Pomì, la pubblicità fa arrabbiare la politica

Politica e società del Sud non gradiscono lo spot nordista.

04 Novembre 2013

Tra bufala e bufera. Il pomodoro padano Dop, sbandierato dalla Pomì, ha fatto andare su tutte le furie il Meridione.
All'indignazione dei cittadini sui social network, è seguita quella dei rappresentanti della politica. Così, la proposta del boicottaggio ha trovato le prime adesioni importanti.
NITTO PALMA FURIOSO. «Ci voleva pure questa», ha sbottato Francesco Nitto Palma, coordinatore regionale del Popolo della libertà per la Campania.
«Conserve, passate e pelati solo con pomodori del Nord. Viva la Padania e abbasso la Terronia. Così il mondo degli affari nordisti si sublima, i rifiuti tossici trasferiti criminalmente in Campania a basso prezzo e stop all'utilizzo dei pomodori sudisti, anche se non sono inquinati e anche se non provengono da aree a rischio». Quindi Nitto Palma ha concluso: «A me piacciono i pomodori del Sud e non sopporto furbesche discriminazioni, da oggi eviterò con cura, sperando di non essere il solo, di acquistare i prodotti dell'azienda che ha avuto questa straordinaria pensata».
DE GIROLAMO: «BUONSENSO IN SECONDO PIANO». Indignata anche il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo: «Prima qualcuno ha tentato di chiedersi se il pomodoro sia di destra o di sinistra. Adesso c'è addirittura la distinzione 'etnica' fra pomodori: mi sembra che il buon senso sia messo in secondo piano rispetto alla gravità dei problemi del Paese».
Lo spauracchio della Terra dei Fuochi si è trasformato in strategia di marketing, e rischia di affossare gli agricoltori del Sud. «Sconcerta che una primaria azienda abbia sentito la necessità di specificare non solo che il suo pomodoro è italiano», ha aggiunto De Girolamo, «ma che proviene da determinate regioni, quelle settentrionali. Il made in Italy è unico e indivisibile e se qualcuno pensa di andare sui mercati internazionali con un'identità di provincia appartiene a un mondo che non esiste più. I prodotti italiani tutti sono sicuramente i più controllati, è di oggi la notizia, diffusa da Unioncamere e dalla Fondazione Symbola che le produzioni agricole del nostro Paese hanno residui chimici cinque volte inferiori alla media europea».

Coldiretti: «I pomodori italiani sono tutti buoni»

Sergio Marini, presidente della Coldiretti.

(© ImagoEconomica) Sergio Marini, presidente della Coldiretti.

E le parole del ministro sembrano supportate dalla Coldiretti, che ha ricordato i risultati delle ultime analisi del ministero della Salute sui pomodori. L'Italia ha il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3%) che sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5% di irregolarità) e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9%). Ed è così al Nord come al Sud, senza alcuna distinzione geografica.
DUBBI SUI PRODOTTI ESTERI. I problemi arrivano invece con i pomodori importati dall'estero, su cui ovviamente non c'è la stessa garanzia di sicurezza alimentare.
Secondo i dati Coldiretti/Eurispes nella provincia di Salerno arriva per altro il 98% del concentrato di pomodoro cinese importato per essere rilavorato nelle industrie campane. Infatti il 34% del pomodoro italiano da industria viene coltivato in Emilia Romagna, il 35% in Puglia ed appena il 5% in Campania dove comunque ci sono due pomodori come il San Marzano e il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio che si possono fregiare del marchio europeo Dop (denominazione di origine protetta).

Caldoro: «I nostri sono migliori»

Stefano Caldoro, governatore della Campania.

(© ImagoEconomica) Stefano Caldoro, governatore della Campania.

E l'orgoglio campano è stato ribadito forte anche dai rappresentanti della Regione. «Pomodori al Nord solo marketing, il sapore dei nostri è un'altra cosa. Migliori e controllati», ha twittato il governatore Stefano Caldoro.
Prima di lui si era espressa anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Daniela Nugnes: «Non è certo questo il momento di fare i furbetti sul mercato», aveva detto ammonendo la Pomì.
NUGNES: «PUBBLICITÀ SCORRETTA». «In un momento delicatissimo come quello che la nostra terra sta attraversando bisognerebbe essere compatti e cercare di fugare ogni dubbio attraverso le analisi e i dati certificati. Non è assolutamente corretto cercare di farsi pubblicità su un disastro ambientale che dovrebbe diventare un caso nazionale e non un appiglio per ulteriori discriminazioni nei confronti del Mezzogiorno».
Secondo Nugnes, «sebbene sia legittimo puntare sulla tracciabilità dei prodotti non si può giocare sulla pelle degli agricoltori campani. D'altra parte, la Regione sta lavorando per individuare quelle aree inquinate che, è bene ricordarlo, sono una piccolissima parte del territorio regionale e per provvedere alle interdizioni alla coltivazione, qualora i suoli agricoli e le produzioni risultassero contaminati da sostanze nocive».
«VOGLIONO ABBASSARE I PREZZI DEI PRODOTTI DEL SUD». Dietro il messaggio della Pomì, Nugnes vede un disegno preciso: «Non vorrei, d'altro canto, che questa strategia di marketing celasse un disegno per cercare di ribassare ulteriormente i prezzi di mercato del prodotto campano e del Meridione in generale che, è bene ricordarlo, da un punto di vista qualitativo, organolettico e di tipicità non è secondo a nessuno. Non ultimo, ci chiariscano questi grandi trasformatori dove acquistano i prodotti, considerate le grandi quantità immesse sul mercato, e abbiano il coraggio di diffondere su internet le analisi dei suoli e delle produzioni».

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new zealand 05/nov/2013 | 09 :23

e i pomodori che giungono dall'estero?
Gran parte delle conserve italiane vengono fatte con pomodori stranieri senza che questo compaia in etichetta. Quindi altro che Sud, centro o Nord Italia. Idem per spaghetti, fatti per la gran parte con grano straniero, i prosciutti mortadelle e insaccati fatti con carni estere, etc.., etc... Se un produtttore certifica la provenienza della materia prima, ben venga. Solo degli incapaci come Nitto Palma e la De Girolamo, questa addirttura ministro della Agricoltura, possono vederci qualche cosa di male. Aggiungo, principale importatore di pomodori italiano: la Campania!!

conconi 04/nov/2013 | 21 :44

Se sono del nord saranno irrigati con l'acqua proveniente dallle parti di Seveso
Chissa dove smaltisce(?) i rifiuti l'industria POMI'

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