Piazza Affari chiude a +2,09%

07 Settembre 2012

La Borsa di Milano

La Borsa di Milano

Chiusura positiva per gli indici di Piazza Affariche hanno continuato a beneficiare dell'onda lunga del nuovo piano Bce di acquisti di titoli di stato e del conseguente ridimensionamento dello spread Bund-Bpt a 360 punti. L'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta a +2,09%, mentre l'AllShare guadagna l'1,94%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di 2,7 miliardi di euro. A metà pomeriggio i dati sulla crescita degli occupati statunitensi ad agosto inferiori alle attese hanno fatto rallentare l'indice, ma la frenata degli acquisti non è durata a lungo. A dare forza al rally hanno contribuito anche le ricoperture delle posizioni short: fino al 6 settembre gli operatori avevano infatti scommesso sugli scenari più negativi per la zona euro. L'annuncio di Draghi ha favorito in particolare i titoli finanziari contribuendo «ad abbatterne i costi di finanziamento e aiutando il loro patrimonio, molto esposto ai titoli di stato italiani», dice un trader. DENARO SUI BANCARI. In cima al listino brilla Mps (+10,84%) con volumi oltre quattro volte la media: è passato di mano il 5,7% del capitale. Seguono Ubi (+4,5%), Unicredit (+4,39%), Mediolanum (+3,99%). Bene anche Intesa Sp (+1,5%) e Banco  Popolare (+1,34%). Scivola invece verso il fondo del paniere Pop Milano che chiude a -1,87% dopo il balzo di ieri. «Su Popolare Milano vediamo un ritracciamento su prese di beneficio, non vedo altri problemi particolari» commenta un analista. Incerta Mediobanca che chiude a +0,57% dopo un pomeriggio in negativo. Secondo Banca Akros, il titolo è «profondamente sottovalutato ai prezzi di mercato attuali, anche dopo il rally delle ultime settimane». Gli analisti avvalorano le ipotesi di possibili riassetti della società. Il target price è confermato a 5,4 euro, anche se c'è potenziale di crescita fino a 7,7 «nello scenario migliore». SEGNO PIÙ PER TELECOM E MEDIASET.  Molto bene Telecom Italia e Mediaset che chiudono rispettivamente a +6,65% e a 5,57% grazie alla decisa contrazione dei rendimenti dei titoli di stato che fanno tirare il fiato a tutti i gruppi con un importante debito. Tra i titoli che risentono positivamente dell'allentarsi della tensione sul mercato obbligazionario Mediobanca in una nota cita tra le altre anche Atlantia (3,34%), Enel (+3,35%), Eni (+1,7%), Finmeccanica (+1,65%) e Prysmian (+2,29%). Fuori dal paniere crolla Edison (-19,31%) in vista del delisting il prossimo 11 settembre. RCS IN FRENATA -28%. Spende il pomeriggio in asta di volatilità per eccesso di ribasso Rcs (-28,44%) su cui proseguono le prese di profitto dopo il rally forsennato delle ultime sedute. Sull'andamento in borsa del titolo è stato presentato in procura a Milano un esposto in cui viene ipotizzato il reato di insider trading. In denaro Iren (+%) che sta valutando l'uscita dall'azionario di Edipower con la cessione della propria quota del 21% ad A2A. Perde terreno Camfin (-6,44%), ancora preda della speculazione retail, dopo i recenti rialzi.

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