Economia
FMI
Christine Lagarde si è candidata ufficialmente
Fondo monetario, Paesi emergenti non vogliono un direttore europeo.
La conferma è arrivata da lei stessa: il ministro dell'Economia francese Christine Lagarde ha ufficializzato la propria candidatura alla direzione del Fondo monetario internazionale, di concerto con il governo di Parigi.
«Nei giorni scorsi, numerosi Paesi hanno inviato messaggi di sostegno. Questo ha supportato la mia decisione di candidarmi alla posizione» ha spiegato durante un incontro con la stampa alla sede del ministero. «Questa istituzione» ha aggiunto, «non appartiene a nessuno, se non ai 187 Paesi membri».
Per ascoltare le loro voci, la Lagarde effettuerà nei prossimi giorni «numerosi spostamenti, per presentare loro il mio progetto e costruire con loro una nuova ambizione per l'Fmi». Interpellata sulla richiesta di aprire un'indagine su di lei per il ruolo giocato nel contenzioso tra Bernard Tapie e il Credit Lyonnais, la Lagarde ha minimizzato: «C'è una procedura giudiziaria aperta, siamo in una democrazia e io spero che sui fatti sia fatta tutta la luce, e ho la massima fiducia negli inquirenti».
«Ho sempre agito», ha concluso, «nello stretto interesse dello Stato e nel rispetto della legge».
Pieno sostegno alla candidatura della Lagarde è stato espresso dal presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso che ha sottolineato «le qualità» e ha evidenziato «come l'impegno e l'esperienza nel campo del rafforzamento della governance siano requisiti indispensabili che le consentiranno di compiere con successo la missione di direttore dell'Fmi».
Ma i Paesi emergenti non ci stanno: «No a un europeo»
Di contro, però, c'è da registrare una resa di posizione di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, già rinominati «Brics», sull'avvicendamento alla direzione del Fondo monetario internazionale dopo le dimissioni in conseguenza dello scandalo che ha travolto Dominique Strauss-Kahn (leggi) che non ci stanno a sottoscrivere l'ormai consolidata consuetudine che vuole che la guida dell'Fmi sia in mani europee. Tra i candidati favoriti c'è proprio Christine Lagarde, su cui molti Paesi sono già espressi favorevolmente.
LA NOTA DELL'FMI. «Siamo preoccupati per le recenti dichiarazioni pubbliche rese da alti funzionari europei sulla volontà dell'Europa di mantenere un loro membro al posto di direttore del Fmi» ha dichiarato una una nota dei Paesi che compongono il Brics che ha proseguito: «Diversi accordi internazionali hanno spinto perché ci fosse un autentico processo trasparente basato su criteri di merito e di selezione competitiva del Managing Director del Fmi e delle altre posizioni di rilievo nell'organigramma delle istituzioni di Bretton Woods».
ABBANDONARE CONVENZIONI OBSOLETE. «La situazione richiede l'abbandono delle convenzioni obsolete e non scritte secondo cui il leader del Fmi deve necessariamente essere europeo». La raccolta delle candidature per la carica di direttore generale dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn sono aperte fino al 10 giugno. Finora i cinque paesi del Brics non ha fatto nomi o sostenuto alcun candidato, ma hanno dichiarato che preferirebbero, per quella carica, un esponente dei Paesi emergenti.
Mercoledì, 25 Maggio 2011

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