Finmeccanica, arresti per tangenti e fondi neri

In manette, tra gli altri, Borgogni.

24 Marzo 2014

Lorenzo Borgogni è stato il braccio destro dell'ex amministratore di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini.

(© ImagoEconomica) Lorenzo Borgogni è stato il braccio destro dell'ex amministratore di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini.

L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, ha portato il 24 marzo all'arresto di due ex dirigenti del gruppo Finmeccanica.
Ai domiciliari, per fondi neri e tangenti, sono finiti Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne, e Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management (azienda del gruppo Finmeccanica), oltre a due imprenditori romani: Vincenzo Angeloni e Luigi Malavisi. Una analoga misura era stata richiesta anche per l'ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, indicato come destinatario di parte delle mazzette, ma il gip non ha accolto l'istanza.
Le accuse contestate sono di associazione per delinquere e corruzione. 
FONDI IN NERO ALL'ESTERO. I militari del nucleo di polizia tributaria, diretti dal colonnello Nicola Altiero, hanno sequestrato 28 conti correnti e due cassette di sicurezza. Gli inquirenti hanno quantificato le tangenti in 4 milioni di euro, di cui almeno 800 mila sarebbero finiti nelle tasche degli stessi imprenditori incaricati di prelevarle.
Dalle indagini è emerso che sarebbero stati costituiti fondi neri all'estero (in Delaware e in Svizzera), costituiti attraverso un sistema di false fatturazioni e fatturazioni gonfiate tra la Selex service management e diverse società affidatarie «compiacenti» finalizzati al pagamento di tangenti destinate ai vertici del gruppo industriale.
PERQUISIZIONI A CARICO DI GUARGUAGLINI. Nell'ambito della medesima inchiesta, la guardia di finanza ha effettuato perquisizioni a carico dell'ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, che risulta indagato, e dell'imprenditore Giovanni Sabetti.
Gli sviluppi delle indagini sono collegati alle rivelazioni di alcuni imprenditori coinvolti nella prima fase dell'inchiesta Sistri: i fratelli Sabatino e Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.
RUOLO CENTRALE PER ANGELONI. Un ruolo centrale sarebbe stato ricoperto da Angeloni, dentista e amico di Guarguaglini, che per i pm avrebbe rappresentato una sorta di «braccio operativo dei vertici di Finmeccanica occupandosi delle somme di denaro illecitamente accumulate da recapitare ai vertici del gruppo industriale».
Secondo il racconto degli imprenditori che stanno collaborando con i magistrati, il denaro, depositato presso una banca svizzera, sarebbe poi tornato in Italia attraverso «spalloni» e, dopo essere stato custodito in un doppio fondo della libreria di Maurizio Stornelli, sarebbe stato portato all'interno di borsoni della società calcistica Pescina Valle del Giovenco al settimo piano della sede di Finmeccanica, dove erano gli uffici di Borgogni e Guarguaglini. A consegnare materialmente le somme lo stesso Angeloni.
IPOTESI TANGENTI A POLITICI. Dalle carte dell'inchiesta spunta anche l'ipotesi di tangenti destinate a «sponsor politici» dei vertici del gruppo. Maurizio Stornelli ha riferito di notizie a suo dire apprese da Nicola Lobriglio, titolare della società Sedin, che avrebbe ottenuto subappalti dal gruppo industriale. Lobriglio gli avrebbe raccontato che «tramite Borgogni aveva provveduto a finanziare con i soldi delle commesse ricevute da Finmeccanica i suoi sponsor politici, e segnatamente l'onorevole Lorenzo Cesa».
Secca la replica alle dichiarazioni «de relato»: il segretario dell'Unione di centro ha detto di «non essere al corrente di nessuno degli episodi descritti e si dichiara totalmente estraneo a quanto gli verrebbe attribuito da terzi» e confida «nell'attività di approfondimento della magistratura, con la certezza che al più presto verrà fatta la necessaria chiarezza sulla vicenda».

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Canoi 25/mar/2014 | 14 :40

Stando alla sola lettura dei giornali il ruolo di Borgogni nella machina del fango che sta travolgendo Finmeccanica risulta centrale. Quanto alle operazioni mediatico-giudiziarie di cui scrivono gli "scriventi" e in particolare L.C. e Ciran bisogna ricordare la madre di tutte le operazioni di spogliatura quella passata alla Storia come "Mani Pulite" quando fu regalato il tesoro di Stato e in primis le banche.

marcogalli 24/mar/2014 | 13 :12

... a proposito di dirigenti che in caso di riduzione di stipendio andranno all'estero.
là ammesso che troviate lavoro ... vi tagliano le MANI

Ciran 24/mar/2014 | 11 :48

Spolpare le casse dello Stato
attraverso "conti criptati" giacenti in Stati Canaglia, questo è lo sport nazionale preferito dai sedicenti manager italioti. Stessa cosa di quegli schifi dei politicanti.
A questo punto meglio SVENDERE tutto agli stranieri, ci fotterebbero ugualmente, ma almeno lo farebbero alla luce del giorno (vedi Parmalat).

gallero 24/mar/2014 | 09 :59

magna magna,altro che crescita
adesso comprendiamo meglio a cosa servono le aziende,piu o meno strategiche,di stato,o di ente locale,le municipalizzate,le partecipate,l'acqua pubblika,e quant'altro okkupato dai partiti,a distrubuire fondi neri,tangenti (salvo poi prendersela con le mafie che impongono il pizzo),come mai Alitalia durò tanto a lungo pubblika,e come mai fu poi salvata a carico dei contribuenti,perchè ..strategica,si ..per far volare gratis la casta e suoi amici e parenti?come mai Cimoli,che non risanò un tubo,nè in FS nè in Alitalia,fu tuttavia coperto d'oro,come mai Fincantieri mantiene 8 cantieri senza avere commesse di navi proporzionate,ecc

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