Mondadori-Rcs Libri, Mauri: «Cedere Bompiani? Ce ne faremo una ragione»

L'amministratore delegato del gruppo di Segrate: «Non intendiamo aggredire il mercato». Il verdetto in settimana.

23 Febbraio 2016

Ernesto Mauri, amministratore delegato di Mondadori.

(© Ansa) Ernesto Mauri, amministratore delegato di Mondadori.

L'amministratore delegato del gruppo Mondadori, Ernesto Mauri, aspetta la decisione dell'Antitrust sull'acquisizione di Rcs Libri da parte dell'azienda di Segrate. Ma se l'Authority obbligasse Mondadori a cedere i marchi Marsilio e Bompiani, una quota di mercato che vale il 3%, per lui non sarebbe una sorpresa.
«Ce ne faremo una ragione», ha sintetizzato il manager, in un'intervista al programma di RaiDue 2Next Economia.
Del resto, già nella fase di scrittura dell'accordo, era stato preso in considerazione il rischio di dover ridurre il perimetro del nuovo colosso editoriale.
ISTRUTTORIA ALLE ULTIME BATTUTE. L'istruttoria dell'Antitrust è alle ultime battute. L'audizione finale avrebbe dovuto tenersi mercoledì 24 febbraio, ma è stata cancellata su richiesta delle parti, che sembrano quindi aver recepito le indicazioni dell'Autorità. Il 21 gennaio 2015 l'Antitrust aveva acceso il suo faro sull'operazione Mondazzoli, sottolineando l'ulteriore consolidamento in un mercato già particolarmente concentrato e integrato, in cui Mondadori ed Rcs Libri hanno posizioni di rilievo in particolare nella narrativa, nella saggistica e nel settore degli e-book.
VERSO L'OK ALLA FUSIONE. Tutto però lascia presupporre che l'Autorità darà il via libera alla fusione, a patto che vengano appunto cedute Marsilio e Bompiani. Sarà il collegio a decidere nel corso della settimana, passando poi la palla all'Agcom, che avrà trenta giorni di tempo per dare il suo parere non vincolante. Ma potrebbe volercene anche meno, se le parti chiederanno la procedura d'urgenza.
I NUMERI DI MONDAZZOLI. L'ad Mauri, intanto, ha spiegato che Mondadori non intende «aggredire il mercato», ma piuttosto favorire la sua crescita grazie al traino di un soggetto forte, con sbocchi anche internazionali. Se la casa editrice sarà costretta a vendere Marsilio e Bompiani, la sua quota di mercato si attesterebbe intorno al 31-32%. L'analisi dell'Antitrust ha evidenziato che Mondazzoli, nell'acquisizione dei diritti d'autore, potrebbe contare sul 55-60% dei 100 titoli più venduti. Nella narrativa avrebbe il 45-50% del mercato per valore, nei tascabili il 60-65% e negli e-book il 45-50%. Ernesto Mauri ha anche risposto alle voci secondo cui il gruppo sarebbe intenzionato a vendere la società a operatori stranieri una volta acquisita Rcs Libri: «Sono operazioni che dipendono dall'azionista», ha sostenuto riferendosi alla Fininvest, «e l'azionista non ne ha mai parlato».
SGARBI VUOLE BOMPIANI. Ora gli occhi sono puntati sul futuro di Bompiani e Marsilio. Sulla prima in particolare, perché da lì è partita la fuga degli scrittori contrari all'acquisizione della casa editrice da parte di Mondadori. Elisabetta Sgarbi, ex direttrice editoriale di Bompiani, che con quegli autori ha fondato La Nave di Teseo, intervistata da Lettera43.it ha fatto sapere di essere pronta a comprare lo storico marchio, anche per riportare sotto un unico tetto i diritti dei romanzi di Umberto Eco. «Bompiani è un marchio molto bello e tutti mi hanno telefonato perché lo vogliono», si è limitato a dire Mauri, aggiungendo che si aspetta, a questo punto, «che gli autori che sono confluiti nella Nave di Teseo tornino a Bompiani».
Quanto a Marsilio, Mauri ha confermato l'interesse di Cesare De Michelis, che detiene attualmente il 45% della casa editrice, controllata da Rcs Libri con poco più del 50%.

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