Mps, ispezione Consob in corso

03 Febbraio 2012

Non c’è pace per il Monte dei Paschi. Secondo quanto risulta a Economiaweb.it, giovedì 2 febbraio è partita nell’istituto una verifica da parte degli ispettori della Consob. Nel mirino, l’area risparmio gestito e in particolare alcuni contratti di partnership siglati con asset manager esterni. RISPETTO DELLA DIRETTIVA MIFID. Oggetto dell’indagine, secondo quanto riferiscono fonti vicine alla situazione, è verificare il rispetto della direttiva Mifid sugli inducement pagati dalle case d’investimento e non retrocessi a clienti. Si tratta  degli incentivi, ovvero tutti quei corrispettivi (compensi, commissioni o prestazioni non monetarie) che le banche possono percepire o pagare in connessione alla prestazione di servizi di investimento (ad esempio consulenza, collocamento, ricezione e trasmissione ordini o gestione portafogli). CHIAREZZA SUGLI INCENTIVI.  Nello svolgimento di tali servizi, infatti, vi sono diversi casi in cui entra in gioco il pagamento di incentivi fra i soggetti interessati. La filosofia della MiFID è che gli incentivi siano sempre comunicati in maniera chiara al cliente e comunque siano finalizzati ad offrire un valore di servizio più elevato e negli interessi del cliente stesso. Il tema assume rilevanza soprattutto per quei servizi o prodotti ad elevato valore consulenziale, come le gestioni di portafogli ed i fondi comuni di investimento. In questi casi le banche, che intrattengono il rapporto diretto con il cliente, offrono prodotti in virtù di accordi con altre società che si occupano più propriamente di “confezionare” o gestire il prodotto (le cosiddette “società prodotto”). I RUOLI DI BANCA CLIENTE E SOCIETÀ PRODOTTO. Nella fase di distribuzione di tali prodotti gli attori in gioco sono tre: il cliente, la banca e la società prodotto. Un esempio concreto è dato da un cliente che si rivolge alla propria banca, questa fornisce il servizio di consulenza proponendo dei fondi comuni di investimento, la società prodotto gestisce questi fondi. Nell’offerta di tale servizio deve essere chiaro che ogni corrispettivo che la banca riceva in relazione al prodotto sottoscritto dal cliente deve essere chiaramente riportato nel contratto, con specifico riferimento all’importo o al metodo di calcolo. Anche nel caso di un accordo distributivo fra banca e società prodotto, che preveda il pagamento di corrispettivi o bonus particolari legati al collocamento di questi prodotti, deve essere mantenuta massima trasparenza e sempre con la finalità di migliorare il livello di servizio per il cliente. LA SEGNALAZIONE GIUNTA ALLA COMMISSIONE. La verifica degli ispettori del Garante di Borsa negli uffici di Rocca Salimbeni sarebbe partita dopo una segnalazione e serve dunque a capire se tutti gli incentivi siano stati riportati correttamente e con la massima trasparenza.  Contattata in merito alle indiscrezione, Consob ha risposto con un lapidario “No comment”.

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