Ibm, sciopero contro i trasferimenti coatti

20 Luglio 2012

Ibm, la nuova sede di Segrate

Ibm, la nuova sede di Segrate

Licenziamenti mascherati: è l'allarme dei sindacati per la nuova riorganizzazione annunciata da Ibm Italia, che prevede il trasferimento collettivo di 280 dipendenti delle funzioni di staff da tutte le sedi italiane a Segrate. Dei 280 da trasferire, secondo le indicazioni dell'azienda, oltre la metà (157) lavorano nella sede di Roma. «E' ovvio che tale pesantissimo gesto ancora una volta tende a far pagare ai lavoratori più deboli responsabilità non loro», sottolineano i sindacati. SCIOPERO DI 4 ORE CONTRO RISTRUTTURAZIONE. Monta la protesta nelle sedi italiane della Ibm contro il piano di ristrutturazione dell'azienda: i sindacati hanno così deciso uno sciopero di quattro ore, sabato 21 luglio 2012, a inizio turno, dei lavoratori delle sedi di Roma. «Nelle ultime settimane, ricordano le Rsu, Ibm ha aperto una campagna di incentivi spontanei e licenziato oltre 50 dirigenti al solo fine di incrementare gli utili». Lamentando la recente cessione del reparto Retail Store Solutions alla Toshiba, i sindacati temono nuovi spin off, e ulteriori e più pesanti sviluppi nei vari settori in cui è attiva l'azienda in Italia. DOPO ROMA, ALLARME A NAPOLI PER PRESSIONI SU LAVORATORI. Non solo trasferimenti coatti, ma anche pressioni sui lavoratori perché lascino volontariamente l'azienda: è la denuncia dei sindacati della Ibm, che paventano nuovi tagli (dopo il recente licenziamento di oltre 50 dirigenti della Global Business Services) in un programma che, dicono, è volto solo ad aumentare i profitti. Dopo lo sciopero delle sedi di Roma, è la volta delle Rsu di Napoli denunciare colloqui personali con offerte ad alcuni lavoratori a lasciare l'azienda. «In un momento in cui l'azienda dichiara una forte attenzione alla ricerca del business e al contenimento dei costi  ci risulta veramente difficile capire quale possa essere il valore aggiunto di una simile operazione». I TRASFERIMENTI SONO UN PRETESTO. I sindacati tornano poi sul piano che prevede il trasferimento collettivo di 280 dipendenti delle funzioni di staff da tutte le sedi italiane a Segrate, ricordando che «le attività di staff possono essere eseguite con costi simili in qualsiasi sede Ibm in Italia e per questo alcuni anni fa erano state parzialmente decentrate: tali trasferimenti si presentano quindi come un nuovo ricatto e, più in generale, come un attacco all'occupazione».

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