Economia
FINANZA
Merkel-Sarkò, vertice spuntato
Alla vigilia dell'incontro nessun accordo per rendere efficace il fondo Efsf.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Che non ci si dovessero fare troppe illusioni sul vertice europeo del 23 ottobre, Angela Merkel lo aveva detto qualche giorno fa, anche a costo di suscitare un inopportuno calo delle Borse, come se ci fosse bisogno di aggiungere benzina sul fuoco di una situazione già troppo incandescente. Ma forse era stata fin troppo ottimista. Alla vigilia dell'incontro che dovrebbe (o avrebbe dovuto) tranquillizzare i mercati finanziari, fornendo risposte chiare e convincenti sulle misure da adottare per affrontare e superare la crisi dei debiti sovrani, tutto sembra tornare in alto mare.
NESSUNA UNITÀ SUI DETTAGLI. L'ampliamento del fondo salva Stati Efsf è già sul tavolo, approvato faticosamente nella sua cornice generale e con qualche vittima lasciata sul campo (governo slovacco) dai parlamenti nazionali dei Paesi dell'Eurozona. Ma non c'è unità nei dettagli e in particolare su quale modello adottare per rendere operativa la leva moltiplicatoria che dovrebbe consentire di rafforzare l'efficacia del denaro messo a disposizione.
«Intanto, la cancelliera ha disdetto improvvisamente la dichiarazione del governo tedesco al Consiglio europeo programmata per il 22 ottobre», ha annunciato lo Spiegel, «proprio con la motivazione che i dettagli sull'ampliamento del fondo Efsf non sono ancora stati resi noti».
In più, Merkel volerà a Bruxelles senza un mandato della commissione bilancio del Bundestag e questo le impedirà di prendere qualsiasi decisione.
ASSENZA DI CHIAREZZA. «Anche in questo caso», ha osservato la Frankfurter Allgemeine Zeitung, «la responsabilità viene attribuita all'assenza di chiarezza sul meccanismo che dovrebbe rafforzare il fondo, che ha impedito ai gruppi parlamentari e alla commissione bilancio del Bundestag di discutere e di consegnare alla cancelliera le proprie valutazioni». E il consenso della commissione rappresenta un presupposto obbligatorio per legge per consentire al governo di assumere decisioni in un vertice europeo. Nei giorni scorsi, dopo che il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble aveva per la prima volta parlato pubblicamente dell'ipotesi di una leva moltiplicatoria, erano nate nuove lamentele da parte dei deputati che lamentavano lo scarso coinvolgimento del parlamento nelle decisioni di politica europea del governo.
In cerca di una modalità per rendere più efficace il fondo Efsf
Da parte tedesca, si dà per scontato che l'appuntamento a Bruxelles si terrà comunque, ma che si tratterà di un incontro interlocutorio: «Probabilmente non verrà trovato alcun accordo sul meccanismo di leva previsto», ha ripreso lo Spiegel, riportando alcune dichiarazioni provenienti da ambienti governativi di Berlino, «ma in caso di necessità si potrà convocare un nuovo e risolutivo vertice, anche nella stessa settimana prossima».
Smentite dunque le indiscrezioni, raccolte da altri organi d'informazione tedeschi, circa la richiesta del governo della cancelliera Merkel di annullare il vertice già programmato per il fine settimana, una soluzione che avrebbe potuto scatenare il panico sui mercati borsistici. Appena si sono diffuse queste voci, dai palazzi di Bruxelles ci si è affrettati a far sapere che si trattava di notizie infondate.
CONFERMATO L'INCONTRO. Comunque ci si vedrà, anche se nei giorni scorsi non sono mancate occasioni per incontri ravvicinati non solo fra gli sherpa che stanno lavorando attorno al progetto, ma fra gli stessi leader europei. In occasione della cerimonia del cambio della guardia al vertice della Banca centrale europea (Bce), a Francoforte il 19 ottobre, Nicolas Sarkozy aveva addirittura abbandonato la clinica parigina dove la moglie stava dando alla luce la bimba presidenziale, pur di precipitarsi a fare il punto della situazione con Merkel.
Le divergenze sono tutte sull'asse franco-tedesco, l'alleanza da sempre alla base degli equilibri continentali e che adesso, fra le critiche di alcuni partner europei, si è caricata sulle spalle il compito di dar forma alle misure per affrontare la crisi che potrebbe minacciare la moneta unica. I salvatori, però, non hanno finora trovato l'accordo: «Il punto in questione riguarda proprio la modalità con cui rendere più efficace il fondo Efsf di fronte ai problemi che nel frattempo si sono accumulati», ha sostenuto lo Spiegel, «mentre le differenze fra i vari Stati membri dell'euro sull'utilizzo futuro dell'ombrello di aiuti Efsf sono state appianate».
Venerdì, 21 Ottobre 2011

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