Economia
AUTOMOBILI
Germania, addio Opel Astra
General Motors: dal 2015, la produzione del modello spostata in Polonia e Gran Bretagna.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Prendono forma le misure di risparmio adottate dalla General Motors per affrontare la crisi di vendite della Opel, l'unica casa automobilistica del consorzio americano incapace di invertire la rotta di bilanci sempre in rosso.
Per la tradizionale marca tedesca si tratta di scelte dolorose, che rischiano di incidere sui livelli salariali e occupazionali degli operai negli stabilimenti in Germania.
«Dal 2015 Opel non costruirà più in Germania i modelli dell'Astra, il prodotto di maggior successo», ha riportato il Financial Times Deutschland, «dopo che gli operai della fabbrica inglese a Ellesmere Port hanno approvato il piano di risparmio proposto dal managment. L'Astra scomparirà dunque dalle catene di montaggio dello stabilimento di Rüsselheim e verrà prodotta solo a Ellesmere Port e nella città polacca di Gliwice, dove si lavorerà su tre turni».
OPERAI CON LE SPALLE AL MURO. Gli operai inglesi hanno accolto tutte le condizioni imposte dalla dirigenza Opel per evitare la chiusura della fabbrica: un nuovo contratto valido solo per la durata della produzione dell'Astra, la riduzione dei salari, l'aumento delle ore lavorative e la disponibilità ad accettare che alcuni componenti vengano realizzati in outsorcing, affidandosi a ditte esterne.
«Ci hanno messo con le spalle al muro», ha dichiarato al quotidiano finanziario un sindacalista inglese, «con il solito aut-aut: o accettate queste condizioni o siamo costretti a chiudere».
Così, il 94% degli operai ha approvato il piano di risparmio, assicurandosi una prospettiva di lavoro fino al 2020. L'azienda ha promesso investimenti per 300 milioni di euro e l'assunzione di 700 nuovi addetti, anche se nei piani previsti si dovrebbe trattare soprattutto di lavoratori a tempo determinato. Tra i più soddisfatti il premier britannico David Cameron, che ha lodato lo spirito di sacrificio del sindacato inglese.
La politica di risanamento: tagli per 256 milioni di euro entro il 2014
Di conseguenza, Rüsselheim perderà una parte della sua produzione. Ma gli effetti peggiori non si avranno su questo stabilimento dell'Assia, che ancora adesso si caratterizza per essere uno dei più avanzati in Europa dal punto di vista tecnologico.
Anche dopo l'esaurimento della produzione dei modelli di Astra e Insignia, la fabbrica resterà aperta: «Nella nostra strategia di rilancio e crescita, Rüsselheim giocherà ancora un ruolo centrale», ha assicurato il capo di Opel Karl-Friedrich Stracke, «anche se con il pieno funzionamento di Ellesmere Port e Gliwice non ci sarà spazio per altri veicoli compatti».
IN ATTESA DEL PIANO STRATEGICO. Il management deve presentare nelle prossime settimane il suo piano strategico ai responsabili sindacali. Per ora è trapelato poco. Quel che si sa con certezza è la somma che l'azienda intende tagliare entro il 2014: la politica di risanamento prevede un risparmio di 256 milioni di euro.
Per raggiungere l'obiettivo, si cercherà anche in Germania di far digerire agli operai condizioni simili a quelle proposte ai loro colleghi inglesi: rinuncia a parte del salario, disponibilità a più ore di lavoro, mano libera per l'impiego di lavoratori interinali.
Se il sindacato accetterà, gli operai della Opel saranno tagliati fuori dagli aumenti salariali che l'Ig-Metall sta cercando di strappare alla controparte imprenditoriale nei settori metalmeccanico ed elettronico (il sindacato chiede un aumento del 6,5%, il governo tedesco ha appoggiato tale richiesta).
BOCHUM NEL MIRINO. Tutto, però, fa pensare che a farne le spese saranno gli operai dello stabilimento di Bochum, nella Ruhr, il cuore storico della casa automobilistica che ha rappresentato uno dei simboli del miracolo economico del dopoguerra.
Qui si fabbricano i modelli Astra per i mercati Est europei e la Zafira. «Sul suo futuro i dirigenti di Opel continuano a non pronunciarsi», ha concluso il Financial Times Deutschland, «ma lo spostamento dell'intera produzione di Astra in Inghilterra e Polonia fa supporre che Rüsselheim verrà compensata con il trasferimento della fabbricazione di Zafira. Il che significherebbe la chiusura definitiva di Bochum. Lunedì 21 maggio potrebbe essere il giorno della verità, quando proprio nello stabilimento della Ruhr si svolgerà una riunione aziendale presieduta da Karl-Friedrich Stracke. All'incontro parteciperà anche il confermato Ministerpresident del Nord Reno-Westfalia, Hannelore Kraft».
Per il nuovo astro nascente dell'Spd, si tratta del primo difficile impegno dal giorno della rielezione.
Venerdì, 18 Maggio 2012

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