Editoria, i grandi gruppi vanno in rosso per 132 mln

Conti Mondadori, Rcs e Sole 24Ore: è crisi.

di Marco Valle

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14 Maggio 2013

La sede dei periodici di Rcs, in via Rizzoli a Crescenzago.

(© Ansa ) La sede dei periodici di Rcs, in via Rizzoli a Crescenzago.

Hanno bruciato 132,8 milioni di euro. In un solo anno. Sono le perdite accumulate nel primo trimestre 2013 da tre dei principali gruppi editoriali italiani: Mondadori (-15,3 milioni di utile netto nel primo trimestre 2013), Rcs Media group (-107,1 milioni) e Sole 24Ore (- 10,4 milioni).
IN ROSSO ANCHE IL CORSERA. I dati sono lo specchio di una crisi - che non vede la fine - dell'editoria italiana e di cui il quotidiano Il Corriere della Sera (gruppo Rcs) è emblema: dopo anni di elevati margini di contribuzione ai conti consolidati - 100 milioni nel 2010, 70 nel 2011 e tra i 40 e i 50 nel 2012 - è finito in rosso per circa 1 milione di euro.
La crisi è tale che anche le aziende che sono rimaste in territorio positivo, come Cairo communication (3,8 milioni milioni di utile nel primo trimestre 2013) e il gruppo Espresso (2 milioni di euro di utile netto) hanno dovuto fare i conti con un calo di almeno il 20% rispetto allo stesso periodo del 2012.
MENO PUBBLICITÀ E FONDI PUBBLICI. Per tutti, il problema è il calo del mercato pubblicitario: la discesa in media per i quotidiani è del 16,5% e del 18% per i periodici rispetto al 2012.
Ad aggravare la situazione è poi arrivato il taglio di 17 milioni di euro sui 144 milioni stanziati per il fondo all'editoria, deciso il 13 maggio dal Consiglio dei ministri.
Ma non basta. Da superare c'è anche il percorso a ostacoli per il rifinanziamento di un fondo statale ad hoc, che in origine era di 20 milioni di euro, per pagare le centinaia di prepensionamenti già deliberati dalle aziende del settore.
RCS IN PERDITA DI 107,1 MLN. ll risultato de Il Corriere della Sera è solo la punta dell'iceberg di Rcs Media group che sta sciogliendo ricavi e utili.
Nel primo trimestre le perdite consolidate sono state di 107,1 milioni, rispetto al risultato negativo di 27,3 milioni registrate nello stesso periodo del 2012. Scivolati verso il basso anche i ricavi consolidati passati da 343,2 milioni di euro a 285,3.
PIÙ CAPITALE E TAGLI PER 10 MILIONI. A fine maggio è previsto un aumento di capitale fino a un massimo di 500 milioni di euro, oltre all'avvio di una pesante dieta del personale.
Proprio dopo la comunicazione dei conti trimestrali i giornalisti de Il Corriere della Sera si sono riuniti, martedì 14 maggio, per discutere del pre-accordo con l'azienda raggiunto il 19 aprile sull’uscita di 70 giornalisti in quattro anni.
Il pacchetto di risparmi ammonta a circa 10 milioni di euro nel quadriennio attraverso il congelamento degli stage, piani di smaltimento delle ferie, tagli delle collaborazioni, rimborsi spese e al premio legato alle collaborazioni interne.
Nei prossimi giorni l’intesa deve essere sottoposta a referendum. Sempre entro fine maggio Rcs aspetta le offerte preliminari ed entro fine giugno quelle vincolanti sul complesso immobiliare del gruppo di via San Marco a Milano, proprio dietro la sede de Il Corriere della Sera

Mondadori lascia sul terreno 15,3 milioni di euro

Nel primo trimestre 2013 Mondadori ha perso 15,3 milioni di euro rispetto all'utile di 2,6 milioni del 2012.

(© Getty Images) Nel primo trimestre 2013 Mondadori ha perso 15,3 milioni di euro rispetto all'utile di 2,6 milioni del 2012.

Non si parla ancora di aumento del capitale in Mondadori, la casa editrice che fa capo alla famiglia Berlusconi.
I conti del primo trimestre 2013, però, sono i peggiori di sempre: la perdita è stata di 15,3 milioni di euro rispetto all'utile di 2,6 milioni registrato nello stesso periodo del 2012.
INDEBITAMENTO ESPLOSO. A preoccupare Ernesto Mauri, amministratore delegato del gruppo da marzo, non è solo lo snellimento dei ricavi (-10,8% a 292 milioni di euro) ma l'aumento dell'indebitamento che è passato dai 267,6 milioni di fine 2012 a 310,6 milioni di euro a fine marzo, accumulando 43 milioni in soli tre mesi.
Secondo quanto riferisce l'azienda, questa cifra è dovuta «all'andamento del circolante per costi di ristrutturazione» che riguardano buone uscite (nel 2012 Mondadori ha cambiato la prima linea manageriale e mandato a casa diversi direttori di testata), Tfr e imposte in Francia, oltre anticipi per autori ed enti sul fronte dei libri.
VIA AL PIANO DI TAGLI ENTRO IL 2015. Le previsioni per il 2013 formulate dall'azienda parlano di una non precisata riduzione della redditività rispetto al 2102. Di sicuro c'è che il gruppo editoriale è stato messo a dieta: al via c'è un piano di riduzione dei costi e di riorganizzazione del lavoro con un obiettivo di tagli di 100 milioni di euro entro il 2015.

Il Sole 24Ore bissa le perdite a 10,4 milioni

La sede del Sole24Ore, a Milano.

La sede del Sole24Ore, a Milano.

Non è andato meglio il primo trimestre 2013 per il gruppo del quotidiano di Confindustria Il Sole 24Ore, che ha registrato una perdita di 10,4 milioni contro i 5,4 dello steso periodo del 2012.
I ricavi consolidati sono a quota 98,8 milioni, in diminuzione del 13,3%. Anche in questo caso, l'editore punta il dito contro l’andamento della raccolta pubblicitaria (-17,4%), che si confronta con un mercato in calo del 16,5%.
TAGLIATO IL COSTO DEL LAVORO. L'azienda del quotidiano economico diretto da Roberto Napoletano è già intervenuta pesantemente sul costo del lavoro: per il personale la spesa è scesa di 3,3 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012 per effetto sia della riduzione dell’organico medio sia dell’attuazione dei contratti di solidarietà.
BOOM DEL QUOTIDIANO DIGITALE. E se sulla carta le speranze del miglioramento dei margini sono poche, il gruppo punta molto sul digitale: Il Sole 24Ore è stato il primo quotidiano nazionale digitale con 58.949 copie digitali medie nel mese di marzo. E la raccolta internet è cresciuta del 6,8% contro il +2,1% del settore.
Ma quel che più conta è che i ricavi digitali del gruppo sono ormai arrivati a 34,6 milioni, il 35% del totale.

Cairo Communication tiene: utile a 3,8 milioni

Il fondatore di Cairo Communication, Urbano Cairo.

(© Getty Images) Il fondatore di Cairo Communication, Urbano Cairo.

Fa ancora utili, invece, Urbano Cairo, fondatore di Cairo Communication.
Il primo trimestre 2013 si è chiuso con un utile netto di 3,8 milioni di euro, ma il calo è stato del 20,5% rispetto ai 4,74 milioni dello stesso periodo 2012.
La ragione? È sempre quella: il calo del mercato pubblicitario (-23,8% a 67,5 milioni) e dei margini (ebitda -22,6% a 5,8 milioni).
Sul bilancio non si vede ancora l'effetto del contratto con Telecom Italia Media per l’acquisto dell’intero capitale di La7, esclusa Mtv, per 1 milione di euro, visto che l’operazione è stata perfezionata il 30 aprile.
IL BILANCIO SENZA LA7. Prima del salto sulla televisione, Cairo si è dedicato ai periodici con il lancio della nuova testata Settimanale Giallo, diretto da Andrea Biavardi, uscito in edicola l’11 aprile - 180 mila copie dichiarate in media i primi tre numeri - e al consolidamento dei risultati di Settimanale Nuovo diretto da Riccardo Signoretti e di F guidato da Marisa Deimichei, entrambi lanciati nel 2012.
Ma il margine operativo, ovvero il guadagno sui periodici - oltre 1,9 milioni di copie medie vendute a febbraio - tiene ed è di circa 2 milioni di euro.

Gruppo Espresso in utile per 2 milioni

L’Espresso ha chiuso il primo trimestre 2013 con un netto pari a 2 milioni di euro.

L’Espresso ha chiuso il primo trimestre 2013 con un netto pari a 2 milioni di euro.

Tiene botta anche l'utile del gruppo L’Espresso che ha chiuso il primo trimestre con un netto pari a 2 milioni di euro. L’indebitamento in questo caso è sceso a 83,5 milioni da 108,1 milioni, mentre i ricavi consolidati sono calati dell’11,8% a 182,1 milioni.
Il risultato netto del gruppo nei primi tre mesi del 2012 era stato pari a 10,1 milioni.
IN CALO I RICAVI PUBBLICITARI. Ma anche qui le previsioni non sono ottimistiche a causa del generalizzato decremento dei ricavi pubblicitari. L’attività che più ne risente è quella della stampa nazionale (La Repubblica e i periodici), mentre i quotidiani locali mostrano una maggiore tenuta.
LA CARTA DEL DIGITALE. In compenso il risultato della divisione digitale è migliorato. Tanto che è proprio sul web che il gruppo ha in mente di recuperare redditività.
Entro l’anno, infatti, alcuni contenuti aggiuntivi al sito di Repubblica.it è previsto siano offerti a pagamento, mentre il sito generale resta gratuito.

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