Germanwings, inizia la battaglia legale sulle vittime

Giochi al ribasso. Contenziosi. E anni di processi. Ai famigliari dei passeggeri spettano 126 mila euro per ogni morto. Ma le assicurazioni alzano i premi. Foto.

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25 Marzo 2015

Nell'incidente dell'Airbus A320 di Germanwings sono morte 150 persone.

(© Ansa) Nell'incidente dell'Airbus A320 di Germanwings sono morte 150 persone.

Il 2014 è stato un anno nero per i disastri aerei.
E il 2015, con lo schianto in Francia dell'Airbus Germanwings da Barcellona a Düsseldorf, non nasce sotto gli auspici migliori.
In tutto l'anno passato i morti furono oltre 660, in gran parte a bordo dei tre aerei malesi caduti in sfregio alle leggi sulla probabilità: due boeing di Malaysia Airlines, compagnia valutata tra migliori al mondo, e l'Airbus di Air Asia.
ANNO NERO COME IL 2001. Le 150 vittime del volo Germanwings, low cost della tedesca Lufthansa senza perdite dal 1990, in una tratta tra le più sicure e con una compagnia di linea tra le più scrupolose, confermano la maledizione delle rare - ma imprevedibili - tragedie aeree.
Non si registravano bilanci così funesti dal 2005, con oltre 1.050 morti in volo. Preceduto, a sua volta, dall'annus horribilis del 2001 della strage di Linate e degli attentati di al Qaeda in America, l'11 settembre.
RIVISTE LE ASSICURAZIONI. Nel 2014 le società assicurative hanno lamentato perdite per oltre 2 miliardi di dollari, rivedendo al rialzo, come nel 2001, la copertura delle compagnie con rotte o flotte ritenute più a rischio.
In realtà il meccanismo dei premi e delle riassicurazioni - le assicurazioni che a loro volta coprono le assicurazioni delle società di volo, sia per passeggeri e mezzi sia per danni dolosi - garantisce comunque loro di fare profitti da incidenti o attentati aerei.
OBBLIGATORI 126 MILA EURO. Essenziale, per le famiglie delle vittime, è rivolgersi subito a legali specializzati, in modo da ottenere il risarcimento dovuto. Non al ribasso e più alto dei 126 mila euro obbligatori di indennizzo versati, qualunque sia la causa, delle compagnie aeree per ogni perdita di vita.

 

I famigliari devono sempre rivalersi sulla compagnia aerea

Barcellona: l'arrivo dei parenti dei passeggeri dell'Airbus A320 all'aeroporto El Prat.

(© GettyImages) Barcellona: l'arrivo dei parenti dei passeggeri dell'Airbus A320 all'aeroporto El Prat.

Quando un passeggero sale su un aereo, per la Convenzione universale di Montreal (1999) sulle regole per il trasporto aereo internazionale, le compagnie di volo si impegnano a guidarli vivi a destinazione.
La loro responsabilità è illimitata. E anche se le morti sono dovute a un attentato o a un attacco da terra, come per il volo MH17 della Malaysia Airlines abbattuto da un missile sopra l'Ucraina, i famigliari devono rivalersi sulla compagnia aerea.
La quale, aprendo altri contenziosi si rivarrà sugli altri responsabili.
«SOLO UNA SOMMA INIZIALE». Nel 1988, per esempio, negli Usa dove si ottengono i risarcimenti maggiori per procedimenti civili, oltre che la compagnia il governo statunitense risarcì le vittime del volo dell’Iran Air, colpito da un missile americano lanciato da un incrociatore.
«L'indennizzo imposto dalla Convenzione di Montreal è tuttavia una somma iniziale pagata alle vittime, che non equivale al risarcimento per danni da atti soggetti a responsabilità civile», spiegano a Lettera43.it dallo studio legale Ambrosio e Commodo di Torino, che in passato ha seguito i famigliari di disastri aerei, tra i quali quelli di Concorde e Air France.
«OGNI VITTIMA È UN CASO A SÉ». Nel caso del volo Germanwings 4U9525, «le informazioni sulla dinamica sono ancora insufficienti e incerte per azzardare ipotesi di procedimenti legali e del tipo di risarcimenti, che dipendono sia dalle responsabilità della compagnia, in presenza di cause tecniche o erroe umano, sia dalle storie individuali dei passeggeri deceduti. Ogni vittima», precisa l'avvocato specializzato Gino. M. D. Arnone, «è un caso a sé».

 

I risarcimenti variano a seconda di nazionalità, professione ed età

Barcelonnette: resti dell'Airbus A320 della compagnia tedesca Germanwings.

(© Ansa) Barcelonnette: resti dell'Airbus A320 della compagnia tedesca Germanwings.

Non tutti i morti sono uguali, per nazionalità, professione e anche età.
I genitori dei liceali della classe di Düsseldorf a bordo dell'aereo, per esempio, potranno chiedere un risarcimento maggiore dei parenti di vittime, per ipotesi, molto anziane.
Ma dovranno affidarsi prontamente ai legali perché, se le scatole nere rivenute dovessero rivelare, a breve, «un'evidente responsabilità della società aerea, il procedimento non andrà neanche in giudizio. In questi casi, attraverso le assicurazioni, le compagnie procedono direttamente ai risarcimenti», ricostruisce il legale.
GIOCO AL RIBASSO. Anche per evitare ulteriori danni all'immagine, i vettori aerei hanno tutto l'interesse a versare il denaro alle vittime: in alcuni casi, come la Malaysia Airlines, con somme d'anticipo di qualche migliaio di dollari per l'assistenza.
«Ma, per l'inevitabile gioco delle parti, compagnie e assicurazioni tenderanno a pagare la somma di risarcimento più bassa possibile. Gli avvocati delle vittime dovranno viceversa essere bravi a ottenere il migliore risarcimento possibile».
ANNI DI PROCESSI. Se invece le ragioni del disastro non dovessero chiarirsi - il giallo insoluto del boeing Malaysia Airlines scomparso in Asia e l'abbattimento del secondo boeing malese in Ucraina sono due precedenti - «si apre un procedimento giudiziale, con accertamenti tecnici e tempi dilatati, nei tribunali italiani di 3-4 anni. Ma anche per l'estero sono anni», conclude Arnone.
PREMI LIEVITATI. Le vittime aspettano. Intanto alle compagnie che continuano a sorvolare aree di conflitti in Medio Oriente e in Nord Africa (oltre che in Ucraina), i colossi assicurativi hanno chiesto premi fino a tre volte più alti.
Informazioni dettagliate sui piani di volo e mezzi impiegati vengono richieste, dopo le stragi aeree del 2014, anche per risalire all'età e allo stato della flotta, elevando così livelli di rischio e contratti.

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