Banche, frenano i prestiti (-0,8%)

18 Gennaio 2012

Il credit crunch è già una realtà: secondo le prime stime dell'Abi, la dinamica dei prestiti bancari ha manifestato, alla fine del 2011, un lieve rallentamento. LA DISCESA INIZIA SU BASE MENSILE. A dicembre, nota l'Abi, i prestiti a famiglie e società non finanziarie sono risultati pari a 1.520 miliardi di euro contro i 1.533 miliardi di novembre (-0,8%). La crescita tendenziale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso è del 4,1% (+4,8% in novembre, +1,6% nella media dell'area euro). I prestiti al totale del settore privato sono scesi dai 1.725 miliardi di novembre ai 1.719 miliardi di dicembre, con una crescita tendenziale che rallenta al 2,2% contro il 2,9% di novembre 2011). Il flusso netto di nuovi prestiti è stato comunque di quasi 40 miliardi di euro. L'analisi della distribuzione del credito bancario per branca di attività economica evidenzia che a novembre le attività manifatturiere, quella dell'estrazione di minerali e i servizi coprano una quota sul totale di circa il 55%, mentre la quota delle sole attività manifatturiere è del 24,13%.  I finanziamenti al commercio e alle attività di alloggio e ristorazione detengono un'incidenza sul totale di circa il 19%, mentre il comparto delle costruzioni il 17,3% e quello dell'agricoltura il 4,3%. SALGONO I TASSI D'INTERESSE SUI MUTUI. Il tasso medio dei mutui alle famiglie italiane per l'acquisto della prima casa in dicembre è stato del 3,83% contro il 3,70% di novembre: lo rivela il consueto bollettino dell'Abi. Il dato sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo: secondo l'Abi l'aumento di dicembre è da attribuire, fra l'altro, «anche a una maggiore quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso», passata nell'ultimo mese dal 37,3% al 37,6% (era 31,8% in ottobre 2011). AUMENTANO A NOVEMBRE LE SOFFERENZE. In novembre le sofferenze lorde del sistema bancario italiano sono risultate pari a quasi 104,4 miliardi di euro, 1,6 miliardi in più rispetto al mese precedente (+1,5%). Secondo il bollettino Abi, si deve rilevare che dal gennaio scorso l'aumento delle sofferenze lorde e nette «risente anche di talune operazioni realizzate da alcuni gruppi bancari negli assetti societari». In rapporto agli impieghi, le sofferenze risultano pari al 5,26% a novembre 2011 (5,18% il mese precedente). Le sofferenze al netto delle svalutazioni a novembre 2011 sono risultate pari a 57 miliardi di euro, 255 milioni in più rispetto al mese precedente. Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è collocato al 2,94% (2,93% ad ottobre 2011).

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