Perugina, la vendita delle caramelle Rossana agita i sindacati

Nestlè pensa di cedere lo storico marchio. Monta la protesta.

01 Marzo 2016

Perugina verso la vendita delle caramelle Rossana

Perugina verso la vendita delle caramelle Rossana

Due marchi storici della produzione dolciaria di Perugina potrebbero passare di mano, su decisione di Nestlè.
Tira aria di vendita per le storiche caramelle Rossana e la linea di pasticceria Ore liete, anche se la multinazionale svizzera, proprietaria dello stabilimento di San Sisto dal 1988, ha specificato che cederà solo solo i marchi e non le produzione.
La reazione del sindacato è stata immediata, con un'ora di sciopero, soprattutto perchè - ha spiegato la Cgil - queste indiscrezioni escono «alla vigilia dell'importante incontro di domani in Confindustria sul piano industriale Nestlè». Un confronto che «parte molto male», ha sottolineato il sindacato.
L'AZIENDA NON COMMENTA. L'azienda, da parte sua, ha evitato di commentare quelli che definisce «rumours di mercato» e ribadito «massimo rispetto per le relazioni sindacali, soprattutto in vista dell'incontro di domani in Confindustria». Le istituzioni locali, a partire dalla presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini, e dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, hanno esternato la loro preoccupazione: domani nel capoluogo umbro la delegazione della Nestlé, guidata da Leo Wencel, incontrerà sia la presidente sia il sindaco, per illustrare il piano industriale.
SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. «Certo, un po' arrabbiati siamo, ma teniamo il punto sul nostro contro-piano industriale»: Michele Greco, segretario di Flai-Cgil dell'Umbria, ha ribadito l'intenzione del sindacato di «non spostarsi di una virgola»dalla proprie posizioni. Che aveva illustrato in un incontro, sempre in sede confindustriale, il 10 febbraio scorso ai rappresentanti della multinazionale, la quale - era stato il resoconto del sindacato - aveva «ascoltato e preso appunti sulle idee e le proposte» per il futuro dello stabilimento di San Sisto.
PROPOSTE SUL TAVOLO. Idee e proposte che saranno ribadite domani all'azienda, ovvero: valorizzazione del brand Bacio, sviluppo dei prodotti storici, produzioni controstagionali per controbilanciare il calo fisiologico della cioccolata, forti investimenti nel marketing. «Questo» - ha spiegato Greco - «non solo per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, con 800 dipendenti fissi e 300 circa stagionali, ma anche per consentire un reale sviluppo della produttività del sito».

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