Telecom, l'anno nero di Patuano

L'ad verso l'addio. Dopo che da mesi si rincorrevano i rumors. Segno di contrasti e tensioni interne. E di un destino già scritto con l'avvento di Vivendi.

19 Marzo 2016

Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom.

(© ImagoEconomica) Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom.

Non uno strappo, ma un'inevitabile conclusione o, se si guarda al 'modus operandi' di Vincent Bolloré (quando è entrato in Vivendi o in Universal), un destino già scritto.
Così, nelle ricostruzioni fatte in ambienti finanziari, è maturato l'addio di Marco Patuano e si va concretizzando il segnale di discontinuità voluto da Vivendi.
Il gruppo francese è entrato in punta di piedi, senza però mai nascondere di voler avere un peso e di avere una visione di lungo termine: oggi, con il 24,9%, rappresenta il socio di riferimento.
RUMORS DA UN ANNO. Già da un anno si rincorrevano i rumors e secondo alcuni durante l'ultimo consiglio la situazione sarebbe precipitata. Il terreno su cui si sarebbe consumato l'ennesimo scontro sarebbe stata la delibera sulle svalutazioni, in particolare quella della quota di Tim Brasil, fatta seguendo i criteri dell'impairment test che tenevano conto delle svalutazioni e del contesto brasiliano.
PATUANO ISOLATO. Nel corso del consiglio d'amministrazione Patuano sarebbe rimasto praticamente isolato sulla scelta di non fare svalutazioni.
Secondo altre fonti, più semplicemente, con l'approvazione del bilancio di esercizio ora i tempi erano maturi.
TENSIONE CON RECCHI. Dall'ingresso di Vivendi c'è stato tutto un percorso di contrasti a cui vanno ad aggiungersi le tensioni interne, per quanto tenute a bada e pubblicamente negate, tra l'ad e il presidente Giuseppe Recchi, che richiedevano una soluzione.
PRIMA SMENTITA A MARZO. All'inizio di marzo i rumors si erano intensificati al punto da costringere l'azienda, per la prima volta, a smentire ufficialmente. Già si vociferava dell'addio di Patuano e dell'arrivo di Luigi Gubitosi (anche se a periodi alterni erano circolati anche i nomi di Mario Greco, Maximo Ibarra e Flavio Cattaneo).
SCADENZA NATURALE A DICEMBRE. Il mandato di Patuano avrebbe avuto naturale scadenza il 31 dicembre 2016 e nessuno scommetteva su un addio prima del termine. L'incontro a Parigi a inizio mese però aveva riacceso i rumors e le speculazioni di Borsa. Contenimento costi e recupero di efficienze, a fronte di un piano ambizioso, con 12 miliardi di investimenti annunciati, sono alcune delle divergenze di vedute, ma fino a settimana scorsa, e ancora al termine del Cda che ha approvato il bilancio, Arnauld De Puyfontaine ribadiva: «Ci piace il piano e la società».
Alcune partite che Telecom ha aperte però, nella visione dei francesi sono strategiche e non potevano più essere lasciate nelle mani di chi le aveva gestite finora: Rete e Brasile sono i nodi che Vivendi vuole sciogliere.
SUPERATO L'OSTACOLO BUONUSCITA. Superato anche l'ostacolo della buonuscita, che di fatto, come «dirigente dipendente» venuto dalla società, segue le regole del contratto, che per i dirigenti prevede due anni di compensi pagati. Si parla - visto che il compenso di Patuano è superiore ai 3 milioni l'anno - di una cifra attorno ai 7 milioni di euro. Solo con le dimissioni ufficiali comunque inizieranno le procedure per la successione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

adl 21/mar/2016 | 11 :19

@ Canoi
Un socialista diversi anni fa scrisse con riferimento al sud Italia di "abbandono programmato", ora lo sperimentiamo in sede UE sull'Italia e mal comune mezzo gaudio, sulla Grecia. Nel mondo c'è sempre stato un Nord ed un Sud. Le imprese venete e lombarde hanno capito e si stanno adeguando, i nostri politici coffe break e bacini bacetti, come al solito capiscono la 64/ma parte del piffero tarlato. Sui bilanci falsi, c'erano anche prima, ma erano meno falsi e non erano certificati ora sono più falsi ed ipercertificati. Anche sui bambini ce lo chiede la UE. Canoi lei ed io non ci adeguiamo al modernismo ribassista, lei però è un ueiano convinto ed io no, non più almeno da quando mi sono accorto delle fregature.

Canoi 21/mar/2016 | 09 :30

Telecom prenderà la strada francese, come i nostri zuccherifici che chiudono progressivamente e lo zucchero lo importeremo, come il latte dopo Parmalat, come il mais ché non possiamo produrre OGM ma lo importiamo, come andrà in Francia quella che era la miglior azienda d'Assicurazione del mondo (Generali) dopo la cura di quel genio di Greco tanto lodato anche da questo giornale, come quasi tutte le migliori aziende italiane. Il divertente è che questi trasferimenti si realizzano con una manciata di soldi perché si da il tempo di devastare i titoli. Non in Francia ma in USA è finita Fiat e in Germania molte bellissime piccole aziende venete. Stiamo deindustrializzando, stiamo chiudendo le stalle e non coltiviamo più. Grande risultato della seconda Repubblica! quella degli onesti, dei liberali e liberisti, della libertà di fare bilanci falsi, di grattare la pancia al popolo, di incularsi chi si crede, di non fare più bambini perché, tanto, li possiamo importare senza il disturbo di farli fare dalle donne emancipate dalla parità di genere. Allegria!

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati




Dalla nostra HomePage
Csm, una riforma fatta in fretta. Per il referendum?

Revisione del regolamento approvata a marce forzate. Si vuole dare a Renzi un'arma da campagna elettorale? Magistratura indipendente attacca Legnini: «Norme fantasy» e «dibattito poco democratico».

prev
next