Economia
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Francia, colpo in banca
Moody's taglia i rating di Société Générale e Crédit Agricole.
L'agenzia di rating Moody's ha tagliato il rating alle banche francesi Société générale e Crédit Agricole, citando problemi di finanziamento e liquidità per la prima (tagliata da Aa3 ad Aa2 con outlook negativo) e la pesante esposizione verso la Grecia per la seconda (tagliata da Aa2 ad Aa1). L'outlook sul debito a lungo termine è «negativo» per entrambe gli istituti.
Invece Bnp Paribas, altro istituto francese colpito dalla crisi, non è stato declassato, ma è ancora sotto osservazione.
LE MOTIVAZIONI. Société Générale «ha un livello di capitale che le potrebbe permettere di assorbire le perdite potenziali sui suoi bond greci e di rimanere ad un livello adeguato di capitalizzazione anche se il merito creditizio dei bond irlandesi e portoghesi dovesse peggiorare ulteriormente». Nonostante ciò, «durante la revisione, le preoccupazioni di Moody's riguardo i problemi strutturali per il finanziamento e la liquidità della banca sono aumentate» e hanno portato al taglio della valutazione. Société Générale, commentando il taglio del giudizio di affidabilità da parte di Moody's, ha detto che la società di rating ha agito per motivi 'tecnici' e ha riconosciuto che la banca ha solo una 'modesta' esposizione al debito greco.
Per quanto riguarda Crédit Agricole, l'agenzia sottolinea che il downgrade è legato all'esposizione sul mercato greco, che la mantiene sotto osservazione per un ulteriore taglio, il quale non sarà comunque superiore ad un gradino.
INCOGNITA BNP PARIBAS. Stesso scenario per Bnp, il cui rating è stato confermato per ora ad Aa2. Bnp Paribas ha fatto sapere di avere in programma di vendere 70 miliardi di euro di asset considerati rischiosi, per calmare i timori dei propri investitori.
In tutti e tre i casi, sottolinea Moody's, nel rating sono incorporate le attese di un sostegno governativo alle finanze delle banche.
I giornali transalpini avevano analizzato gli effetti dell'esposizione al debito greco e le gravi perdite in Borsa, prevedendo il taglio.
Anche l'Italia potrebbe vedere il proprio rating tagliato a breve, con il periodo di tre mesi di revisione di Moody's che scade il 17 settembre.
IMPATTO SUI TITOLI. L'effetto negativo per i titoli delle banche francesi è stato immediato. All'apertura delle contrattazioni, il Cac 40, l'indice di Borsa di Parigi, si è attestato a -1%. Negative le performance in apertura per Société Générale, -5,20% e Crédit Agricole, -3,94% nonché per Bnp Parisbas, -5,23%. I titoli, nelle ore successive, hanno recuperato terreno e a metà mattinata si sono stabilizzati rispetto alla quotazione del 13 settembre. Dall’inizio dell’anno Bnp ha perso il 37% del proprio valore, Crédit Agricole il 43% e Société Générale il 58%.
Piazza Affari, invece, non sembra aver risentito di questa notizia. La Borsa italiana ha dato più peso alle parole di Barroso (presidente della Commisisone Ue), che ha aperto concretamente all'ipotesi euro bond e alle dichiarazioni di Arrigo Sadun, rappresentante al Fmi di un gruppo di Paesi tra cui Italia e Grecia, che ha spiegato che se non ci fossero state le condizioni per una ripresa dei colloqui, gli inviati di Fondo Monetario, Unione Europea e Banca centrale europea non sarebbero tornati ad Atene.
E ORA TOCCA ALL'ITALIA. Il 17 settembre, inoltre, scadono i 90 giorni di tempo che Moody's si è presa per rivedere (al ribasso) il rating italiano. La decisione presa sulle banche francesi non è detto che rappresenti un presagio di sventura. Il taglio del rating di Société Générale e Crédit Agricole è stato deliberato tenendo conto, fra le altre ipotesi, di possibili haircut (tagli del valore nominale dei titoli di Stato e conseguenti perdite per i detentori) a cui andrebbero incontro le due banche che detengono quote di debito greco, portoghese, irlandese, spagnolo e italiano. Per l'agenzia l'haircut sul debito greco potrebbe arrivare fino al 60%, su quello portoghese e irlandese fino al 50%, su quello spagnolo fino al 10%. Quanto all'Italia, invece, il taglio potrebbe arrivare al massimo fino al 7%. Il debito italiano, quindi, viene considerato molto meno rischioso rispetto a quello degli altri Paesi.
Mercoledì, 14 Settembre 2011
(1)
Moody???
Ma chi sono quelli di MOODY? Io non li ascolto mai, per me dicono solo cazzate.
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