Costume da profughi in vendita, bufera su Amazon

L'azienda cancella l'annuncio dopo le polemiche: «Messo da un privato».

23 Gennaio 2016

L'annuncio su Amazon che mette in vendita dei costumi da profugo per bambini.

(© Ansa) L'annuncio su Amazon che mette in vendita dei costumi da profugo per bambini.

Pirati, moschettieri, Robin Hood, Tartarughe ninja. Sono sempre stati questi i protagonisti delle feste di Carnevale per bambini. Ma siccome i tempi passano e l'attualità detta le nuove tendenze, un'azienda inglese ha pensato di aggiungere un nuovo costume: quello del piccolo profugo.
DA 24 A 36 EURO. Il costo? Da 24 euro a 36 per le taglie più grandi, compresa valigia in finta pelle marrone da tenere in mano.
L'annuncio, apparso su Amazon.it, ha scatenato una valanga di proteste e il colosso delle vendite online è stato costretto velocemente a rimuoverlo.
Della vicenda si è occupata Famiglia Cristiana, che ha riportato la proposta commerciale con la foto del vestito, in versione maschile e femminile.
VESTITI COME I MIGRANTI DI INIZIO NOVECENTO. Nel primo caso si tratta di pantaloni marroni molto larghi, gilet grigio, camicia e coppola. Quello femminile è lungo fino alle caviglie con una cintura sottile in vita. Probabilmente gli 'stilisti' si sono ispirati all'abbigliamento degli emigranti del secolo scorso che dall'Europa partivano verso l'America.
L'annuncio ha però avuto vita breve, essendo stato sommerso da messaggi critici dei clienti Amazon. «Costume da profugo?», si legge in uno, «ma come si fa a vendere un articolo del genere con il tag profugo? Andate a farvi un giro tra i veri profughi così vi rendete conto della vostra stupidità».
CARITAS: «AMAZON COMPRI UN CAPPOTTO A UN PROFUGO». Amazon è quindi corsa subito ai ripari rimuovendo l'offerta e negando proprie responsabilità. «Gli articoli», ha scritto l'ufficio stampa, «sono offensivi nel modo in cui sono presentati e tale articolo è potuto apparire perché ci sono venditori terzi che inseriscono i loro prodotti su Amazon come market place. Non appena abbiamo avuto segnalazioni dagli utenti ci siamo mossi per rimuovere l'articolo di pessimo gusto».
Duro il commento di Oliviero Forti, responsabile nazionale Caritas emigrazioni: «Forse l'azienda potrebbe investire gli stessi soldi per comprare un giubbino per un bambino che magari si trova in questo momento in mezzo al mare. Un messaggio commerciale del genere in un momento storico così delicato è davvero vergognoso e da stigmatizzare».

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