Il ''Giglio magico'' di Renzi all'assalto delle partecipate statali

Sace. Invitalia. Cal. Rai Cinema e le controllate Eni. Nel 2016 scadono tanti cda. Le trame dei renziani Carrai-Lotti-Simoni preparano la nuova lottizzazione.

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12 Gennaio 2016

Marco Alverà.

(© Imagoeconomica) Marco Alverà.

Il primo colpo l'hanno già assestato all'inizio del 2016.
In attesa del valzer di poltrone tra fine aprile e giugno, quando vanno in scadenza tra gli altri i consigli di amministrazione di Sace, Fondo di investimento italiano, Cal (Concessioni autostradali lombarde), Sogin e molti altri, il 'Giglio magico' di Matteo Renzi - formato dai fedelissimi Marco Carrai, Luca Lotti e Marco Simoni - ha piazzato l'ex Eni Marco Alverà come direttore generale di Snam.
LEGAMI CON SCARONI. È quasi sicuro che il figlio dello storico commercialista di Paolo Scaroni diventi a fine aprile amministratore delegato al posto di Carlo Malacarne, da 10 anni sulla poltrona dell'azienda che gestisce la rete gas in Italia.
Di mezzo c'è stato il lasciapassare del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, dalla nuova Cassa depositi e prestiti (Cdp) di Claudio Costamagna, di fatto azionista di entrambe le aziende, e in più l'ottima intesa di Palazzo Chigi proprio con Scaroni, il manager vicentino per tanti anni numero uno del cane a sei zampe.
ALTRI ARRIVI DA ENI? È solo l'inizio. E, a quanto pare, ad Alverà non è andata affatto male: anche se Report fa preoccupare la vecchia gestione di Eni, è stato liquidato da San Donato con 6 milioni di euro di buonuscita trovando subito un posto di spessore.
E secondo le indiscrezioni, non appena arrivato ai vertici di Snam potrebbe portare molti esponenti della vecchia classe dirigente Eni di Scaroni, tagliata fuori dal nuovo corso di Claudio Descalzi

Renziani da sempre attratti dai consigli di amministrazione di spessore

Il premier Matteo Renzi assieme al sottosegretario con delega all'editoria Luca Lotti.

(© Imagoeconomica) Il premier Matteo Renzi assieme al sottosegretario con delega all'editoria Luca Lotti.

D'altra parte è noto l'interesse che Renzi e i suoi hanno sempre avuto per le aziende partecipate in Italia.
Sin dal cambio in corsa con Enrico Letta all'inizio del 2014, quando in scadenza andarono consigli di amministrazione di spessore come Eni o Finmeccanica.
NUOVA LOTTIZZAZIONE. Emanuele Macaluso, storica firma de l'Unità e amico dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sempre sostenuto che il cambio fu dovuto proprio per dare il via alla nuova lottizzazione renziana.
Sabato 9 gennaio il quotidiano Milano Finanza ha stilato una lunga mappa, ricordando gli appetiti trasversali che il valzer di poltrone è destinato a innescare a breve.
Appetiti che rappresentano i governi della Seconda Repubblica, tra l'ultima coda del berlusconismo e il breve corso di Mario Monti.
RIDUZIONE IN ARRIVO. Soprattutto Mf ha spiegato che venerdì 15 gennaio sono attesi i decreti di applicazione della pubblica amministrazione che dovrebbero ridurre il numero di partecipate locali pubbliche (ora 8 mila, pronte a scendere a quota mille) come la razionalizzazione dei consigli di amministrazione di diverse società partecipate dello Stato, tranne quelle quotate: è previsto un amministratore unico, ma Palazzo Chigi può decidere a discrezione quali consigli ridurre e quali no.

Battaglia in vista per Sace e Invitalia

Alessandro Castellano, amministratore delegato di Sace.

(© Imagoeconomica) Alessandro Castellano, amministratore delegato di Sace.

Di sicuro è da seguire la partita su Sace, controllata all'80% da Cdp e nei nuovi piani di Costamagna.
Il presidente è Giovanni Castellaneta e amministratore delegato è Alessandro Castellano: il primo storico ex ambasciatore negli Stati Uniti, il secondo ex Capitalia di Cesare Geronzi.
ARCURI NON MOLLA. Rimuoverli non è facile, come non si preannuncia una passeggiata evitare la riconferma di Domenico Arcuri, ex Iri in Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del ministero dell'Economia.
Stessa questione si pone nel Fondo di investimento italiano, dove presidente è l'ex Ferrovie dello Stato Innocenzo Cipolletta e amministratore delegato Gabriele Cappellini, ex Monte dei Paschi di Siena.
TUDINI MULTI POLTRONA. Simile situazione in Infratel, controllata del ministero dello Sviluppo che si occupa della banda ultralarga: amministratore delegato è Salvatore Lombardo e presidente è Domenico Tudini, che allo stesso tempo è presidente del Poligrafico e Zecca dello Stato.

L'Anticorruzione di Cantone interviene sul caso di Cal

Paolo Besozzi di Cal con il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni.

(© Imagoeconomica) Paolo Besozzi di Cal con il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Più complessa la situazione di Cal (Concessioni autostradali lombarde), partecipata da Regione Lombardia del governo attraverso Anas, dove amministratore delegato è Paolo Besozzi.
Qui l'incrocio è micidiale.
Besozzi è pure presidente di Infrastrutture lombarde, dove ex direttore generale era Antonio Rognoni travolto dalle inchieste in Lombardia.
«C'È INCOMPATIBILITÀ». A fine dicembre 2015 l'Anticorruzione di Raffaele Cantone, fidatissimo di Renzi, ha spiegato che in merito alla natura giuridica Cal «è da considerarsi ente privato in controllo pubblico da parte di Regione Lombardia, con conseguente manifestazione di incompatibilità in base alla legge Severino delle cariche ricoperte da Paolo Besozzi».

Le controllate di Eni fanno gola a tanti

Tinny Andreatta, potente direttore generale di Rai Fiction.

(© Imagoeconomica) Tinny Andreatta, potente direttore generale di Rai Fiction.

Ma non finisce qui.
Perché sono pure molti altri i board a cambiare.
Nell'orbita Eni c'è Enipower, dove presidente e amministratore delegato è Stefano Ballista.
Ma sono tante altre le controllate del cane a sei zampe (Eni Angola e Eni Mozambico per esempio) a dover rinnovare i propri cda, come nel caso di Enel o Poste italiane, appena quotata.
MIRE SU RAI CINEMA. Gli appetiti si sprecano poi su Rai Cinema in scadenza a fine aprile.
Amministratore delegato qui è Paolo Del Brocco, presidente è Nicola Claudio.
Il puzzle è intricatissimo perché passa attraverso la riforma della Rai che stanno varando Alessandro Campo Dall'Orto e Monica Maggioni.
Del Brocco era dato in arrivo a Rai Fiction dove al momento rimane salda la molto potente Tinny Andreatta come direttore generale. La guerra è appena iniziata.

 

Twitter @ARoldering

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