Generali, il futuro di Greco è sempre più in bilico

È bravo, ma indisponente con gli azionisti. Così, a tre mesi dall'assemblea delle Generali, potrebbe abbandonare Trieste. In caso di addio, destinazione Zurich.

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26 Gennaio 2016

L'amministratore delegato di Generali, Mario Greco.

(© Imagoeconomica) L'amministratore delegato di Generali, Mario Greco.

Mancano poco più di tre mesi all’assemblea della Assicurazioni Generali, il più grande gruppo finanziario del Paese, e nulla ancora si sa di certo sui destini di Mario Greco.
L’amministratore delegato della compagnia è in scadenza come l’intero Consiglio d’amministrazione con l’assemblea di aprile, e quello che tutti fino a poco tempo fa davano per certo, ovvero il rinnovo del suo mandato per un altro triennio, ora non è più così sicuro. Anzi, il diretto interessato risulterebbe non disponibile a un rinnovo del mandato al vertice della compagnia, anche se al momento non avrebbe ancora formalizzato una lettera di dimissioni.
Greco, manager dal carattere difficile ma di provata competenza, ha ricevuto un’offerta molto allettante da Zurich, il colosso svizzero delle assicurazioni che il manager lasciò nel 2012 proprio per trasferirsi a Trieste prendendo il posto dell’ex numero uno Giovanni Perissinotto.
I RISULTATI SONO POSITIVI. Dopo un periodo di idillio, però, qualcosa si deve essere rotto tra lui e i suoi azionisti, a quanto pare non certo per motivi di business visti i buoni risultati ottenuti (1,7 miliardi di utile nei primi nove mesi del 2015, un +8,7% rispetto al 2014 dove peraltro erano stati già centrati con anticipo tutti gli obiettivi dell’anno successivo).
Secondo alcune fonti interne, i primi dissidi risalirebbero addirittura all’aprile scorso, quando Greco chiese con un anno di anticipo sulla scadenza dell’incarico di essere confermato fino al 2018.
Una prassi insolita per il Leone, che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno tra i blasonati soci.
TENSIONI TRA GRECO E GLI AZIONISTI. Mediobanca, che di Generali è il primo azionista, non avrebbe gradito la richiesta. E il suo amministratore delegato Alberto Nagel gliel’avrebbe comunicato senza mezzi termini in un colloquio non privo di qualche tensione.
Ma la cosa sembrava doversi fermare lì, perché nessuno tra i soci aveva intenzione di mettere in discussione il manager e il suo operato.
Il rinnovo era dunque implicito, ma per esplicitarlo si intendeva procedere rispettando le scadenze.
A Greco era stato solo chiesto di cominciare a coltivare un successore in azienda, visto che erano cominciate a circolare le voci di un interesse della concorrenza nei suoi confronti.
CONTRATTO PIÙ RICCO. Una esortazione che ha insospettito Greco, che l' ha presa come un avviso di sfiducia, convincendosi da allora sempre di più che i suoi azionisti (Mediobanca, Caltagirone, Leonardo Del Vecchio e la People’s Bank of China oltre a una pletora di investitori istituzionali) avevano in animo di sostituirlo.
A nulla è valso anche il generoso aumento retributivo prospettatogli (un pacchetto complessivo che superava i 6 milioni di euro) per tranquillizzarlo, e le continue gratificazioni ricevute con l'intento di colmare il suo bisogno di consenso.
Morale della favola, si va verso l’assemblea nella massima incertezza e con scuole di pensiero contrapposte. Secondo alcuni, Greco avrebbe già firmato con Zurich e si appresterebbe al clamoroso annuncio dopo aver fatto trapelare nei mesi scorsi – ma era un mezzo depistaggio – che Vincent Bollorè lo voleva come ad in Telecom sulla poltrona ora occupata da Marco Patuano.
Per altri invece, certo della riconferma, e soddisfatte le sue ambizioni di un vistoso miglioramento economico, il manager si prepara a guidare per altri tre anni la compagnia triestina.

 

Lettera43.it ha pubblicato questo articolo la mattina del 26 gennaio. Nel pomeriggio, la compagnia triestina ha ufficializzato l'addio di Mario Greco.

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