistemi di infotainment studiati appositamente per Porsche».
 

  • Il filmato di presentazione della Google Car.

I problemi: rischio hacker e infrastrutture inadatte 

Strada spianata quindi per le auto a guida autonoma? Non proprio.
L'analista vede «tra i problemi del futuro quello della gestione del rischio hacker. Al momento le aziende stanno cercando di risolverlo creando nuovi protocolli».
Il rischio è quindi che dall'esterno qualcuno possa prendere il controllo dell'auto, decidere dove farla andare e creare incidenti.
RADAR INGANNATI DAI LASER. Alcuni test hanno mostrato anche che i sensori delle driverless possono entrare in confusione se tempestate da finti segnali della presenza di altre auto: il Lidar, una sorta di radar usato nei prototipi, è stato ingannato da un banale puntatore laser.
NON SONO PRONTE PER LA STRADA. Ma c'è un'altra domanda da porsi: quanto siamo pronti a livello infrastrutturale?
«La Google Car ha già fatto alcuni incidenti: non per colpa sua, ma perché le auto normali non rispettavano il codice della strada. Manca un sistema che dia informazioni sul traffico alle macchine autonome, manca la connettività tra veicoli e strada. La National League of Cities, l'ente Usa che raggruppa comuni e municipalità, è stata netta: le driverless non sono ancora pronte».
GIÀ NECESSARI 341 INTERVENTI UMANI. Del resto la stessa Big G, in un report 2015, ha messo in evidenza che in 14 mesi di sperimentazioni è stato necessario un intervento umano in 341 occasioni per evitare incidenti legati a falle del software.  
Insomma, problemi tutt'altro che banali che potrebbero comportare rallentamenti nell'adozione delle nuove tecnologie.
GLI USA ADEGUANO LE NORME. A questi temi va aggiunto il fatto che andrebbe aggiornato l'intero quadro normativo dei singoli Paesi per adeguare il codice della strada.
Per questo il dipartimento dei Trasporti Usa sta lavorando con le case automobilistiche per mettere a punto linee guida che aumentino la sicurezza del settore.
Si tratta di norme che i singoli Stati possono applicare in caso di ok alle auto senza guidatore.
Le misure saranno omogenee, in modo da consentire alle case automobilistiche di muoversi su un unico quadro normativo.
 

  • Le auto a guida autonoma presentate a Detroit a gennaio 2016.

Tempistiche incerte: il 2020 è l'anno dell'approdo?

Nissan si mostra ottimista indicando come data di approdo il 2020.
«Intanto va ricordato che chi arriverà tardi nelle produzione di vetture a guida autonoma sarà un follower. Se una casa automobilistica attenderà troppo correrà il rischio che i big player occupino tutti gli spazi disponibili togliendo possibilità di entrare nel settore. Il 2020 pare comunque una data plausibile», spiega l'analista.
MA TESLA HA FRETTA. Ma c'è chi ha ancora più fretta.
L'eccentrico Elon Musk, patron di Tesla Motors, l'azienda che produce auto elettriche di lusso, si è sbilanciato e ha annunciato che alla sua azienda mancano solo due anni al raggiungimento delle vetture completamente autonome.
FIAT ASPETTA ANCORA. E la Fiat come si sta muovendo?
«Il Lingotto ha sempre adottato una tecnica wait and see, ovvero aspetta e stai a guardare», conclude Martino.
«Probabilmente sta già lavorando a qualche prodotto magari puntando su sistemi che si presentano come guida autonoma ma di base sono nuovi sistemi di sicurezza. Fiat ha un mercato più di massa e, considerato che i primi modelli di driverless car saranno presumibilmente inaccessibili, entrerà nel settore sicuramente dopo il fatidico 2020». 
MENO AUTO NEL FUTURO. Intanto gli analisti di un'altra banca d'affari, Barklays, prevedono che le vetture a guida autonoma saranno presenti nella vita delle famiglie americane per il 2040 con una riduzione di auto per casa dall'attuale 2,1% all'1,2%.
La driverless potrà portare prima al lavoro i genitori, poi i bambini. Con un impatto importante sul mercato automotive: si passerà da 11 milioni di auto vendute l'anno a 3,8 milioni di auto a guida autonoma.

Twitter @PierLuigiCara

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