Leonardo Bellodi, chi è l'ex Eni alla corte di Renzi

Ex Eni, amico di Scaroni e in società con Carrai. In ottimi rapporti con il Giglio magico. Renzi ha un nuovo pontiere con i salotti buoni del potere.

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15 Gennaio 2016

Leonardo Bellodi.

(© Imagoeconomica) Leonardo Bellodi.

Quando era direttore dei rapporti istituzionali di Eni lo avevano soprannominato il 'Pony Express' di Paolo Scaroni, ex amministratore delegato del cane a sei zampe.
Ma Leonardo Bellodi, nato a Venezia nel 1965, un bachelor a Londra, uscito dall'azienda di San Donato dopo l'arrivo di Claudio De Scalzi nel 2014 si è dato subito da fare e di strada ha continuato a macinarne molta.
Tanto che nei salotti della finanza e della politica italiana scommettono sul fatto che sarà lui in futuro uno dei più importanti grand commis dell'establishment del nostro Paese.
Silenzioso, molto capace, avvocato in Inghilterra, buone entrature nei servizi segreti accomulate sin dai tempi di Eni, rapporti internazionali a 360 gradi - da Bruxelles alla Russia fino a Stati Uniti e Israele - Bellodi è diventato in questi mesi sempre più importante nella gestione dei rapporti tra la nuova classe dirigente renziana e quella che si pensava ormai rottamata, legata a Silvio Berlusconi e soprattutto all'ex sottosegretario di palazzo Chigi Gianni Letta.
INCROCI TRA PRIMA, SECONDA E TERZA REPUBBLICA. È in questo incrocio tra Prima, Seconda e Terza Repubblica che bisogna scavare per capire i prossimi passi del premier Matteo Renzi e del suo Giglio magico in vista delle prossime nomine nelle aziende partecipate.
Perché Bellodi rappresenta proprio quel mondo di mezzo, la perfetta continuazione del potere stretto tra l'attivismo del gran Richelieu Marco Carrai e l'antico ma mai sepolto mondo scaroniano, legato agli anni del berlusconismo dove era protagonista Luigi Bisignani.
Nei salotti della finanza italiana si narra di uno Scaroni raggiante in questi giorni (il Corriere della Sera lo ha pure inserito tra i possibili manager che gestiranno il dopo Expo, ndr), di nuovo forte dopo aver visto l'arrivo del suo delfino Marco Alverà in Snam come direttore generale e che presto, se non ci saranno intoppi, dovrebbe divertarne amministratore delegato: si mormora che Bellodi potrebbe raggiungerlo presto.
D'altra parte la nomina di Alverà nell'azienda che gestisce la rete gas in Italia è stato un colpo da 'maestro' per Scaroni, colto grazie a un'operazione da manuale del capitalismo di relazione, in quel groviglio armonioso che va dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) di Claudio Costamagna fino al giglio magico di Renzi, formato dal trio Carrai, Luca Lotti e Marco Simoni. E in questo ingranaggio Bellodi è un tassello fondamentale.
Si tratta di un asse che fu celebrato in pompa magna durante il matrimonio di Carrai con Francesca Campana Comparini nel 2014, nozze che mostrarono all'esterno la vera anima dei nuovi poteri forti nell'era Renzi, tra nuovi e vecchi boiardi di Stato. 
LE SOCIETÀ DI BELLODI CON CARRAI. L'ex manager Eni - che fu capace negli anni d'oro di dare del filo da torcere anche un pezzo da novanta come Stefano Lucchini, storico relazione esterne del cane a sei zampe - negli ultimi due anni ha saputo cucire una ragnatela di rapporti che lo ha portato dritto nelle stanze del potere della Terza Repubblica.
È lui l'uomo che sta rinnovando la vecchia nomenklatura statale italiana.  Nel novembre del 2014, a una manciata di mesi dall'insediamento di Renzi a palazzo Chigi, fu proprio Bellodi a lanciare insieme con Carrai la società Cys4, azienda esperta di cybersecurity, startup tra le più quotate in Italia nel settore.
Ed è sempre Bellodi nel 2015 ad aprire la Strategic Advisor S.r.l proprio con il fidato Scaroni, una società di consulenza imprenditoriale che vede come azionista di maggioranza la Immobiliare Cortina, una società del manager vicentino del cui nome si trova traccia nelle inchieste della procura di Milano sugli affari del cane a sei zampe in Nigeria: indagini finite al momento nel nulla. Si mormora che i rapporti con Scaroni si siano un po' incrinati  Bellodi per il momento parla poco, ma si muove molto. Vanta un'amicizia storica con Camilla Palladino, ex ufficio stampa Eni ora in Saipem, rimossa dopo l'arrivo di De Scalzi che le preferì il giornalista della Stampa Marco Bardazzi.
L'INDAGINE P4 E GLI ARTICOLI DI POLITICA INTERNAZIONALE. Anche se si narra che tra i due ci sia stato qualche attrito negli ultimi mesi su alcuni affari in Libia, il manager vicentino lo ha sempre stimato, anche perché durante la sua carriera in Eni ha gestisto dossier spinosi, su fronti che andavano appunto dai paesi arabi fino alla Russia. Bellodi fu menzionato anche nell'inchiesta denominata P4 di Alfonso Papa. Nulla di rilevante. Ma in quella indagine emerse il nome Ludmila Spornyk detta Luda, dipendente Eni proprio impiegata nel 2009 a San Donato alle relazioni istituzionali di Bellodi, persona molto vicina all'ex magistratio e sottosegretario di Forza Italia.
Poca roba. Molto più ghiotto invece ciò che venne fuori sugli ottimi rapporti del socio di Carrai con Valentino Valentini, attuale responsabile alle relazioni internazionali di Forza Italia, ma da sempre l'uomo forte di Berlusconi nella Russia di Putin. Fu Valentini a seguire le trattative tra Eni e Gazprom, in quel crocevia di personaggi di peso che hanno caratterizzato gli anni d'oro di Forza Italia, come lo stesso Antonio Fallico, da trent'anni rappresentante di Banca Intesa a Mosca. Bellodi, tra l'altro, pubblica spesso analisi di politica internazionale, soprattutto sul Foglio.
Proprio come fa l'amico Carrai, con un occhio di riguardo sempre nei confronti di Israele.

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