Di Fonzo: «Le mie colpe su Gforex»

01 Agosto 2012

Ammette di aver fatto molti errori, ma assicura di averli compiuti sempre  in piena buona fede e senza alcuna volontà fraudolenta. Così Claudio Di Fonzo, 42 anni, in questa intervista a Economiaweb.it replica alle molte accuse rivoltegli dagli ex-clienti di Gforex, la società da lui fondata e finita in bancarotta nel 2011, mandando in fumo una somma di circa 26milioni di euro appartenenti a 400 risparmiatori di tutta Italia. Per Di Fonzo, quasi tutte le responsabilità in questa vicenda vanno imputate al suo ex-partner di Dubai: Mahmood Riaz, proprietario di Gtl Trading, una piattaforma per la negoziazione delle valute attraverso la quale il denaro dei clienti di Gforex è sparito dal giorno alla notte. (LA VICENDA GFOREX) DOMANDA: Insomma, dottor Di Fonzo, tutta la colpa è di Riaz? RISPOSTA: Gtl Trading si è impossessata di soldi che non erano di sua proprietà  ma appartenevano ai clienti di GForex. Erano somme di denaro segregate, come previsto da un contratto firmato nel 2009 dallo stesso Riaz. In altre parole, la nostra società è stata vittima di un'appropriazione indebita. D: Lei davvero ritiene di non avere proprio nulla da rimproverarsi? R: Non ho mai detto questo e ho sempre fatto autocritica sugli sviluppi che la vicenda di Gforex ha avuto. Purtroppo, però,  gli errori si riconoscono sempre dopo averli commessi. L'unica cosa che si può fare, in questi casi, è tentare di trovare un rimedio come ho fatto io, che sono stato il primo a denunciare Riaz per la sua condotta. D: Quali errori ha commesso, di preciso? R: Quello di essermi rivolto a una controparte poco affidabile come la Gtl Trading. D: Come ha conosciuto Riaz e perché ha deciso di mettersi in affari con lui? R: La Gtl Trading è stata selezionata dai miei gestori tra alcune società che, nel 2008, offrivano  buone condizioni commerciali e sembravano in grado di soddisfare le nostre esigenze. Di sicuro, l’immagine professionale di  Riaz  e i bilanci delle  sue aziende davano l'impressione che Gtl Trading fosse una realtà imprenditoriale molto solida. In quel periodo, non c’erano assolutamente  informazioni, dati  o semplici indiscrezioni che potessero creare per noi campanello d’allarme. D: Veramente, in Italia c'è chi dice il contrario, cioè che fondatore di Gtl Trading fosse già da anni un personaggio molto discusso,  coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Non è così? R: Assolutamente no. Chi afferma queste cose, le dice soltanto oggi, dopo che  molte informazioni su Riaz sono finalmente venute a galla. Quando l'ho conosciuto io, il fondatore di Gtl Trading era un professionista stimato. Anche oggi, nonostante tutte le vicende che vedono protagonista,  Riaz gode di raccomandazioni esplicite da parte di professionisti di rilievo nel settore finanziario, attraverso pagine del social network Linkedin. D: Ma c'era proprio bisogno di rivolgersi a un broker con sede a Dubai? R: Su questo punto vorrei fare un po' di chiarezza, viste le castronerie e le imprecisioni che ho letto in alcuni articoli di giornale. Noi non abbiamo operato direttamente con una società di Dubai. Ci siamo rivolti alla filiale svizzera del gruppo di Riaz. Si dice spesso che gli intermediari finanziari attivi nella Repubblica Elvetica sono soggetti a controlli rigidi e di rado possono mettere in atto operazioni fraudolente o scorrette. Evidentemente, le cose non stanno così. Ma vorrei aggiungere un altro particolare. D: Quale? R: La Gtl trading si appoggiava a gruppi bancari di primaria importanza come la sede di Ginevra della Hsbc che, a quanto pare, non si è accorta di nulla. D: Quando  sono iniziate le prime “ruggini” tra lei il fondatore di Gtl Trading? R: I primi attriti ci sono stati nell’anno 2010, ma la rottura definitiva di qualsiasi rapporto è avvenuta solamente nell’aprile del 2011, quando abbiamo constatato che Gforex non poteva ormai effettuare alcuna mediazione o trovare un accordo con la Gtl Trading. D: Perché, allora, nel 2010 lei ha deciso di costituire una società lussemburghese per la gestione di un hedge fund, in cui Riaz figurava tra i soci promotori? R: Innanzitutto, vorrei ricordare due cose. La mia quota nella società lussemburghese, che è nata nel febbraio del 2010,  era minoritaria e venne da me acquistata soltanto per creare delle sinergie tra questo nuovo fondo hedge e Gforex.  La  partecipazione di Riaz, invece, è stata molto breve ed è durata soltanto 3 mesi. D: Poi, com'è andata a finire? R: L'hedge fund lussemburghese, che era un progetto ideato già nel 2007 dai nostri gestori Alessandro Spinardi e Marco Duquette, non è mai diventato operativo. Le quote di Riaz sono state comunque rilevate dopo pochi mesi dallo stesso  Spinardi e ricollocate presso un investitore istituzionale inglese. Tutte le operazioni sono comunque avvenute nella massima trasparenza: la costituzione della società in Lussemburgo non era un fatto misterioso, ma  ben conosciuto anche da molti agenti della rete commerciale di Gforex. D: Cosa fa adesso nella vita Claudio Di Fonzo? R: Sono disoccupato, in attesa di trovare una nuova posizione sul mercato del lavoro. D: Non sarà facile per lei, visto quello che è accaduto... R: Lo so. Purtroppo anche lo scenario macroeconomico non è dei migliori  per chi sta cercando un' occupazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Merkel, gli attacchi mandano in crisi l'accoglienza

Gli attentatori di Würzburg e Monaco avevano origini straniere. Così i populisti attaccano la cancelliera. Che ora può rivedere la gestione dell'immigrazione.

prev
next