Banca Etruria e i favori per l'azienda vicina al Pd

La Gdf indaga sulla Td Group di Castelli. Che fondò Symbola del dem Realacci. Appalti nella Firenze di Renzi, lavori in Toscana: i dubbi sui conflitti d'interessi.

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13 Gennaio 2016

Un momento della protesta dei risparmiatori davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo.

(© Ansa) Un momento della protesta dei risparmiatori davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo.

Oltre a Pierluigi Boschi - padre del ministro per le Riforme Maria Elena ed ex vice presidente della banca - iniziano a emergere nuovi collegamenti con la politica italiana nell'inchiesta della procura di Arezzo sul crac di Etruria, istituto di credito inserito nel decreto Salva banche del governo.
FARI SULLA TD GROUP SPA. Gli inquirenti hanno acceso un faro sulla Td Group Spa di Valterio Castelli, società pisana nata nel 1981 tra le più importanti a livello nazionale nel settore di software e informatica per la pubblica amministrazione.
Ma in particolare si tratta di una realtà imprenditoriale molto vicina al mondo del centrosinistra e del Partito democratico, sia del vecchio mondo Ds sia di quello nuovo del premier Matteo Renzi.
FONDATORE DI SYMBOLA. Tanto che Castelli è stato nel 2005 uno dei fondatori della Fondazione Symbola del deputato ex Ulivo, Margherita e ora renziano di ferro Ermete Realacci, “aggregatore” di eccellenze che 10 anni fa annoverava tra i suoi promotori anche il banchiere ex Unicredit Alessandro Profumo e l'ex numero uno di Mps Giuseppe Mussari.
NEL 2008 FATTURATO DI 60 MILIONI. Del resto Castelli - che è anche azionista di maggioranza di Citypost insieme con Sviluppo imprese centro Italia (Sici), società di gestione del risparmio costituita dai principali operatori bancari tra cui la stessa Banca Etruria - nel 2008 aveva superato i 60 milioni di euro di fatturato con più di 500 collaboratori.
E nel 2012 raccontava a Il Sole 24 ore le sue difficoltà economiche con la pubblica amministrazione.
«La metà del nostro fatturato deriva dal settore pubblico, che però paga normalmente a sei-otto mesi», spiegava il numero uno di Td Group.
CASTELLI: «POCO OSSIGENO DALLE BANCHE». «E siccome le banche non danno più ossigeno, anzi stanno praticando una stretta fortissima sia in termini di volumi degli impieghi sia di condizioni, con tassi d'interesse a due cifre, la capacità di resistenza delle aziende è ormai allo stremo».
PARTNERSHIP CON LA REGIONE TOSCANA. Negli ultimi anni però non sarebbe andata così male per Td Group, come ha spiegato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli, che sul tema ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere «se nella partnership con la Regione Toscana la Td Group ha avuto collaborazioni economiche e, in caso di risposta affermativa, di quale entità e in quante e quali circostanze questa partnership si è sostanziata» e «a quanto ammonti, in totale, la cifra erogata negli ultimi 10 anni dalla Regione Toscana per beni, servizi, o qualsiasi altra fornitura».

Lavori persino nella Firenze di Renzi

La sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo.

La sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo.

Secondo Donzelli la Regione governata da Enrico Rossi avrebbe erogato in due anni alla Td Group «almeno 850 mila euro per forniture e formazione nel campo della digitalizzazione telematica».
Non solo. Td Group nel 2014 ha avviato anche un partnership con Anci Toscana, ora presieduta dal renzianissimo sindaco di Prato Matteo Biffoni, dando il via a FormarSI, aggiudicandosi la gara in Regione per la gestione dei «percorsi formativi in tema di innovazione dell'azione amministrativa».
INCONTRO COI RENZIANI. È poi del 2015 l'incontro con il consigliere regionale Antonio Mazzeo, candidato capolista del Pd al Consiglio Regionale, anche lui renziano, che vide appunto «i collaboratori di Td Group per parlare di quello che la Regione può fare sia come supporto alle imprese per intercettare e portare sul territorio investimenti e finanziamenti».
Negli anni Td Group ha spesso lavorato con la pubblica amministazione di centrosinistra, persino con il Comune di Firenze quando c'era proprio Renzi, anche se lui arrivò qualche mese dopo.
APPALTO DA 150 MILA EURO. Nel marzo del 2009 Castelli vinse un appalto da 150 mila euro per la gestione dei pc.
Poca cosa rispetto al maxi appalto vinto con il consorzio Cdc nel 2011: una gara da 38,6 milioni per il datacenter regionale toscano che aveva avviato sempre Rossi, insediato nel 2010.

L'azienda aveva rapporti stretti con “l'anima nera” Nataloni

Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme.

(© Ansa) Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme.

L'azienda, come detto, è una delle 14 perquisite dalla Guardia di finanza aretina, ma è soprattutto quella che avrebbe avuto il rapporto più stretto con “l'anima nera” (copyright La Stampa) Luciano Nataloni, ex consigliere dell'istituto di credito, commercialista di Firenze con studio in via Mantellate a due passi da quello del tesoriere del Pd Francesco Bonifazi (caso vuole che entrambi siano titolari di due società con nomi simili: Mantellate Srl e Mantellate Nove Srl), collezionista di poltrone in diverse cooperative rosse, indagato per «omessa comunicazione di conflitto d’interessi».
SOFFERENZE ALLE BANCHE. Secondo gli inquirenti la Td Group, nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni raccontate sui quotidiani dallo stesso Castelli, sarebbe stata una delle società che avrebbe portato maggiori sofferenze alla banca ottenendo finanziamenti senza garanzie di rientro. 
DOSSIER SUI CONFLITTI DI INTERESSI. A dirlo sono stati gli stessi ispettori di Bankitalia nella relazione che portò Etruria al commissariamento nel febbraio del 2015, riferendosi al periodo dal 2013 al 2014, quando vice presidente era proprio papà Boschi.
Ne scrisse il Corriere della sera il 15 dicembre 2015, spiegando che «nel dossier degli ispettori di Bankitalia veniva evidenziato come pratiche di finanziamento per 185 milioni si siano svolte in situazioni di 'conflitto d’interessi' generando 18 milioni di perdite».
E subito dopo si parlava del ruolo di Rosi (l'ex presidente Lorenzo anche lui indagato) e di due pratiche di finanziamento intestate a Nataloni: una da 5,6 milioni di euro riguardante la società “Td Group”.

I documenti anonimi e le consulenze

Ermete Realacci.

Ermete Realacci.

Ma l'azienda di Castelli potrebbe rappresentare qualcosa di più, come hanno raccontato Huffington Post e il Giornale, citando un documento inedito inviato al presidente dell'associazione vittime del salva banche Letizia Giorgianni, che testimonierebbe appunto il conflitto di Nataloni.
Che da un lato aiutava l'azienda tramite la banca e dall'altra intascava consulenze.
«FANNO I LORO COMODI». L'ultima appunto è quella pubblicata nella lettera anonima correlata da una nota: «Mentre le persone si ammazzano e si disperano, i delinquenti dello Studio associato continuano a fare il loro porco comodo (...) questi per i soldi farebbero di tutto».
Dopo le notizie apparse sui giornali Castelli si è difeso su La Nazione: «Siamo in fase, quasi definitiva, di ristrutturazione del debito. Lo studio Nataloni fa da advisor in questo piano, ma in totale sono coinvolte 12 banche, tra cui appunto, l’Etruria, di certo dunque non ci sono privilegi. Non si può operare in modo diverso, il comportamento deve essere uguale con tutti».
SUCCESSO NON COSÌ DURATURO. Come sembra lontano il 2006, quando Symbola e Realacci festeggiavano i 25 anni di Td Group con il cambio di sede: «Symbola, la fondazione per le qualità italiane presieduta da Ermete Realacci, si unisce al festeggiamento e si interroga sulla ricetta di un successo duraturo». Così non è stato. 


Twitter @ARoldering

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adl 14/gen/2016 | 12 :52

RIFLESSIONI DELLO STROMBOLO QUALUNQUE........................
......NELL'ERA DEL PD IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA CANTONIANA !!!!!!!
NON CI SONO I SOLDI PER I RISPARMIATORI FOXXUTI, ma :
1) Taluni raccontano che le banche in questione, hanno elargito credito a basso tasso d'interesse in senso ultrakeynesiano, ovvero detto nel gergo politicamente scorretto li hanno regalati agli amici degli amici. MA SE QUESTO NON SI CHIAMA VOTO DI SCAMBIO, QUANDO CAXXO SI APPLICA IL REATO DI VOTO DI SCAMBIO ??????
2) TALUNI RIFERISCONO, che in determinati casi si applica il sequestro per equivalente sul patrimonio dell'imputato. Se l'imputato è un partito, PER QUALE MOTIVO NON SI APPLICA IL SEQUESTRO SUL PATRIMONIO DELLE FONDAZIONI LEGATE A QUEL PARTITO ???????
3) SE NON CI SONO I SOLDI PER RIMBORSARE I RISPARMIATORI FOXXUTI ALTRIMENTI SI VIOLA LA NORMATIVA COMUNITARIA, quando si fanno 600 milioni di MEGASCONTI FISCALI ALLA APPLE, NON SI VIOLA LA NORMATIVA SUGLI AIUTI DI STATO ????????

Si attendono autorevoli risposte dei PROFESSORI CAPIAMO E CONOSCIAMO, nella trasmissione che prossimamente verrà mandata in onda dalle TV DEL DISSERVIZIO PUBBLICO A CANONE GARANTITO RISCOSSO IN BOLLETTA ENEL, della serie "ARRIVIAMO SEMPRE TROPPO TARDI".
La prima puntata avrà come titolo:

- "COME SI SCEGLIE UNA BANCA" (poiché BANCA D'ITALIA E CONSOB sono in tutt'altre faccende affaccendate per dirvelo e pronunciarsi al riguardo), cari risparmiatori premesso che il SISTEMA BANCARIO E' IL PIU' SOLIDO D'EUROPA, ai sensi e per gli effetti dell'art. 47 DELLA COSTITUZIONE PIU' BELLA E DISAPPLICATA DEL MONDO, fate voi tanto sono sempre e comunque CAXXACCI VOSTRI !!!!!!

Canoi 13/gen/2016 | 21 :18

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