Frontex, quanto costa all'Ue l'agenzia per il controllo delle frontiere

L'agenzia ha avuto a disposizione 642 milioni di euro in 10 anni.

di Angelica Giordani

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23 Agosto 2014

Varsavia: una protesta davanti alla sede della Frontex.

Varsavia: una protesta davanti alla sede della Frontex.

Circa 642 milioni di euro in 10 anni.
Un discreto flusso di denaro finito nelle casse di Frontex per la gestione dell’immigrazione. Con risultati tutti da verificare.
Già, perchè se Frontex ha ragione a dire che non dispone di mezzi propri e sono i Paesi Ue a fornirle dotazioni, mezzi e perfino le regole d’ingaggio, è anche vero che la struttura ormai c’è e ha un suo costo.
Lettera43.it ha analizzato i bilanci dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, istituita a ottobre del 2004 e operativa - con sede a Varsavia - da maggio 2005, ricostruendo entrate e spese di questi primi 10 anni di vita.
DAL 2005 HA AVUTO 64 MILIONI ALL'ANNO. Che cosa ne emerge?
Dal 2005 a oggi, sono entrati a Frontex in media 64 milioni di euro all’anno (quasi totalmente finanziati dai Paesi Ue attraverso i sussidi della Commissione europea).
Entrate sempre cresciute fino al 2011, quando la somma ha toccato quota 115,5 milioni di euro. Poi, i tagli decisi dai governi europei per la crisi economica hanno imposto una sforbiciata anche all’agenzia che, nell’anno in corso, può contare su un budget di 89,2 milioni di euro.
Come sono stati spesi i soldi?
Va subito detto che più della metà degli stanziamenti è servita per le operazioni di controllo alle frontiere terrestri, marittime e aeree dell’Ue. E alcuni milioni sono stati utilizzati per il rimpatrio di immigrati (in genere, con voli verso le rispettive terre di origine). Ma le spese amministrative sono cresciute negli anni, di pari passo con l’organico.
SPESE AMMINISTRATIVE PER 32 MLN. Ed è qui che l’analisi rivela qualche sorpresa.
Nel 2013 le spese amministrative assorbono oltre 32 milioni di euro su un bilancio di 83. Solo il bilancio dell’ultimo anno, appena pubblicato, mostra che le spese operative ammontano a 49,7 milioni di euro (su un totale di 83 milioni) ma la voce amministrazione assorbe ben 32,9 milioni di euro: 18,5 milioni per il personale, altri 3 per spese correlate e altri 14,5 milioni per altre spese amministrative.
Frontex può contare su uno staff di 317 persone fra funzionari in pianta stabile (152), agenti a contratto (87) ed esperti nazionali distaccati (78).
Rispetto a questo numero, l’organico effettivo è oggi di poco inferiore (310).
Nell’ultimo triennio, il personale dell’agenzia è aumentato di qualche unità. Eppure, nello stesso arco di tempo, alla voce “recruitment” (ovvero, selezione del personale) stanziati nel budget ci sono ben 431 mila euro.
Stando al rapporto finanziario della stessa Frontex, sono state avviate 31 selezioni per posti vacanti. E questa cifra, quasi certamente, non comprende la ricerca del “numero uno” dell'agenzia.
La poltrona più alta, come noto, è vuota da giugno per improvvise dimissioni del finlandese Ilkka Laitinen (rientrato nel suo Paese).
Dei cinque candidati sul tavolo, nessuno è stato ritenuto adeguato alla sostituzione, compreso lo spagnolo Gil Arias che (come vicedirettore di Frontex) sta facendo le veci in attesa del nuovo direttore (le candidature si sono chiuse il 14 luglio). L’affitto della sede supera i 5 milioni di euro.

L'affitto della sede lievitato da 120 mila euro a quasi 3 milioni in 10 anni

Varsavia: la sede di Frontex, agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea.

Varsavia: la sede di Frontex, agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea.

Altra sorpresa arriva dall’affitto della sede a Varsavia.
Il costo era di appena 120 mila euro nel 2005, ma inizialmente l’agenzia aveva meno di 50 dipendenti.
Oggi, il quartier generale di Frontex si estende su due piani (il 22 e il 23) in un grattacielo nella parte moderna della capitale polacca: 7.275 metri quadrati di uffici e 223 di parcheggio (secondo quanto riportato in bilancio).
L’edificio, un tempo di proprietà di Mgpa Europe Fund, gruppo d’investimento immobiliare euro-asiatico, è stato acquisito nel 2013 dal fondo americano BlackRock. Il canone ha superato i 2 milioni di euro nel 2009 e sfiorato i 3 milioni nel 2011.
POLONIA PRINCIPALE BENEFICIARIA DELL'INDOTTO. Ma, nell’ultimo triennio, il budget prevede per affitto e spese associate (fornitura di acqua, luce, riscaldamento ecc) un aumento di oltre 1 milione di euro, fino a toccare cifra 5,2 milioni nel 2014.
Eppure, nonostante il boom immobiliare della Polonia, Varsavia resta una delle capitali europee più abbordabili. Il Paese è il principale beneficiario: 74 contratti per 2,6 milioni di euro.
Altre indicazioni rilevanti arrivano dall’esame dei contratti stipulati da Frontex, fra i 15 mila e i 60 mila euro (soglia entro la quale c’è ora obbligo di rendicontazione).
Si tratta di 117 contratti fra il 2008 e il 2013 per la fornitura di prodotti o servizi all’agenzia.
Ebbene, senza sorprese vista la sede a Varsavia, il principale ritorno economico lo ha la Polonia: ben 74 di questi contratti, infatti, sono stati siglati con aziende locali per un totale di circa 2,6 milioni di euro. Per il resto, è il Regno Unito a beneficiarne più di altri Paesi Ue (16 contratti a suo favore).
Fra le spese, analizzate da Lettera43.it, c’è un po’ di tutto: oltre 270 mila euro sono stati spesi per finanziare otto studi indipendenti, altri 90 mila euro sono sfumati per l’affitto di sale conferenze (sempre all’interno dello stesso grattacielo della sede) due volte nel 2012 e una volta nel 2013.
OLTRE 40 MILA EURO PER LE COMPOSIZIONI FLOREALI. Ci sono, poi, 21.300 euro per il servizio interpreti di una conferenza a ottobre 2013 fornito dall’Agence Gemra di Varsavia.
La stessa alla quale Frontex aveva fatto ricorso per un meeting nel 2012: in quel caso, però, l’evento si svolgeva a Cipro e i costi erano lievitati a 50.451,11 euro (perché non prenderla in loco?). Spesi 54.450 euro per due cene natalizie e 43.274 euro di fiori.
Sempre nel 2012, risultano un contratto di 18 mila euro per la fornitura di bandiere (complete di aste) da mettere all’esterno della sede, 17.164 euro per te, caffé e altri prodotti, quasi 57 mila euro per la fornitura del materiale da ufficio con il nuovo logo di Frontex.
E ancora, 43.274,20 euro di composizioni floreali (dal fiorista “Art” di Varsavia): una cifra niente male se si calcola il (basso) costo della vita nella capitale polacca.
Nonostante i venti di crisi, poi, nel 2013 è stato concluso un contratto di 59.747,37 euro con la Grupa 5 Architekci per la fornitura di servizi (non meglio precisati) di «interior design».
E anche la spesa per il «Christmas party» è aumentata: se nel 2012 la cena natalizia presso il Belvedere Cafè era costata 24 mila euro, l’anno scorso al Royal Starman Bristol se ne sono spesi 30.450.
Bazzecole rispetto ai vertiginosi sprechi registrati altrove.
Ma, certo, una domanda sorge spontanea: quale è il ritorno per la gestione dell’immigrazione?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Berto 23/ago/2014 | 18 :07

FRONTEX
Un gran carrozzone che corre veloce sulla via degli sprechi ...intanto però la gente continua a morire in mare!
Ma bravi !

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