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Economia 

l'intervista

«Pisapia, destra borghese»

Gregotti spiega perché la Moratti ha fatto flop.

di Gabriella Colarusso

Articolo in versione breve

Della classe dirigente che ha governato Milano negli ultimi cinque, se non dieci, anni, Vittorio Gregotti, non ha affatto una buona considerazione: «Priva di un'idea di città, piegata agli interessi della speculazione immbiliare».
Ma l'architetto e padre nobile milanese, anche se di origini novaresi, si spinge oltre: Pisapia, il candidato del Partito democratico (Pd) per il quale ha votato, è ormai la «destra milanese». Una provocazione, certo, ma che cela un'analisi in realtà ben più spietata dell'evoluzione, anzi involuzione a suo dire, della destra meneghina: «Il senso di responsabilità che un tempo la borghesia di destra milanese aveva, la coscienza civile e sociale del proprio ruolo, in termini weberiani, è scomparsa. Pisapia invece la incarna, è un uomo che saprà dialogare, nel caso trattare, con tutti, anche con Comunione e liberazione che certo non rappresenta il suo blocco sociale di riferimento».
I POTERI FORTI E LA LONGA MANUS DELLA CDO.  L'avvocato vendoliano, però, dovrà fare i conti con «le scelte irrazionali che sono state fatte per accontentare gli immobiliaristi che hanno comandato a lungo in questa città, i vari Salvatore Ligresti, Luigi Zunino. E poi dovrà "trattare" con la potente Compagnia delle opere, che finora ha "distribuito" i lavori nella regione». È capace di farlo? Intanto, deve vincere il ballottaggio. Nel caso, «sono convinto che ci potrebbe riuscirci. Ha messo in piedi una buona squadra. Stefano Boeri, che è stato mio allievo, è molto in gamba e anche se bisogna contenere la sua sfrenata ambizione, so che farà molto bene». Quanto alla giunta uscente, Gregotti non fa sconti: Letizia Moratti, nel suo misto di «timidezza e arroganza», ha fatto «male». Eccezion fatta per il «bike sharing».

Mercoledì, 25 Maggio 2011


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Commenti (1)

vast 23/giu/2011 | 10:32

Tutto giusto
Complimenti a Gregotti, sempre il più lucido. I giudizi sulla fase, sulla società milanese, sul ruolo del PGT, ma anche sulle caratteristiche umane delle persone, sono - nella loro sintesi - del tutto precisi. Questo si chiama parlar chiaro!

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