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Economia 

MERCATI

Crisi, l'Italia vieta le vendite allo scoperto

Forte volatilità, la Consob blocca anche le 'nette corte'.

Spagna, Francia, Belgio e Italia hanno deciso di vietare le vendite allo scoperto. L'azione è stata coordinata dall'Esma, l'Autorità europea di vigilanza sui mercati, e ha l'obiettivo di impedire gli attacchi speculativi e la volatilità, per limitare i rischi in questa fase di instabilità dei mercati. 
BLOCCO DEI TITOLI VENDUTI ALLO SCOPERTO.  La Consob, riunita il 12 agosto per deliberare lo stop allo short selling, ha deciso anche il «divieto di assumere posizioni nette corte, ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti, anche intraday, in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario». Le 'nette corte' sono l'ammontare dei titoli o strumenti finanziari derivati venduti allo scoperto, le cui rispettive posizioni non sono chiuse da operazioni di acquisto in senso opposto. Il divieto ha effetto da oggi e per i prossimi 15 giorni. «La decisione», spiega la Consob, «tiene conto della straordinarietà delle condizioni di mercato rilevate nelle sedute del mese di agosto 2011, caratterizzate da un rilevante incremento della volatilità».
«CORDONE» INTORNO A BANCHE E ASSICURAZIONI. Con le nuove misure sulle vendite allo scoperto la Consob ha stretto un 'cordone sanitario' intorno ai titoli finanziari quotati a Piazza Affari. Il provvedimento infatti, è precisato in un allegato alla delibera, riguarda 29 società tra banche e assicurazioni. E' vietato dunque assumere posizioni nette corte su Azimut Holding, Banca Carige, Banca Finnat, Banca Generali, Banca Ifis, Banca Intermobiliare, Mps, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare Etruria e Lazio, Banca Popolare Milano, Banca Popolare Sondrio, Banca Profilo, Banco di Desio e Brianza, Banco di Sardegna, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, Credito Artigiano, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Fondiaria-Sai, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mediolanum, Milano Assicurazioni, Ubi Banca, Unicredit, Unipol e Vittoria Assicurazioni.

Anche Francia e Spagna allargano i controlli sui titoli 

In Francia il Presidente del Autorité des Marchés Financiers (Amf) ha già annunciato con una nota la decisione, che riguarda in particolare le operazioni su titoli del settore banche e assicurazioni ed è valida già dall'11 agosto e per 15 giorni. «È vietato creare o ampliare posizioni corte nette, anche intraday, in azioni ordinarie o titoli che danno accesso al capitale dei seguenti istituti di credito e compagnie assicurative: Aprile Group, Axa, Bnp Paribas, CicC, Cnp Assurances, Credit Agricole, Euler Hermes, Natixis, Parigi Ré, Scor, Société Générale» si legge in una nota. 
DIVIETO SU QUALSIASI OPERAZIONE. In Spagna la Cnmv, la Consob spagnola, ha imposto il «divieto come misura precauzionale con effetto immediato e per un periodo transitorio. Il divieto rimarrà per un periodo di 15 giorni dalla data, può essere prorogato se ritenuto necessario. Il divieto provvisorio si applica a qualsiasi operazioni su azioni o indici, operazioni che presuppongano la creazione o l'aumento di posizioni corte su azioni di società spagnole del settore finanziario» incluse le operazioni in contanti, i derivati sugli scambi o derivati Otc. Le azioni oggetto del provvedimento sono quelle di Banca Cicica, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Banco de Sabadell, Banco de Valencia, Banco Espanol de Credito. 

Venerdì, 12 Agosto 2011


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