Guerra presidente esecutivo di Eataly dal 15 ottobre

Dal 15 ottobre l'ex ad di Luxottica lascerà palazzo Chigi per dedicarsi al food di Farinetti. Con una quota del 5% della società e col ruolo di presidente esecutivo.

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12 Maggio 2015

Andrea Guerra, ex amministratore delegato di Luxottica.

(© Imagoeconomica) Andrea Guerra, ex amministratore delegato di Luxottica.

L'indiscrezione circolava già da qualche mese, ma ora l'addio di Andrea Guerra a palazzo Chigi, dove era stato chiamato cinque mesi fa da Matteo Renzi per occuparsi di diversi dossier industriali, dalla banda larga all'Ilva, ha anche una data: il 15 ottobre.
Dal prossimo autunno, infatti, l'ex amministratore delegato di Luxottica lascerà l'affollato parterre dei consulenti economici del premier - al momento di accettare l'incarico aveva già detto che la sua esperienza alla presidenza del Consiglio sarebbe durata un anno - e tornerà al mercato per occuparsi della catena di food più glamour del momento: Eataly.
FARINETTI: GUERRA FARÀ PARTE DELLA SQUADRA. L'interessato non conferma e non smentisce e, anzi, con un tweet precisa che il suo anno «sabbatico di impegno civile con il premier va avanti!».

Fair play istituzionale. Ma a confermare la circostanza è lo stesso Oscar Farinetti che il 12 maggio ha fatto sapere che Guerra farà parte della squadra, ma non come amministratore delegato.
SBARCO IN BORSA NEL 2017. L'imprenditore piemontese aveva già annunciato di voler abbandonare la guida del gruppo e il passo indietro probabilmente coinciderà con lo sbarco in Borsa dell'azienda, che dovrebbe avvenire entro il 2017, dopo l’apertura dei nuovi store a Parigi, Los Angeles, Mosca, Londra, New York. Guerra, secondo quanto risulta a Lettera43.it, entrerà nella società con una quota del 5% e potrebbe rivestire il ruolo di presidente esecutivo per seguire l'espansione del marchio sui mercati asiatici.

Le incognite della quotazione: prima serve espandersi

Eataly srl, proprietaria del 60% di Eataly distribuzione, è controllata al 79% da Eatinvest, la holding di proprietà della famiglia Farinetti - il 60% delle quote è detenuto dai tre figli, Oscar mantiene solo la carica di presidente - che lo scorso anno ha visto l'ingresso nel proprio capitale della Tamburi Investment Partners, finanziaria di partecipazioni del banchiere Gianni Tamburi, che ha acquistato per 120 milioni il 20% delle azioni.
Nel bilancio della Tamburi si legge che «i dati previsionali per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 del Gruppo Eataly indicano che dovrebbe conseguire ricavi per circa 330 milioni di euro e un ebitda (margine operativo lordo) di circa 39 milioni di euro».
NEL 2014 OLTRE 330 MLIONI DI RICAVI. Il 9 ottobre scorso,  l'amministratore delegato del gruppo, Luca Baffigo Filangieri - amico di famiglia e socio storico di Farinetti che l'ha affettuosamente definito un «figlio putativo» - ha spiegato che l'approdo in Borsa avverrà quando la società sarà «presente nelle principali piazze mondiali» e quando avrà «completato il quadro europeo, avviato l'Asia e la West Coast Usa».
In termini finanziari significa portare il margine operativo lordo del gruppo almeno a 100 milioni di euro.
Piazza Affari, ammesso che sia quello il listino scelto per l'operazione, dovrà dunque aspettare ancora un po'.

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