Facebook, arrestato il vicepresidente America Latina Diego Dzodan

Il dirigente arrestato a San Paolo. Rifiutò di inviare dati di WhatsApp.

01 Marzo 2016

Diego Dzodan, vicepresidente di Facebook per l'America Latina.

Diego Dzodan, vicepresidente di Facebook per l'America Latina.

Dopo Apple, tocca a Facebok finire nei guai con la giustizia per la difesa della privacy.
La polizia federale brasiliana ha infatti arrestato a San Paolo Diego Dzodan, il vicepresidente per l'America Latina della compagnia di Marck Zuckerberg: le forze dell'ordine hanno agito su mandato disposto da un giudice della città di Lagarto, nello Stato di Sergipe.
MESSAGGI TRA NARCOS. Il motivo del provvedimento, secondo gli agenti, è stato il rifiuto da parte di Facebook di girare alla giustizia brasiliana dati di WhatsApp (che appartiene alla nota piattaforma sociale) relativi a sospetti narcotrafficanti.
Le indagini sono iniziate a seguito di un sequestro di droga nella città di Lagarto.
Il giudice Marcel Montalvão aveva chiesto a Facebook lo username di un account WhatsApp sul quale erano registrate informazioni sul traffico di sostanze illecite.
Facebook, che ha respinto la richiesta del giudice, è stata costretta a pagare per 30 giorni una multa quotidiana di un milione di reais (l'equivalente di 230 mila euro).
WHATSAPP GIÀ BLOCCATO IN PASSATO. Non è la prima volta che il social dice no alla giustizia brasiliana.
Recentemante il tribunale di San Paolo avevav imposto agli operatori di telefonia il blocco di WhatsApp per 48 ore (durato poi poco più di 12) dopo che la compagnia si era rifiutata di condividere informazioni riguardanti scambi di messaggi tra i membri di una banda.
FACEBOOK: «SIAMO AMAREGIATI». «Siamo amareggiati», ha commento un portavoce di Facebook. «Si tratta di una decisione estrema e non proporzionata». «Siamo sempre stati disponibili a collaborare con le autorità e continueremo a esserlo», ha aggiunto. «Siamo molto delusi del fatto che l'applicazione della legge sia arrivata a questo punto estremo», ha invece commentato in una nota  WhatsApp. «Abbiamo collaborato al massimo delle nostre capacità in questo caso e se da una parte rispettiamo il lavoro importante delle forze dell'ordine, dall'altra siamo fortemente in disaccordo con la loro decisione».

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